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Don Catalano s'insedia nella chiesa di S. Francesco da Paola

L'augurio del vicario, don Salvatore Santoro: «Sia sempre nella santa volontà di Dio come un padre accogliente». Il nuovo incarico dopo 22 anni trascorsi nella parrocchia di Arangea

di Redazione Web 11/10/2019

Il nuovo rettore della chiesa di San Francesco di Paola è il sacerdote don Piero Catalano, già parroco in quel di Arangea, e da oggi reggente della rettoria sul corso Garibaldi: l’ingresso del presbitero nella nuova sede è stato festeggiato con una concelebrazione eucaristica presieduta dal vicario arcivescovile, don Salvatore Santoro, che, nel salutare don Piero, riferendosi alle letture del giorno, ha parlato dell’accoglienza, «virtù dei cristiani e soprattutto dei sacerdoti che si distinguono per  questo dono; don Piero lo sa – ha detto don Sasà – perché ha svolto nel corso della sua vita tanti  servizi difficili sempre rispettando e accogliendo l’ultimo. L’augurio che rivolgo a don Piero all’inizio di questa nuova missione pastorale – ha aggiunto -  è di essere sempre nella santa volontà di Dio, come un padre accogliente, perché un padre è tale per i suoi figli se si sa mettere in ascolto delle loro necessità, non dicendo sempre di sì, ma sapendo dire quei sì necessari. E il padre è tale se non ha paura di perdere, cioè di fare un passo indietro perché quei figli possano fare un passo avanti nella vita». E non poteva esserci lettura più appropriata di quella del giorno: «In occasione dell’ingresso di don Piero in questa rettoria, la lettura di oggi è proprio provvidenziale, - ha commentato il Vicario -  perché Dio gli ricorda che è stato scelto da sempre per essere segno di una paternità che ha il santo timor di Dio– ha continuato il Vicario - e chi conosce don Piero lo sa bene che non ha paura di essere l’altoparlante della misericordia e la forza di un Dio che sa accogliere e si diventa veramente padri e madri quando si è capaci di generare nel dolore.

 Nessun padre dà una serpe a un figlio che chiede un pesce, nessun padre dà una pietra a un figlio che chiede pane: così il Vangelo di Gesù ci ricorda che l’amore del padre per il figlio non ha confini e senza di Lui niente è possibile – ha detto don Sasà – Dio è padre e Lui dice a tutti noi qui presenti, Fidati di me! nessuno che abbia bussato alla mia porta sia andato deluso. E la stessa cosa dice del prete che - è l’economo della misericordia di Dio, ricordando il curato d’Ars –: se un prete capisse cos’è d’avvero morirebbe d’amore. Oh quanto è grande un prete!

 “Caro Piero, - ha concluso -, in questo inizio del tuo ministero qui, ti auguro che il tuo cuore sia spalancato come le porte della chiesa, perché questa chiesa insiste in una zona centrale, punto di passaggio, e deve rappresentare una sorta di occhio su un mondo complesso, e sarà bello che in questa chiesa, grazie a te, ci sarà sempre un orecchio che ascolta, delle mani che stringono e tu continuare ad essere suo strumento come hai fatto e fai a favore di tanti fratelli bisognosi: ti auguro che tu possa sentirti sempre sostenuto dalla Chiesa e Dio ti dia tanta salute, di cui hai bisogno, equilibrio, pazienza, e agli amici di questa rettoria chiedo che ti sostengano con la preghiera e che ti stiano accanto».

La celebrazione è proseguita tra canti e preghiere e prima del congedo finale don Piero ha portato il suo saluto ai fedeli presenti: «Noi continuiamo il nostro cammino di fede che abbiamo iniziato perché il Signore ci ha aiutato nella preghiera che è stata sempre un crescendo per me e per la comunità con cui ho vissuto per 22 anni – ha detto commosso don Piero. L’adorazione quotidiana e continua è stata la forza della nostra comunità: già da domani - ha aggiunto don Piero - partiamo subito, come ogni venerdì sera, con l’adorazione comunitaria e poi chiederemo agli adoratori di iniziare anche qui la preghiera eucaristica». Un auspicio di buon cammino nella preghiera alla comunità e auguri di cuore a Don Piero impegnato anche nell’esercizio del suo ministero di esorcista.   

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