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De Felice, Falcomatà e Oliverio: c'eravamo tanto amati...

Il Prefetto dei cieli vuole veramente sfidare alle urne il Pd che lo ha nominato a capo di Sacal?

di Federico Minniti 09/08/2019

Quando si parla di Aeroporto dello Stretto, la parola d'ordine è cautela. Ma se esiste una minima possibilità che lo scalo si possa rilanciare, questa passa dai 25 milioni di euro finiti nelle casse di Sacal grazie all'accordo atipico tra Cannizzaro (Forza Italia) e Castelli (M5s) e "benedetto" dal Prefetto dei cieli calabresi, Arturo De Felice, in odore di candidatura alla prossima tornata elettorale (Comune o Regione?). 
 
La conferenza stampa al "Tito Minniti", come detto dallo stesso numero uno di Sacal non era un «cocktail party». Una frase per giustificare il mancato invito e la conseguente assenza del sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, e il governatore della Regione Calabria, Mario Oliverio.
 
I rapporti tra De Felice e Falcomatà sono stati sempre turbolenti, seppur caratterizzato dall'ordine di scuderia di «rimanere compatti». Certo,difficile da dimenticare l'assenza di De Felice al Consiglio metropolitano aperto convocato proprio per discutere dell'ingresso della MetroCity in Sacal, ma anche tanti altri attriti istituzionali tra i due che hanno allontanato Palazzo Alvaro, maggiorente di Sogas, dai destini dell'Aeroporto dello Stretto. Qualcuno, però, ci ha sempre visto una contrapposizione tra diverse anime del Pd, col giovane renziano costretto a cedere il passo ai maggiorenti calabro-romani del partito.
 
Discorso diverso, va fatto, per il legame tra Oliverio e De Felice. Il Governatore ha sponsorizzato la società unica di gestione, nonché la nomina dell'ex Prefetto e la difesa dello stesso dagli attacchi giunti da più parti, anche dal fuoco amico in Regione. Un patto sciolto dallo stesso De Felice proprio nel giorno in cui il Pd ha scaricato ufficialmente Oliverio per bocca del Segretario nazionale dei democratici, Nicola Zingaretti.
 
Aeroporti e politica hanno sempre vissuto di intrecci pericolosi (e la storia di Sogas ne è zeppa). A osservare le prime file della platea presente ieri alla conferenza stampa di lancio del progetto di ammodernamento dello scalo reggino è parso di essere a una reunion del centrodestra. Nessun amministratore in quota Pd presente, ma soltanto ex candidati sindaco (Lucio Dattola) ed eletti (Eduardo Lamberti Castronuovo, Candeloro e Pasquale Imbalzano, Giuseppe Pedà, Pasquale Naso per citarne alcuni) tra le fila di Forza Italia, che scalda i motori col suo comitato elettorale e che ha voluto dare una prova muscolare in questa occasione.
 
Quale è l'immagine da conservare? Una Città e una Regione che provano ad avere un colpo di reni pur senza le proprie massime autorità sul territorio, come Falcomatà e Oliverio. O almeno così vorrebbero far percepire Cannizzaro e i suoi.

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