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Lo scorso 29 e il 30 ottobre, a Lamezia Terme, si è tenuto il tavolo di confronto a più voci

«Costruire Speranza», convegno sull'agire pastorale

di Redazione Web 29/10/2019

«Costruire Speranza» ha dedicato due giornate, il 29 e il 30 ottobre, ai temi dell'agire pastorale attraverso l'educazione ai valori della giustizia e della legalità. Il tavolo di confronto ha coinvolto il delegato di Caritas Calabria nonché responsabile di progetto Don Nino Pangallo; la cabina di regia di Costruire Speranza Maria Angela Ambrogio, Isabella Saraceni e Enzo Bova; gli animatori della legalità delle diocesi calabresi; i delegati delle Caritas di Campania, Sicilia e Puglia, il direttore di Caritas Italiana Don Francesco Soddu; il presidente della CEC S.E. Mons Vincenzo Bertolone; il vescovo emerito di Lamezia Terme S.E. Mons Luigi Antonio Cantafora; il vescovo della Diocesi di Lamezia Terme, delegato della CEC per il servizio della Carità S.E. Mons. Giuseppe Schillaci; il coordinatore regionale Progetto Policoro Calabria Don Giuseppe Noce; il caporedattore della redazione romana di Avvenire, Toni Mira; il docente dell'Università Pontificia dell'Italia Meridionale Francesco Del Pizzo; il docente dell'Università della Calabria Luigino Filice; a trarre le conclusioni del convegno il vicedirettore della Caritas Diocesana di Lamezia Terme Don Giacomo Panizza.

Fulcro del dibattito è stata la sintesi dei due anni di lavoro relativi a Costruire Speranza: progetto che con le sue iniziative ed azioni si è proposto di divulgare una missione pedagogica, prettamente votata alla promozione dei valori di legalità e giustizia. Il progetto, alla sua seconda edizione, ha seguito il percorso della prima, avviata nel 2013, rilanciando e potenziando i suoi temi cardine e sottolineando il ruolo della Chiesa di Calabria. Si tratta di un percorso progettuale sperimentale e innovativo, a livello italiano e regionale, che per la prima volta ha coinvolto tutte le diocesi presenti nel territorio calabrese. Quest'ultime hanno collaborato insieme a tale iniziativa con azioni di: formazione, animazione, sensibilizzazione, percorsi di condivisione e concrete opportunità di confronto. A tenere le fila del progetto regionale la cabina di regia che si è occupata della fase di animazione, attività di formazione e dell'incentivare e sostenere le Opere Segno delle singole diocesi, insieme all'attività trasversale di comunicazione delle buone prassi. Un progetto sperimentale e compartecipato quello di Costruire Speranza che, insieme alle sue pratiche di legalità, non si è radicato solo nelle parrocchie ma anche nelle scuole, nelle carceri, nelle piazze, nei campi sportivi e nelle periferie, nei luoghi di aggregazione vissuti dalle comunità.

Costruire Speranza, per la realizzazione degli obiettivi preposti, è partito in una prima fase con delle attività dedicate principalmente alla formazione a carattere regionale. La proposta formativa che ha dato maggiore rilevanza alle tematiche di impresa ha compreso, altresì, diverse finalità: istruire ai valori di giustizia e legalità, sviluppare percorsi di animazione sui territori, porre le basi per un'economia sociale che abbia i giovani come protagonisti, valorizzare le realtà associative esistenti e facilitarne lo sviluppo. Una serie di punti su cui si è scommesso per far emergere, in ogni diocesi, quegli aspetti che rendono i territori fertili: luoghi dove far fiorire le buone pratiche come risposta ai bisogni e come contrasto al disagio sociale e alla criminalità. Costruire Speranza nasce, infatti, in luoghi dai contesti difficili, dove spesso si rileva un'alta densità mafiosa.

In seguito il progetto si è concentrato sull'operato delle singole diocesi, impegnate nello sviluppo delle Opere Segno. Queste sono state affidate ai giovani, gli animatori della legalità, e corrispondevano alla gestione di un bene confiscato o alla la realizzazione di una cooperativa e/o impresa sociale che fosse emblema della buona imprenditoria. Ogni comunità diocesana, dunque, all'interno del suo ambito territoriale ed ecclesiale, ha individuato delle specifiche attività e finalità da promuovere e perseguire, e ha coinvolto i giovani come protagonisti. Si tratta di opere segno che hanno tradotto in realtà fattuale i valori di legalità e giustizia, alla base del progetto stesso.

Le proposte progettuali elaborate e conseguite hanno trovato le risorse economiche, oltre che umane ed etiche, in Costruire Speranza; che per offrire un'ulteriore opportunità alle Opere Segno portate avanti dai giovani ha avviato una campagna di crowdfunding. Una modalità innovativa di finanziamento che è stata sperimentata e adottata per facilitare i giovani che dovranno inserirsi nell'ambito lavorativo e imprenditoriale. Il crowdfunding si è appena concluso con ottimi riscontri e con un bilancio più che positivo, e rappresenta un contributo concreto per le Opere Segno realizzate, e che continuano a svilupparsi nei singoli territori.

Nella seconda giornata del convegno c'è stata la premiazione del concorso di cortometraggi “Luci e Ombre di Legalità in Calabria”, affiancata dalla visione dei lavori prodotti interamente dagli studenti. Al concorso hanno partecipato gli alunni delle terze classi degli Istituti secondari, individuati nelle diocesi d'appartenenza, che attraverso la realizzazione di un corto hanno raccontato quali sono “le Luci e le Ombre” del contesto in cui vivono, e hanno dato narrazione a storie e temi differenti, motivando anche con un testo scritto le loro scelte.

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