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Pazzano: «La Città riparte solo se si prende cura dei più deboli»

di Redazione Web 15/10/2019

di Saverio Pazzano * - Reggio Calabria ha un’anima bellissima in un corpo ferito. Bisogna dare parola a questa anima per curare il corpo. È così che avverrà il cambiamento. Conosciamo bene le cause del costante predissesto in cui Reggio versa, ma sappiamo anche che in una situazione così critica è possibile fare di più e molto meglio. Oggi Reggio è descritta come una terra ingovernabile in cui a nulla valgono gli sforzi della classe dirigente e dei bravi cittadini. Una narrazione falsa e autoreferenziale. Questa ipocrisia aggrava la ferita della città. È quella che papa Francesco definisce “cultura dello scarto”, dove scartati alla fine sono anche quelli che credono che, comunque vada, meglio di così non si possa fare. La cultura dello scarto è sorella della rassegnazione.
Reggio ha un’anima bellissima, bisogna avere la lungimiranza di risollevarla, il coraggio di mettersi all’ascolto. Occorre uscire dalla perenne fase di emergenza e riorganizzare in modo efficiente e a gestione pubblica servizi come spazzatura, pulizia strade, verde a piena tutela dei lavoratori e dei cittadini. Si può fare, con una programmazione competente dei fondi europei e delle altre numerose opportunità di finanziamento pubblico, con una trasparente spesa pubblica in cui ogni azione è decisa in funzione di un’idea complessiva del corpo città, operando con delibere e regolamenti nell’effettiva realizzazione del dettato costituzionale: «…Rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana». Prima di tutto riaprire tutti quegli spazi di democrazia garantiti dallo statuto comunale, inventarne di nuovi. Le assemblee, le consulte, le più piccole realtà territoriali e di quartiere per una minuziosa e trasparente revisione del bilancio e per dare spazio alle esperienze e alle realtà di cittadini che in questi anni hanno tenuto davvero in piedi il welfare di Reggio. Riorganizzare insieme a loro. Rendere disponibili tutti i beni comuni con gli usi pubblici e civici, con un regolamento ad hoc per garantire servizi gratuiti alla popolazione, con particolare attenzione alle fasce deboli. Servizi agli anziani, ai diversamente abili, ai bambini, a quella popolazione che non deve pagare per entrare in una struttura di proprietà comunale.
Una visione politica che rimetta al centro gli interessi della collettività. Biblioteche, bande musicali, sport e medicina sociale di quartiere, spazi in cui incontrarsi in ogni area della città. Valorizzare l’esistente per un turismo culturale e sostenibile, vera occasione di lavoro e di ritorno per tanti giovani. Questo si accompagna alla tutela delle spiagge, alla depurazione delle acque, a una progettazione del verde pubblico.

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