accedi | registrati | 13-12-2019

Nuovo anno scolastico al via. Numeri e solite emergenze

Si ritornerà fra i banchi di scuola il 16 settembre. Al suono della campanella, nelle scuole della provincia reggina, vi saranno circa 78mila studenti.

di Guido Leone * 02/09/2019

Ancora qualche settimana di vacanze e poi per gli studenti reggini e calabresi delle scuole di ogni ordine e grado, così come per altri loro colleghi di buona parte delle regioni italiane, si riapriranno le porte delle aule per l’inizio delle lezioni fissato a lunedì 16 settembre.

Nelle scuole superiori ,poi, negli ultimi giorni si sono svolte le operazioni di verifica dei debiti scolastici che gli studenti hanno dovuto dimostrare di avere recuperato entro il 31 agosto. Si tratta di quelle prove che una volta erano chiamati esami di riparazione. Interessano mediamente centinaia di studenti che nello scrutinio di giugno hanno avuto il cosiddetto giudizio sospeso, cioè non sono stati né promossi né bocciati e che, pertanto, hanno dovuto sostenere le prove nelle materie insufficienti.

 

I numeri della scuola reggina 

Lo scenario scolastico 2019- 2020, che si apre dal 2 di settembre, inizia per dirigenti, docenti e personale amministrativo, come al solito, con tutta una serie di operazioni di natura collegiale, non ultime la rivisitazione del piano dell’offerta formativa e la preparazione delle attività di accoglienza per le matricole dei vari ordini di scuola, così distribuiti:3.715 per l’infanzia ,4.537 per le elementari, 5.146 per la media e 6.478 per le superiori.

In tutto gli studenti della nostra provincia nell’anno scolastico 2019-2020 saranno 77.917,così distribuiti fra i vari ordini di scuola:9.462 infanzia, 27.773 primaria,16.111 media, 28.571 superiore

 

Cosa prevede il nuovo calendario scolastico:una lunga maratona di 205 giorni

Questo è il diciottesimo anno della devolution nel quale le Regioni autonomamente fissano la data d’ inizio e il termine delle lezioni.

In Calabria il termine è stato decretato per martedì 9 giugno 2020.

Le attività educative nella scuola dell’infanzia, invece, termineranno in quasi tutte le regioni martedì 30 giugno 2020.

Per tutti, giorno più giorno meno, una lunga maratona di nove mesi di lezione, 205 giorni per la Calabria, fatto salvo il minimo dei 200 giorni di lezione.

I giorni di festa (escluse le domeniche) previsti dal calendario ministeriale sono al momento 11, vincolanti su tutto il territorio nazionale.

E cioè l’1 novembre, festa di tutti i Santi; l’8 dicembre, Immacolata Concezione; il 25 dicembre, Natale; il 26 dicembre; l’1 gennaio, Capodanno; il 6 gennaio, Epifania; il giorno di lunedì dopo Pasqua; il 25 aprile, Anniversario Liberazione; l’1 maggio, Festa del Lavoro; il 2 Giugno, Festa nazionale della Repubblica; la festa del Santo Patrono.

Il decreto del Presidente della Regione Calabria stabilisce, poi, che non si effettueranno lezioni il 2 novembre 2019 (ponte festività Ognissanti), che le vacanze natalizie andranno dal 23 dicembre 2019 al 6 gennaio 2020, quelle pasquali inizieranno dal 9 al 14 aprile 2020 , il 2 maggio 2020 (ponte) e il 1 giugno 2020 (ponte).

Il nuovo calendario, così come prevede l’autonomia scolastica , è , comunque, flessibile e dà la possibilità alle scuole di proporre gli adattamenti che possono riguardare anche la data di inizio delle lezioni , nonché la sospensione, in corso di anno scolastico, delle attività educative e delle lezioni prevedendo, ai fini della compensazione delle attività non effettuate, modalità e tempi di recupero in altri periodi dell’anno. Sicchè anche molte scuole della nostra provincia potrebbero iniziare le lezioni ancor prima del 16 settembre.

Ad affrontare i prossimi esami di maturità, che avranno inizio il 17 giugno 2020, nelle scuole superiori statali saranno 4.935 allievi, mentre nella scuola media inferiore saranno 5.584.

