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Inizia il corso dell’Istituto di formazione politica diocesano

È molto importante che esistano, e vengano valorizzati, i luoghi di preparazione all’impegno politico slegati dai partiti e aperti al dialogo

di Antonino Spadaro 07/10/2019

È noto che l’opinione pubblica prevalente, non del tutto a torto, non si fida dei politici e tende semplicisticamente a disprezzare la politica “tout court”. Del resto, tale disaffezione è confermata dal fenomeno della crescente astensione elettorale.

Ma, paradossalmente, quanto più la gente si mostra sconfortata e disincanta, tanto più emerge un disperato bisogno proprio della politica – s’intende: una buona politica – per far crescere in modo sano la città metropolitana di Reggio, la Calabria, il Sud e, con esso, l’Italia intera. È quindi decisamente importante che esistano, e vengano valorizzati, i luoghi di formazione all’impegno politico – slegati dai partiti – aperti al dialogo e all’approfondimento, gestiti da personale competente, volti a favorire una responsabile partecipazione politica, soprattutto (ma non solo) da parte dei più giovani.

È proprio quel che cerca di fare, da molti anni, l’Istituto Superiore di Formazione Politico-Sociale “Mons. A. Lanza” (ISFPS) della Diocesi, in modo dichiaratamente laico e pluralistico, anche se ispirato alla dottrina sociale della Chiesa, dunque nel segno della giustizia, della non violenza e del servizio agli ultimi. Si tratta di una delle poche, e più antiche, scuole di formazione politica ormai esistenti in Italia e, con alti e bassi, non ha mai cessato di offrire il suo servizio alla Chiesa e ai cittadini.

Le lezioni – gestite da professionisti qualificati e docenti universitari (il corso di quest’anno vede coinvolti professori della Mediterranea di RC, di Messina, di Roma Tre, della Cattolica di Milano) – sono totalmente “gratuite” e aperte a “tutti”, credenti e non credenti.

Come sa bene chi ha frequentato i corsi soprattutto in questi ultimi anni – in cui si è molto seminato ma anche non poco raccolto – partecipano ai corsi non solo gli iscritti, ma di volta in volta chiunque sia interessato al tema oggetto di approfondimento. La buona partecipazione probabilmente discende anche dalla vivacità del dibattito fra docenti e corsisti e dalla espressa previsione, in programma, anche di un ciclo di film sui temi affrontati. 

            Il tema del corso 2019-2020 (22 incontri per più di 40 ore di didattica frontale) è: “Quali politiche per Reggio Calabria? Territorio, comunità e partecipazione”, articolato i tre sezioni: 1) Ricostruire i diritti: 2) Riforma dell’Unione Europea e regionalismo differenziato: 3) La democrazia all’epoca del web. Si tratta di argomenti di estrema attualità e molto complessi, che si cercherà di esaminare, come sempre, con rigore scientifico, ma in modo semplice e aperto al confronto fra i presenti.

            Nell’ambito del corso si svolgerà anche la tradizionale “Cattedra del dialogo”: quest’anno verranno esaminate, oltre alle “relazioni” politiche, quelle fra cristiani e non credenti, cristiani ed ebrei, cristiani e musulmani.

Non mancheranno, infine, un incontro-dibattito con i candidati a sindaco di Reggio e una tavola rotonda sulla situazione politica con tutti i gruppi ecclesiali della Diocesi.  

Su quest’ultimo punto, non mi sottraggo a una veloce riflessione auto-critica. Non è raro che parroci e/o associazioni/movimenti ecclesiali comprensibilmente lamentino l’inettitudine (quando non la corruzione) della classe politica e le carenze nei servizi sociali forniti dagli enti locali. È giusto. Ma forse dovremmo anche interrogarci – ben al di là di quanto già fatto durante il convegno ecclesiale di settembre – sulle “nostre” carenze formative in merito. Evidentemente non sono sufficienti gli sproni dell’Arcivescovo. Mi chiedo: quanto della nostra attività “pastorale” è rivolta ai consueti temi della “morale familiare/sessuale” e quante energie vengono spese, invece, nello spirito del Concilio Vaticano II, alla formazione del “senso civico” dei credenti? Non è facile, ma dobbiamo lavorare –con pazienza e tolleranza – su entrambi i fronti.

 

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