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Monsignor Sgrò, un gigante del servizio

Momento di preghiera in ricordo del sacerdote. Evento organizzato dalla parrocchia Santa Maria della Vittoria e dal Comune di Staiti con la collaborazione di diverse associazioni del luogo

di Giulio Lugarà 02/10/2019

Si è svolto sabato 17 agosto un momento di preghiera in memoria di monsignor Antonino Sgrò. Don Ivan Iacopino, parroco della parrocchia “Santa Maria della Vittoria di Staiti”, ha voluto porgere i saluti a monsignor Francesco Oliva, vescovo di Locri–Gerace, al sindaco di Staiti, Giovanna Pellicanò, all’amministrazione comunale da lei guidata, alle autorità militari e a tutti i presenti. Un evento organizzato dalla parrocchia e dall’amministrazione comunale di Staiti con la collaborazione di diverse associazioni. «Nella figura luminosa di questo sacerdote siamo invitati a contemplare l’opera dello Spirito che mai fa mancare alla sua Chiesa quei carismi necessari per attraversare il tempo e la storia e far giungere il messaggio di Salvezza che il Padre manda all’uomo: Cristo Gesù Verbo Incarnato », ha spiegato don Ivan. Il giovane parroco ha continuato raccontando di come monsignor Sgrò «si sia sempre dimostrato uomo docile all’azione dello Spirito che ha fatto di lui un gigante nel servizio, umile e silenzioso ». Don Pippo Curatola, grande amico di monsignor Sgrò, lo aveva definito «un uomo che ha vissuto costantemente alla presenza di Dio, un testimone per questo nostro tempo che ha bisogno di segni credibili e veri, un uomo fermo nei principi». Monsignor Oliva, Vescovo di Locri–Gerace ha raccontato di quando ebbe come rettore, presso il Seminario “San Pio X” di Catanzaro proprio Sgrò. La Conferenza episcopale calabra aveva pensato a lui per dirigere il pontificio Seminario regionale di Catanzaro (1969– 1975). Oliva ha ricordato la sua personalità mite e il suo grande spessore umano e spirituale, la sua cultura e la sua intelligenza. «Fu un rettore di indole buona e comprensiva, ma anche capace di cogliere i sentimenti e le attese di noi giovani di quel tempo. Paterno e affettuoso, svolse il suo incarico con l’animo del pastore umile e aperto». Scelto come vicario generale da monsignor Francesco Tortora, dal 1972 vescovo della diocesi di Locri–Gerace, Sgrò accettò e il primo novembre 1975 si insediò nel nuovo incarico, facendo parte, in diocesi, di tutti gli organi di governo e divenendo amministratore apostolico dopo le dimissioni, per gravi motivi di salute, di Tortora, prima di vedersi rinnovato l’incarico di vicario generale dal nuovo vescovo di Locri, monsignor Ciliberti. «Monsignor Sgrò era enciclopedico. La ricchezza di conoscenze e la grande cultura erano qualità che emergevano al primo contatto », ha raccontato Oliva. Un uomo di fede, capace di mettere la cultura al servizio della fede», ha precisato il vescovo Oliva. «La sua semplicità , spontaneità, il suo spirito di comprensione, ma anche la sua coerenza di vita ed amore per la Chiesa mi sono stati di grande aiuto nel cammino verso il sacerdozio » ha concluso il vescovo. Un uomo umile monsignor Sgrò, un esempio per tutti, forte nella preghiera, saldo nella fede e generoso nel servizio.

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