 

L’esordio di nuovi dirigenti scolastici 

In questi giorni l’Amministrazione scolastica è impegnata per tutto sia il più possibile in ordine per l’avvio delle lezioni con l’immissione in ruolo del personale docente e con il conferimento di n. 67 incarichi Dirigenziali ad altrettanti candidati vincitori del concorso. Di questi 19 riguarderanno altrettanti istituti scolastici della nostra provincia,per lo più istituti comprensivi e l’IPSSAR di Locri.

Continua a permanere la tendenza al colore rosa nei numeri della dirigenza scolastica calabrese e l’abbassamento dell’età media dei responsabili degli istituti.

 

Il nostro sistema scolastico affronta il nuovo anno con le solite emergenze 

Gli esiti delle ultime prove Invalsi, i test che misurano il grado di apprendimento in italiano e in matematica degli studenti delle scuole di ogni ordine e grado sono stati disastrosi. Nella quinta primaria nel test d’italiano la Calabria ottiene un punteggio significativamente inferiore alla media nazionale ; le differenze si aggravano man mano che si procede ai gradi superiori. In terza secondaria di I grado la Calabria, ultima in classifica, presenta un gap di 13 punti rispetto alla media nazionale, che diventano quindici in seconda secondaria di II grado e 18 punti alla maturità.

Lo stesso dato sconfortante si rileva quando si esaminano i risultati ai test di matematica. In questo caso il divario diventa più forte. In regioni come la nostra, la Sicilia e la Sardegna, è di 10-14 punti già dalla quinta primaria per arrivare anche a più di 20 alla fine della scuola superiore. Inutile dire che la situazione non migliora se si considerano le competenze nella lingua inglese.

Anche l’ISTAT , nel suo rapporto “SDGs 2019. Informazioni statistiche per l’Agenda 2030 in Italia”,diffuso a maggio scorso, evidenzia che la Calabria, insieme alla Sicilia e alla Campania, è la regione dove permangono i livelli più alti di insufficienza e per competenze alfabetiche e per quelle numeriche.

Il gap può essere spiegato dal divario economico tra Nord e Sud? Certamente, partire da condizioni socio-economiche disagiate non aiuta nella scuola, come nella vita. Ma non è solo questo. Sembra piuttosto un mal funzionamento delle scuole.

Le politiche degli ultimi anni hanno indebolito il sistema d’istruzione nel nostro Paese. I nostri governanti hanno dimenticato che la scuola non è solo governo (autonomia, ministero, organi collegiali), ma anche struttura (ordinamenti) e cultura (programmi) e se non si interviene sinergicamente su questi tre elementi si possono provocare più guasti di quelli che si vogliono riparare. Alla scuola servono, idee,strumenti e risorse per ridefinirne la mission.

Colpisce l’assenza di iniziativa da parte ministeriale ma anche della direzione dell’Ufficio scolastico regionale in questi ultimi anni. Ci saremmo aspettati da parte dell’U.S.R. una seria riflessione sulla scuola calabrese e sulle sue emergenze, dandole un senso, un significato, un orizzonte, unitamente alla Regione Calabria. I nostri territori sono segnati, peraltro, da profonde differenze in termini di opportunità ,spazi, servizi, attività integrative, di condizioni culturali, sociali e quant’altro, tutti aspetti ineludibili che condizionano

fortemente gli stessi risultati. Ecco ci saremmo aspettati una diagnosi puntuale per capire quale può essere la terapia da affrontare per le nostre permanenti emergenze.

 

Quali, dunque, gli obiettivi da perseguire?

Fermo restando che le singole scuole devono riflettere sul loro lavoro, sui propri punti di forza e di debolezza per migliorarsi, in prospettiva è fondamentale precisare meglio i traguardi essenziali da raggiungere alla fine della scuola primaria e delle secondaria di primo grado. Puntare sulla formazione iniziale e in servizio dei docenti e ripensare alla proposta della scuola secondaria di primo grado che rimane sicuramente uno dei punti più problematici del sistema , il ventre molle. E’ pur vero che anche la classe docente tutta deve fare autocritica e fornire ai nostri giovani modelli didattici diversi. Dobbiamo capire che la scuola deve ritornare ad essere un luogo di formazione e di istruzione, meno progetti, più lezione, meno uscite inutili sul territorio, più attività di recupero.

Comunque, come ripeto da tempo, necessita aprire una profonda riflessione sulla scuola meridionale,e, per quanto ci riguarda, sulla scuola calabrese.

*già dirigente tecnico Usr Calabria

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