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L’ingresso di don Ripepi nella parrocchia Santa Maria di Loreto

Un momento di gioia che dà seguito al distacco vissuto appena la settimana prima nel salutare don Demetrio Sarica, per otto anni guida della comunità, e che è proprio il segno dell’indole pastorale della Chiesa che si esprime «nella successione e nella continuità»

di Redazione Web 07/10/2019

È la pioggia ad accogliere don Stefano Ripepi in piazza al suo ingresso nella parrocchia Santa Maria di Loreto ma, al di là del portone della chiesa che il sacerdote varca insieme all’arcivescovo, mons. Giuseppe Morosini, sono tantissimi i fedeli convenuti per la messa di insediamento del nuovo parroco. Un momento di gioia che dà seguito al distacco vissuto appena la settimana prima nel salutare don Demetrio Sarica, per otto anni guida della comunità, e che è proprio il segno dell’indole pastorale della Chiesa che si esprime “nella successione e nella continuità”, come recita il vescovo, seguendo il cerimoniale, nel presentare il nuovo parroco, e per cui anche questo delicato momento di cambiamento può essere vissuto con gratitudine e affidamento alla volontà di Dio espressa dalla decisione del vescovo. Tali sono, infatti, i sentimenti espressi nel saluto iniziale da Giovanni Catona, in rappresentanza di tutta la famiglia parrocchiale, dopo la lettura della bolla da parte di don Francesco Siclari, segretario del vescovo.

La messa di insediamento, concelebrata anche dai sacerdoti della zona pastorale, si caratterizza per alcuni riti esplicativi che rendono la solennità del momento: all’inizio della celebrazione il nuovo parroco, dopo l’invocazione allo Spirito Santo, asperge con l’acqua santa la sua nuova comunità e incensa l’altare su cui, d’ora in poi, celebrerà l’eucaristia. Durante la messa, sarà poi don Ripepi a proclamare la professione di fede a nome di tutta la sua nuova comunità e a rinnovare le promesse sacerdotali quale rinnovo del dono dei ministeri che il sacerdote è chiamato ad esercitare.

Il vescovo, durante l’omelia, si sofferma a riflettere sulla figura del parroco all’interno della comunità e nel territorio in un contesto sociale in cui la parrocchia non è più “la fontana del villaggio”, come amava definirla papa Giovanni XXIII, ma in cui impera il relativismo culturale e una visione laicista della vita. Un parroco è dunque chiamato ad accrescere la fede di coloro che gli sono stati affidati per aiutarli ad affrontare, alla luce della fede, i problemi della vita e i problemi della città, secondo l’impegno alla cittadinanza attiva che la comunità diocesana si è riproposta con il convegno di settembre.

Al termine della liturgia don Stefano si rivolge all’assemblea per un discorso di ringraziamento a Dio, al vescovo, ai parroci che lo hanno preceduto, don Sarica e l’indimenticato don Nicola Ferrante, e alle due comunità in cui ha operato in precedenza, la parrocchia “Santi Pietro e Paolo” di Cardeto e la parrocchia “San Dionigi” di Catona, presenti in gran numero alla celebrazione. Alla parrocchia di Loreto, con cui da oggi inizia a percorrere un tratto di strada, si rivolge condividendo due pensieri: la certezza della bontà di Dio per cui Egli non affida mai un compito senza fornire gli strumenti adatti con cui affrontarli, e l’immagine della fede come luce che viene dal passato ma anche dal futuro e che quindi diventa uno strumento di conoscenza con cui affrontare questo cammino. Infine, ricordando il titolo della parrocchia, don Ripepi affida alla Vergine di Loreto la sua nuova comunità.

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