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Mentre i disabili in Calabria attendono ancora l'erogazione dell'ultimo anno, nel resto del Paese si pensa a implementare la misura di sostegno

Non Autosufficienza, ecco il Piano nazionale: pronti 573 milioni

di Redazione Web 11/10/2019

Governo e Regioni sono in sintonia: già nella prossima Conferenza Unificata potrebbe essere approvato il primo piano nazionale sulla non autosufficienza che ha come “dote” un fondo che già per il 2019 sarà di oltre 573 milioni.
A darne annuncio in un comunicato il presidente delle Regioni, Stefano Bonaccini, commentando l’esito del confronto che si è tenuto al ministero del Lavoro, presente il ministro Nunzia Catalfo e numerosi assessori regionali alle politiche sociali: “Oggi Governo, Regioni e Comuni nell’ambito della Rete della protezione e dell’inclusione sociale si sono confrontati con le parti sociali e le rappresentanze del terzo settore e credo sia stato fatto davvero un buon lavoro. Partirà, infatti, dopo l’intesa nella prossima Conferenza Unificata, il primo Piano sulla non autosufficienza che avrà durata triennale 2019/2021 e che prevede il riparto di un fondo che per il 2019 ammonta a 573,2 milioni”.

“Il Piano, grazie alla programmazione triennale, consentirà alle Regioni di dare continuità agli interventi assistenziali per le persone in condizioni di non autosufficienza”, ha spiegato l’assessore della Regione Molise, Luigi Mazzuto, coordinatore della Commissione Politiche Sociali della Conferenza delle Regioni.
“il Fondo per la non autosufficienza 2019 – prosegue Mazzuto - registra un incremento di circa 120 milioni di euro e come per lo scorso anno almeno la metà delle risorse dovrà essere impiegata per i disabili gravissimi.
Rispetto al riparto c’è una importante novità e cioè che la Regione, per evitare qualsiasi interruzione dei servizi, può chiedere al Ministero il 50% delle risorse anche in attesa del perfezionamento del previsto Piano regionale.
Per quanto riguarda, infine, il piano nazionale va sottolineato che si attua attraverso piani regionali che tengono conto della programmazione territoriale.
Credo – conclude Mazzuto – che si tratti di un passo importante per garantire prestazioni omogenee sull’intero territorio nazionale e arrivare alla definizione dei Lep (livelli essenziali delle prestazioni)”.

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