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Sono intervenuti il sindaco Falcomatà, il presidente della Commissione Antimafia Morra e il senatore Siclari

Minacce don Imeneo, la solidarietà di Istituzioni e associazioni

Il vescovo Morosini: «Nessuna discriminazione verso le persone omosessuali, ma richiesta di maggiore attenzione alle emergenze del territorio»

di Redazione Web 05/08/2019

«Ho appreso con grande preoccupazione quanto avvenuto nei giorni scorsi alla redazione de L'Avvenire di Calabria. Qualunque atto, da ovunque provenga, che mira a destabilizzare la libertà di espressione è deprecabile, quindi va condannato». Questo è quanto dichiara monsignor Giuseppe Fiorini Morosini, arcivescovo di Reggio - Bova che prosegue: «L'Avvenire di Calabria, diretto da don Davide Imeneo destinatario delle gravi invettive, è il settimanale diocesano che rappresenta la Chiesa di Reggio Calabria - Bova nel campo delle Comunicazioni sociali. Rispetto al caso specifico, come arcivescovo ho subito condiviso l'articolo scritto in occasione del Gay Pride. Una riflessione che non toccava minimamente i diritti delle persone omosessuali, ma reclamava maggiore attenzioni rispetto alle urgenze sociali del nostro territorio. Infatti, la Chiesa non ha nulla contro le persone omosessuali, ma non può accettare l'imposizione delle ideologie di stampo Lgbt. Esprimo vicinanza a don Davide e alla redazione, invitandoli a proseguire nella loro attività giornalistica al servizio della Verità».

Le parole di monsignor Morosini si aggiungono al fiume di solidarietà per don Davide Imeneo, direttore de L'Avvenire di Calabria, a poche ore di distanza dalla notizia dell'intimidazione subita [Approfondisci quì]. Oltre ad Arcigay e Agedo, movimenti Lgbt che hanno immediatamente preso le distanze [scopri di più] dall'atto rivendicato da "Riscossa arcobaleno", ha parlato anche il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà a cui il settimanale si era rivolto all'indomani del Gay Pride reggino [segui il link per saperne di più].
 
«A Don Davide e all'intera redazione de L'Avvenire di Calabria la nostra piena solidarietà - ha dichiarato il sindaco - e la condanna più ferma ed assoluta verso qualsiasi forma di prevaricazione o minaccia volta a condizionare la libertà di informazione, valore imprescindibile per ogni contesto democratico, ed il diritto di ogni individuo ad esprimere la propria opinione».
 
Solerte, come rappresentante istituzionale, anche il senatore di Forza Italia, Marco Siclari, che ha rilasciato una dichiarazione sulla vicenda: «L'odio genera odio ed è per questo che condanno vivamente il vile gesto indirizzato al direttore de L'Avvenire di Calabria, don Davide Imeneo. La tolleranza e il confronto sono le uniche armi che dobbiamo mettere in campo quando si parla di diversità. È impensabile che ancora oggi si possa leggere una frase come quella destinata a don Davide. Poche battute cariche di odio che non lasciano sperare in alcun tipo di confronto civile e umano».
 
Sempre rispetto alle Istituzioni è intervenuto anche il presidente della Commissione antimafia, Nicola Morra: «Volevo esprimere solidarietà da parte mia e della commissione antimafia tutta per quanto ha subito negli scorsi giorni». Tra gli altri rappresentanti istituzionali va evidenziata la vicinanza del presidente del Consiglio regionale della Calabria, Nicola Irto; dell'assessore alla Smart City del Comune di Reggio Calabria, Giuseppe Marino; del deputato forzista, Francesco Cannizzaro e del segretario provinciale della Cisl, Rosy Perrone.
 
Altrettanto sentite sono state le parole spese da don Ennio Stamile per conto di Libera Calabria e don Fortunato Di Noto, sacerdote impegnato contro gli abusi sui minori. Va evidenziata la massima vicinanza della Federazione italiana dei settimanali cattolici che in tutte le sue articolazioni nazionali e locali ha espresso amicizia al direttore Imeneo.
 
Decine di attestati di stima e piena solidarietà sono giunti in redazione via mail o sulla fan page ufficiale di Facebook da parte di associazioni, movimenti e singoli cittadini. In particolare, «la Presidenza diocesana dell'Azione Cattolica di Reggio Calabria-Bova esprime solidarietà e vicinanza a don Davide Imeneo. L’Azione acattolica, da sempre vicina a don Davide con il quale collabora nella sua qualità di direttore de L'Avvenire di Calabria e al quale è legata per il servizio prezioso svolto da assistente diocesano del Settore giovani, condanna il messaggio lasciato da ignoti presso la sede di Avvenire che sposta il dibattito sulla delicata questione dei diritti civili sul piano di un’inaccettabile violenza verbale».
 
Generazione Famiglia ha dichiarato: «Non possiamo tacere la nostra preoccupazione di fronte a tale brutale gesto frutto di un clima di intolleranza da sempre alimentato da frange ideologizzate del mondo progressista le quali, invece di cercare un confronto civile, continuano a demonizzare in maniera esasperante chiunque abbia un pensiero diverso. Nell’attesa che la magistratura faccia chiarezza sull’episodio, ci auguriamo che i toni possano presto raffreddarsi per un confronto rispettoso della pluralità delle opinione e della dignità delle persona».
 
Infine, il Popolo della Famiglia «esprime solidarietà, vicinanza e sostegno filiale alla Chiesa reggina per le proditorie e vili minacce indirizzate a don Davide Imeneo, direttore dell’Ufficio delle Comunicazioni Sociali dell'arcidiocesi di Reggio - Bova».

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