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La celebrazione in Cattedrale, il giorno di Ognissanti, dall'arcivescovo di Reggio Calabria - Bova, monsignor Giuseppe Fiorini Morosini

Ministri per la Diocesi: ecco chi sono i nuovi lettori e accoliti

di Redazione Web 10/11/2019

C’è un giorno speciale e non è un caso che proprio in questa solennità dedicata al ricordo di tutti i fratelli che ci hanno preceduto in cielo nella santità, la comunità diocesana abbia accolto nuovi carismi che saranno al servizio della liturgia e delle parrocchie, prestando il prorpio contributo nella messe del Signore. Il primo novembre, infatti, la comunità diocesana si è arricchita di 8 lettori (Alessandro, Candiloro, Emanuele, Juan bosco, Narindra, Saverio, Matteo, Vincenzo) e 4 accoliti (Ferdinand, Francois d’Assise, Maurizio, Giuseppe).

Non è un caso se la ricezione dei Ministeri è collocata nella solennità liturgica di Tutti i Santi. Si tratta, infatti, di una collocazione, che pone Ministeri e Santità sotto il segno di un legame strutturale. Da qui sorge spontanea la domanda: che cos’è la santità? La santità è gustare – hic et nunc – la vita dell’Eterno, in forza del dinamismo virtuoso intrinseco all’Atto di Fede. Essa è causa ed effetto di una duplice comunione: verticale con Dio e orizzontale con i fratelli. Una simile esplicitazione del concetto di Santità ci permette di comprendere meglio l’articolo di fede contenuto nel Simbolo Apostolico: “Credo la comunione dei Santi”.
 
Essere in cammino verso la santità significa perciò partecipare alla comunione dei Santi in forza della propria vocazione battesimale, che nei Ministeri trova una sua declinazione particolare. Il Ministero non è un dono personale, ma sempre comunitario perché l’istitutendo contribuisce alla propria e alla santificazione degli altri in vista dell’edificazione di una Chiesa come “Communio Sanctorum”. Etimologicamente la parola Ministero contiene in sé il termine latino minus, che significa “piccolo”: l’istituendo consegna la propria piccolezza umana nelle mani della grandezza divina, la cui invisibilità si rende visibile nella concretezza e carnalità di un Volto Infinito.
 
Ed è proprio questo Volto a rendere grande quella piccolezza e infinita la finitezza umana. A colpo d’occhio colpisce l’assonanza onomatopeica tra i termini Ministero e Mistero. Per noi cristiani Mistero non allude ad attività esoteriche, ma piuttosto rimanda alla trascendenza di Dio, come Deus Absconditus, che, per un atto di incommensurabile amore per l’uomo, diviene Deus Rivelatus. Ed è proprio questo Mistero d’Amore che si riversa sulla vita di chi riceve un Ministero per divenire ascolto–strumento sempre vivo della parola di Dio (lettore), ed accoglienza–donazione della Divina eucaristia. Ministero, Santità, Mistero: un trittico, che esemplifica il significato mistico–storico di ciò che il nostro Seminario ha vissuto in comunione con la Diocesi e la Chiesa Universale. E l’autore di questo trittico non può che essere il Dio Uno e Trino, a cui affidiamo i nuovi ministri istituiti.

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