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Quasi 6mila reati in Italia su minori, prime vittime le bambine

Presentato a Roma, alla vigilia della Giornata mondiale delle bambine (11 ottobre), il nuovo dossier "Indifesa - La condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo"

di Redazione Web 10/10/2019

Tra violenze, discriminazioni, matrimoni precoci e forzati, mancanza di istruzione, rimane davvero drammatica in troppe parti del mondo la condizione delle bambine e delle ragazze, ma pur con le dovute differenze, pure in Italia l’essere donne comporta fin da piccole maltrattamenti, abusi e discriminazioni di genere. Anche nel nostro Paese, dunque, occorre garantire loro maggiore protezione. È quanto emerge dal nuovo Dossier della Campagna “indifesa” di Terre des Hommes, “La condizione delle bambine e delle ragazze nel mondo”, presentato oggi, vigilia della Giornata mondiale delle bambine che ricorre domani, presso la Sala della Regina di Palazzo Montecitorio.

In Italia, denuncia il report, non si arresta l’aumento del numero dei minori vittime di reati. Nel 2018 sono stati 5.990, il 3% in più dell’anno precedente e il 43% in più rispetto al 2009, quando erano 4.178. Anche l’anno scorso a subire abusi sono state in prevalenza bambine e ragazze (59,4%). Nel 2018 un terzo delle vittime – quasi 2mila – ha subìto reati all’interno della famiglia, tra maltrattamenti e abuso di mezzi di correzione, proprio nel contesto che più dovrebbe proteggerle, e più delle metà sono femmine. Secondo reato in termini di vittime è la violenza sessuale: 656, di cui l’89% bambine e ragazze, alle quali vanno aggiunte le vittime di violenza sessuale aggravata: 383, l’84% femmine. Aumentano inoltre i minori vittime di pedopornografia: 199, per l’80% bambine e ragazze; 16 le vittime di omicidio, per la metà femmine. La regione con il maggior numero di reati contro i minori è stata la Lombardia (1.090 vittime), seguita da Sicilia, Emilia Romagna, Lazio e Veneto, mentre se ne registra una diminuzione in Basilicata e Valle d’Aosta.

Il Dossier lancia inoltre un allarme: bambine e ragazze con disabilità sono vittime di violenze di genere dieci volte di più rispetto alle coetanee senza disabilità. Da Donatella Vergari, presidente di Terre des Hommes, la richiesta al governo di “maggiore impegno nel contrasto e nella prevenzione della violenza e delle discriminazioni di genere, partendo dai più giovani”. “Noi – assicura –, insieme ai nostri partner lo stiamo già facendo con il Network indifesa, prima rete italiana di WebRadio e giovani ambasciatori contro discriminazione, stereotipi e violenza di genere, bullismo, cyber-bullismo e sexting creata con Kreattiva”. Oggi alla Camera è stato infatti presentato il sito ufficiale del Network radiofonico indifesa. Nato da un progetto pilota che nel 2018 ha visto la partecipazione di diverse web radio scolastiche pugliesi, dopo essere stato ospite dell’ultimo Radio City Milano, ora si sta estendendo a tutto il territorio nazionale. Ad oggi sono 12 le web radio che hanno aderito al network.

Dell'“importanza decisiva”, anche nel nostro Paese, del “contrasto alla violenza e alle discriminazioni di genere se si vuole costruire una società in cui tutti, senza alcuna distinzione, possano crescere felici e sviluppare le proprie potenzialità”, parla l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Filomena Albano, per la quale la parola d’ordine è “educazione” a 360 gradi. Sulla stessa linea Elena Bonetti, ministra per le Pari opportunità e la famiglia: “Occorre un cambiamento culturale, che deve partire innanzitutto dalla politica. Sensibilizzare, favorire la conciliazione vita-lavoro, sanare il gender gap, sono passi importanti” ma “servono azioni concrete e coraggiose, sono convinta che il Governo potrà percorrere questa strada e questo sarà il mio impegno”. “Da otto anni – osserva Vincenzo Spadafora, ministro per le Politiche giovanili e lo Sport – il Dossier di Terre des Hommes è un documento fondamentale, che obbliga le istituzioni a prendere atto di una realtà inaccettabile e spinge chi ricopre ruoli di governo a immaginare e realizzare nuove politiche per la difesa e il sostegno delle donne e delle bambine, in Italia e nel mondo”. Per questo, conclude, “è dovere di tutti fare in modo che la condizione femminile migliori: è necessaria una rivoluzione culturale a partire da ciascuno di noi”.

Oltre a progetti internazionali in Giordania, Bangladesh e Mozambico in favore delle baby spose e in Costa d’Avorio per le baby mamme, a livello nazionale Terre des Hommes ha chiesto ai Comuni italiani di sottoscrivere il Manifesto #indifesa, chiedendo azioni efficaci per la protezione dei bambini e in particolar modo delle bambine. In occasione della Giornata di domani, l’organizzazione chiede a tutti di sostenere la Campagna indifesa con il colore arancione, da sempre suo simbolo, usando sui social gli hashtag #indifesa e #liberaè.

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