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Il leader di ReggioBeneComune, movimento civico nato tra i cittadini indignati del web, è pronto a candidarsi a Palazzo San Giorgio

L'idea di Filippo Sorgonà: «Chiederemo annualmento pre-dissesto»

di Redazione Web 01/11/2019

di Filippo Sorgonà * - Il movimento civico “Reggio Bene Comune” ha presentato alla stampa ed alla cittadinanza il suo programma politico con gli indirizzi principali che lo costituiscono. La richiesta di sospensione o totale annullamento dello stato di “pre–dissesto” (a fronte anche dell’ultima inchiesta “mala gestio”) è un passaggio necessario per riportare giustizia sociale nel rapporto tra palazzo San Giorgio e la città. Il disastro finanziario che strozza da circa 7 anni le casse comunali deve essere sanato e pagato da chi è stato o sarà individuato come responsabile e non certo dai cittadini. La necessità rilevata è quella di ripartire da una visione politica concreta che sia anzitutto risolutiva delle priorità e delle emergenze (rifiuti, strade, fogne, trasporti, acqua ecc..) con un modello amministrativo che abbia la sua centralità nella riappropriazione e nella gestione diretta dei “beni comuni”: dalle risorse alle strutture passando per i servizi. Il “Comune”, in quanto tale, deve bandire ogni logica di interessi privati dalla “cosa pubblica”. La città vive in una condizione di disagio permanente; sia a livello economico che di qualità della vita insua declinazione. Non esiste un solo servizio che possa essere considerato soddisfacente e lo stato di emergenza diventa la condizione migliore per il ricatto sociale; sia per la criminalità che per chi usa il voto di scambio come strumento di potere. Intere zone cittadine hanno avuto anche un passato da “Comuni” autonomi o comunque una storia significativa. Il progetto della “grande Reggio” si è rivelato fallimentare. “Reggio Bene Comune” propone un modello di città “policentrico” che cancelli la vergogna delle “periferie” e gli restituisca per sempre un “nome e cognome” all’interno del tessuto cittadino attraverso una “municipalizzazione” delle ex circoscrizioni (compatibilmente ai dettati di legge) o con un forte decentramento amministrativo. Il recupero e la trasformazione delle “periferie” in luoghi dignitosi invertirà quel processo di urbanizzazione selvaggia che ha devastato la città dagli anni ‘70 riproponendo la vita fuori dal Centro come scelta di qualità. Va ricostruito il senso di “comunità” in cui ognuno, ad ogni livello, abbia un ruolo riconosciuto con giustizia. La città deve tornare fruibile e vivibile per anziani, bambini, disabili e fasce deboli in genere e solo scelte coraggiose e radicali possono incidere in questa direzione. Liberare le strade, riappropriarsi di strutture e beni comuni, creare verde,recuperare il territorio, programmare concretamente economie turistiche e sostenibili. Reggio è “Bene Comune”.

* Portavoce ReggioBeneComune

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