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Soggiorno sociale, la vita inizia dove finisce la paura

La testimonianza di sei ragazze impegnate nel servizio civile in Caritas diocesana al termine dell'esperienza vissuta a Cucullaro

di Redazione Web 26/08/2019


Pubblichiamo di seguito la testimonianza di Ludovica Guerriero, Caterina Malara, Maria Lucia Laurora, Carmen Labate, Antonella Bellantoni e Anna Valentina De Franco, giovani impegnate nel servizio civile in Caritas diocesana di Reggio Calabria-Bova che hanno partecipato al soggiorno sociale svoltosi a Cucullaro, dal 13 al 20 agosto. 


L'estate 2019 ha visto, ancora una volta, i giovani del Servizio Civile partecipi di una delle esperienze più forti che la Caritas propone in termini di formazione e servizio: noi sei ragazze che prestiamo servizio nelle realtà di casa Giovanni Paolo II e casa Cassibile siamo, infatti, appena ritornate dal Soggiorno Sociale, tenutosi dal 13 al 20 agosto presso la Casa San Paolo, sita a Cucullaro in Aspromonte.

Questa tappa saliente è stata preceduta da quattro incontri formativi che hanno avuto luogo nella sala conferenze del Mariotti, all'interno della Piccola Opera Giovanni XXIII promotrice di questo campo.

Lo slogan che ci ha accompagnate dalla prima riunione è stato "Il bene è contagioso", ampliato dalla frase stampata sulla maglietta del campo "Dentro il tuo cuore c'è un oceano infinito". Il nodo centrale che abbiamo iniziato a sviluppare da Reggio è stato tratto da uno degli spunti di riflessione che la parabola del grano e della zizzania offre: la coesistenza e il rispetto della diversità, aspetto che abbiamo ritrovato, nella pratica, in questo campo. Il Soggiorno San Paolo, infatti, ha ospitato le persone più diverse: dai bambini con le loro mamme, dalle donne con disagio mentale ai volontari di diverse età, a noi ragazze in servizio civile.

L'impatto che questa realtà variegata e, soprattutto, la nostra collocazione nei diversi tempi che le mansioni richiedevano sono stati, da principio, un po' spiazzanti, ma, man a mano siamo riuscite a inserirci bene nella trama che ha intessuto il soggiorno. Così, siamo riuscite a sperimentare la bellezza del servizio verso i bisognosi, ritrovando sui loro volti l'apertura positiva alle piccole cose: l'essenzialità che ognuno di noi è chiamato a riscoprire nella propria quotidianità, come loro ci hanno insegnato in questi giorni. Le giornate dei volontari sono state scandite dalle varie mansioni che la cura della casa degli ospiti richiedono: pulizie, "sopravvivenza" (servizio mensa) e animazione.

Quelle degli ospiti erano caratterizzate dai vari momenti e opportunità che i ragazzi impiegati nel turno di animazione offrivano: diversi giochi, come "Master Chef" e la caccia al tesoro, sono stati particolarmente graditi dai bambini; altri come, per esempio, "Giochi senza frontiere", sono riusciti a coinvolgere sia i più grandi che i più piccini.

L'intrattenimento caratteristico del campo è stato rappresentato, senza dubbio, dai festeggiamenti in onore di San Cucullo, che si tengono ormai da lunghi anni durante la giornata del 15 agosto, che accoppia i festeggiamenti in onore della Madonna a quelli un po' profani per questo santo ubriacone, inventato dagli organizzatori del primo soggiorno sociale.
Le giornate sono state anche colorate dalle diverse uscite previste, a cui hanno partecipato la maggior parte dei nostri amici: in effetti, alcuni anziani non hanno potuto partecipare a tutte le proposte a causa dei loro impedimenti fisici.

Anche queste realtà degli altri ospiti sono state d'insegnamento, specie per i volontari più piccoli, che hanno imparato a guardare le cose dalla prospettiva degli ospiti più deboli: solo se ci si mette accanto all'altro, gli si presta attenzione e lo si ascolta, si potrà, poi, fare un passo verso di lui senza pregiudizi e/o timore, elementi che fanno aumentare le distanze, impedendo l'incontro.

Come si può prevedere, l'incontro con i bambini è stato più semplice e gioioso: hanno avuto modo di giocare tanto all'interno del cortile di casa San Paolo e si sono fatti coinvolgere più facilmente nelle uscite; particolarmente apprezzate sono state quella al bioparco dove, oltre un giro al suo interno, sono rimasti affascinati da tre documentari realizzati nel nostro parco (espressione anch'esso di estrema varietà e coesistenza di numerose specie di flora e fauna nei nostri boschi) e quella più "avventurosa" e attesa all'Aspro Park.

Per ciò che ci riguarda più da vicino, Cucullaro è stata un'importante occasione di rinsaldare i rapporti tra noi sei volontarie: una relazione che il più delle volte legata alle esigenze di servizio. Oltre alla formazione specifica all'interno dei locali della Caritas, infatti, è difficile conciliare tutti i nostri impegni per vederci. Casa San paolo, in questo senso, è stata una buonissima opportunità di incontro non solo con l'altro, ma anche tra noi colleghe. Porteremo sicuramente nei nostri cuori la bellezza dei loro volti, i sorrisi che i bambini e gli altri nostri amici ci hanno regalato e, soprattutto, l'affidarsi che i primi ci dimostravano abbracciandoci: la fiducia provata nei nostri confronti. Ciò ci rende felici, perché, anche se in piccolo, abbiamo fatto del nostro meglio per metterci al servizio del prossimo, ricevendo a nostra volta: un dono che sorpassa la fatica che una giornata di pulizia di servizio mensa può apportare.

Come disse Madre Teresa di Calcutta: "Quello che noi facciamo è solo una goccia nell'oceano, ma se non lo facessimo l'oceano avrebbe una goccia in meno". Sulla scia di questa metafora, vorremmo soffermarci, in particolare, su una goccia che farà sempre parte di questo oceano in cui anche noi ci siamo immerse, un uomo che è stato una delle colonne portanti dei soggiorni sociali fin dal loro inizio: Sebastiano Trunfio, Bano per gli amici che lo hanno conosciuto, un uomo dal cuore grande che sempre coscienziosamente, coerentemente e senza clamore ha offerto, negli anni, il suo aiuto al prossimo. L'impegno solerte che metteva nel riparare qualcosa di rotto e qualsiasi altro lavoro di manutenzione che casa San Paolo prevedeva, non lo allontanavano mai dallo stare accanto alle persone, specie degli ultimi. Bano ha colto sempre tutti indistintamente: è stato un produttore di accoglienza!

Per tale motivo, durante questo primo Cucullaro senza di lui, gli si è voluta dedicare una giornata che non fosse solo commemorativa, ma propositiva: sul suo esempio si sta pensando di dare nuova linfa al mondo del volontariato.

Bano non ci lascia solo un ricordo positivo, ma anche una spinta a fare, a mettersi d'impegno per gli altri, una gratitudine che oltrepassa ogni distanza.

Ludovica Guerriero, Caterina Malara, Maria Lucia Laurora, Carmen Labate, Antonella Bellantoni, Anna Valentina De Franco

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