accedi | registrati | 21-11-2019

Dopo il Sinodo sull’Amazzonia, la verità su quanto emerso

Il vescovo di Cassano allo Ionio, Francesco Savino, rilegge i passaggi salienti del Sinodo fortemente voluto da papa Francesco, senza approcci ideologici o pregiudizi

di Francesco Savino * 04/11/2019

Per comprendere il significato del Sinodo sull’Amazzonia, senza approcci ideologici o pregiudizi, è doveroso prendere in considerazione quanto dichiarò papa Francesco dopo aver recepito, due anni or sono, il desiderio di alcune Conferenze episcopali dell’America latina, nonché di pastori e fedeli di altre aree del mondo. Egli disse: «Lo scopo della convocazione sinodale sull’Amazzonia è quello di individuare nuove strade per l’evangelizzazione di quella porzione del popolo di Dio, specialmente degli indigeni, spesso dimenticati e senza la prospettiva di un avvenire sereno, anche a causa della crisi della foresta amazzonica, polmone di capitale importanza per il nostro pianeta». Puntare l’attenzione di tutti sull’Amazzonia significa invitare a gettare lo sguardo sulla “casa comune” per cercare insieme risposte al grido della terra gravemente malata e dei più poveri che ne rimangono più direttamente vittime mentre, invece, sono protagonisti della vita e soggetti di evangelizzazione. La cura del creato è parte integrante della missione evangelizzatrice dei cristiani cui compete l’impegno per una ecologia integrale comprendente la dimensione sociale, politica, umana, ambientale, culturale e spirituale. Siamo chiamati ad oltrepassare la “Chiesa che visita” per essere la “Chiesa che rimane” tra la gente e avviare una riflessione sui vari ministeri ecclesiali.

Il Sinodo sull’Amazzonia consente ancora una volta la riflessione sul rapporto tra Chiesa e potere. Difendere e custodire il territorio, insieme al rispetto dei diritti umani per ogni essere abitante sulla terra, comporta per noi cristiani, inevitabilmente purtroppo, lo scontro con il potere ed il rischio sempre alto del martirio. Lo dimostra l’allarmante numero di quanti sono rimasti vittime in Amazzonia per la difesa della terra. La Chiesa mantiene vivo il ricordo di tanti suoi figli che immolano la vita per la difesa dei diritti inalienabili dell’essere umano. Quanto ad una delle questioni del Sinodo, che continua a catturare l’attenzione dei giornalisti e che campeggia sulle testate anche mediatiche, va detto che la possibilità di ordinare presbiteri i diaconi permanenti, è riportata nel Documento finale, dove si propone «di stabilire criteri e disposizioni da parte dell’autorità competente per ordinare sacerdoti uomini idonei e riconosciuti dalla comunità, che abbiano un diaconato permanente fecondo, e ricevano una formazione adeguata per il presbiterato, potendo avere una famiglia legittimamente costituita e stabile, per sostenere la vita della comunità cristiana attraverso la predicazione della Parola e la celebrazione dei Sacramenti nelle zone più remote della regione dell’Amazzonia ». È noto a tutti che le vocazioni al sacerdozio ministeriale scarseggiano in tutte le regioni del pianeta. In Amazzonia ci sono comunità cristiane che partecipano all’Eucarestia ogni quattro anni. E noi sappiamo bene che senza l’Eucarestia Domenicale, come dicevano i martiri di Abitene, non si può vivere. La Chiesa cattolico-romana ha nella sua tradizione un clero uxorato: lo aveva nel primo millennio e lo ha avuto nel secondo grazie alle chiese orientali in comunione con Roma. Un clero uxorato lo ha avuto anche la chiesa latina: dai tempi di Pio XII, che dava dispensa dal celibato ai pastori protestanti che diventavano cattolici, fino a quello di Benedetto XVI che ha permesso di ordinare preti gli anglicani sposati che diventavano cattolici.

Va detto che il filo conduttore di tutto il Sinodo, e registrato anche nel Documento Finale, è la conversione nelle diverse accezioni: integrale, pastorale, culturale, ecologica e sinodale. Per quanto concerne, poi, la donna, il Papa sostiene: «Non ci rendiamo conto di quello che significa la donna nella Chiesa. Guardiamo soltanto la parte funzionale, che è importante, con tutto quello che è stato detto. Ma il ruolo della donna nella Chiesa va ben oltre la funzionalità e di questo bisogna tenere conto». Ha anche chiesto alla Congregazione per la Dottrina della fede di ap- femminile. profondire il tema del diaconato Con le parole dello scrittore cristiano Charles Peguy, papa Francesco ha stigmatizzato i cristiani che rinchiudendosi in gruppi autoreferenziali sono restii ad ogni cambiamento.

Essi «perché non hanno il coraggio di stare con il mondo, credono di stare con Dio; perché non hanno il coraggio di impegnarsi nelle opzioni dell’uomo e nelle soluzioni di vita dell’uomo, credono di lottare per Dio. Perché non amano nessuno, credono di amare Dio».

* vescovo di Cassano allo Ionio

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