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Cucullaro 2019, una meravigliosa valigia di emozioni

I ragazzi del servizio civile raccontano la loro esperienza al Soggiorno sociale: «Abbiamo visto povertà e sofferenza»

di Redazione Web 02/09/2019

Non è mai semplice riuscire a sintetizzare qualcosa che ti tocca emotivamente. In questo caso è ancora più difficile perché questa esperienza ci ha resi più ricchi. Eravamo poveri di amore e siamo tornati con il cuore traboccante. Quest’anno il Soggiorno Sociale di Cucullaro si è svolto dal 26 al 31 Agosto, sempre nella casa San Paolo. Il tema di quest’anno è la frase di Don Italo Calabrò, colui che ha ideato il Soggiorno Sociale: “Amate tutti coloro che incontrate sulla vostra strada, nessuno escluso, mai.

Noi giovani volontari, all’inizio ci siamo sentiti un po’ spaesati, forse perché per la prima volta ci trovavamo a vivere una esperienza tutti e 5 lontani dalle nostre sedi di attuazione del progetto (Centro di Ascolto “Mons.  Italo Calabrò’’ e Centro d’Ascolto “Mons. Giovanni Ferro”). Piano piano, quando incontravamo quei volti, quando ci sedevamo vicino a loro a sentire la loro storia, a giocare a carte o a mangiare insieme, cresceva sempre di più in noi la voglia di fare. Sentivamo la voglia di tendere loro la mano e rendere quel loro cuoricino maltrattato, pieno di toppe e di buchi, più leggero e più luminoso.

Noi giovani del Servizio Civile, insieme agli altri volontari, operatori e responsabili, ci siamo adoperati per costruire insieme qualcosa di bello, qualcosa che potesse dare sollievo e ristoro alle loro anime così indifese e tenere. E così, tra sfilate, corrida, rappresentazione teatrale, laboratori manuali e artistici, balli sgangherati e canzoni, tornei di briscola abbiamo vissuto con loro e condiviso le nostre emozioni, a volte troppo grandi da far scendere qualche lacrima, spesso di gioia. La cosa che ci ha colpito è stata la loro semplicità. Abbiamo visto, infatti, diversi tipi di povertà: povertà economica, intellettiva, spirituale, cognitiva e soprattutto povertà di relazioni. 

I loro volti raccontavano sofferenza, ma nonostante ciò la loro dignità era da essere da esempio per noi.  Ci siamo trovati di fronte a persone che tante volte non avevano nulla, proprio per questo assaporavano ogni cosa di Cuccullaro.  Abbiamo imparato a capirli, a riconoscere cosa potesse turbarli e come e cosa fare per tranquillizzarli.  Spesso non ci chiedevano altro che un abbraccio, un gesto così semplice che per loro era nutrimento vero.  Abbiamo asciugato lacrime, abbiamo visto i loro occhi timorosi e abbiamo riso di cuore.  Una pace immensa accompagnava il tutto, specialmente quando ci riunivamo per pregare nella cappellina a sentire la messa, caratterizzata dalle loro preghiere spontanee e meravigliose.

Il 28 agosto abbiamo festeggiato la partenza del nostro caro Winner, che ha dovuto terminare prima l’esperienza per motivi personali.

Durante quella festa ci siamo sentiti carichi di amore. E’ stato bello vedere questo amore moltiplicarsi e vedere i nostri ospiti abbracciare Winner  e a piangere dalla commozione  per la sua storia. Il 29 Agosto è venuto a trovarci il Vescovo, Mons.  Fiorini Morosini e ha presieduto la messa della mattina nel cortile esterno.  Questa messa ha portato con sé il messaggio che “vivere è avere l’infinita pazienza di ricominciare” e vivere seguendo la parola di Dio è il modo per trovare la gioia in una vita faticosa e difficile.  Tutto si è concluso con la festa finale e la paninata del 30 agosto, durante il quale tutto lo staff e tutti i volontari   hanno ballato sotto le note del nostro inno di quest’anno “Nessuno Escluso”.

Cuccullaro  2019 è stata una valigia meravigliosa. Ognuno Di noi ha messo dentro qualcosa: conversione, rinascita, crisi, gioia, paura , energia, allegria , pazienza e tanto tanto amore. Amore per queste persone speciali e unica. Un amore che caratterizza la vita Cristiana. Un amore che non può finire “come l’acqua in mezzo al mare”. Un pezzo di percorso unico che ha insegnato a guardare a quello che è e sarà e non ha quello che è stato, perché gli sbagli si fanno ma l’amore è l’ago magico che ricuce ogni cosa.

Noi giovani del servizio Civile in Caritas siamo fieri e orgogliosi di essere stati promotori di carità e di misericordia e di aver veduto vite cambiare. 

Un grazie di cuore a tutti gli ospiti che ci hanno fatto vivere in pieno questa indimenticabile esperienza. Un grazie particolare va ai nostri referenti: Natasha, Galedea, Suor Letizia e Bruna : anime pazienti e  luminose che hanno reso tutto più semplice e meraviglioso.

Un grazie ai volontari della cucina per gli ottimi pasti offerti. Un grazie al Direttore della Caritas Diocesana di Reggio-Bova, Don Nino Pangallo, figura paterna del Soggiorno che ci ha spronato a ritrovare l’olio che alimenta le nostre anime come le lampade.  Una grazie a Domenica Belmondo, organizzatrice instancabile, donna dolce e sensibile ma guerriera dentro.

Un grazie di cuore a tutti volontari, compagni di strada insuperabili e meravigliosi che, nonostante la stanchezza, erano sempre pronti a regalare sorrisi. 

E’ vero, l’amore vince sempre e  cambia tutto e tutti.  Nessuno escluso, mai!
 

I ragazzi del Servizio Civile

Winner , Filippo, Engy  Federica e Silvia


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