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La delegata al ramo denuncia le difficoltà di un settore-chiave con solo 2 dipendenti

Iachino: «Beni confiscati, qualcuno non regge le ''pressioni''»

di Federico Minniti 22/11/2019

Beni Confiscati, cosa succede in Città? Lo abbiamo chiesto a Nancy Iachino, consigliere delegato alla gestione del patrimonio sottratto ai boss. Partendo dall’attualità: l’ultimatum al Comune sul caso–Polveriera intimato dalla Prefettura di Reggio Calabria.

Lei ha fatto parte della task force del Comune, con particolare riferimento alla ricollocazione degli occupanti della baraccopoli. Un inter che poi si è inceppato. Perché?
Nei primissimi giorni del 2018, una volta chiara la difficoltà di risolvere la questione per le vie “ordinarie” rispetto alla ricollocazione degli occupanti, abbiamo deciso di coinvolgere quasi esclusivamente il settore dei Beni Confiscati sul fronte del reperimento di alloggi da destinare alle famiglie da sgomberare da quell’invivibile ghetto. Abbiamo agito con tempi–lampo trovando immediatamente soluzioni abitati- ve già utilizzabili. Parliamo di 27 alloggi tra Archi, Ravagnese, San Brunello e altre zone della Città dove ospitare i 23 nuclei familiari presenti nella baraccopoli. Dopo una prima fase di dialogo con queste famiglie, poi è successo che hanno iniziato a rifiutare le ville confiscate ai boss pur di restare in quelle condizioni sconvolgenti.

Oltre le “resistenze” delle famiglie della baraccopoli, però qualcosa non andava anche a livello comunale. Si sente di fare autocritica?
Senza dubbio, non tutti i soggetti politici coinvolti nell’operazione hanno pienamente condiviso il percorso. Non sono mai riuscita a spiegarmi il motivo di certe chiusure, ma sono certa che una partecipazione più attiva e fattiva di ogni attore coinvolto, in luogo di atteggiamenti che potremmo definire poco collaborativi, avrebbe favorito una più veloce e quindi efficace soluzione. E c’è un aspetto che a distanza di qualche mese considero una mia mancanza.

Quale?
Nel corso delle prime operazioni di reperimento degli alloggi mi sono occupata personalmente delle operazioni di sgombero di occupanti abusivi, purtroppo legati alle stesse famiglie un tempo proprietarie. Questo impegno, condotto con il coinvolgimento della Polizia municipale e nei casi più complicati con il prezioso supporto di Polizia e Carabinieri, ha comportato diversi disagi per i quali da più ambienti mi è stato consigliato di non espormi più in prima persona. Purtroppo però, rivolgendo uno sguardo superficiale a quanto fatto in seguito, non ricordo sia mai stato più sgomberato un solo appartamento fra quelli segnalati.

Precisiamo questo aspetto: sui beni confiscati serve massima chiarezza. Ci sono delle difficoltà nella gestione da parte del Comune? Soltanto un problema di penuria di personale a disposizione?
Senza dubbio la penuria di personale rende tutto più lento e difficoltoso. La gestione di un bene confiscato prevede probabilmente il coinvolgimento di ogni settore, dall’Urbanistica all’Avvocatura, dall’Attività produttive alle Politiche sociali, fino ai Lavori pubblici e la Polizia municipale. Comuni che gestiscono un terzo dei nostri circa 300 beni, hanno un settore che annovera 30 unità. A Reggio Calabria ci sono soltanto un dirigente e una funzionaria. Purtroppo però, in un passato abbastanza recente, le difficoltà più insidiose non sono state legate alla penuria di personale.

A cosa si riferisce?
Posso dire che purtroppo non sempre si riesce a motivare ed affascinare ogni compagno di viaggio agli obiettivi più nobili. Spesso qualcuno non riesce a resistere a pressioni più “decise” provenienti da diversi contesti.

Ci crede poco che tutto si possa risolvere in 13 giorni.
Rispondo su quanto di mia competenza, cioè il reperimento degli alloggi, e su questo fronte è già stato fatto l’impossibile. Aggiungo: mi vengono in mente almeno cinque alloggi ancora liberi e per altrettanti sono in corso le ultimissime verifiche o le operazioni di sgombero di occupanti abusivi.

Allarghiamo il raggio della riflessione. I Beni Confiscati sono stati una bandiera per questa amministrazione. È orgogliosa del vostro agire, eppure c’è chi pensa che possano essere sfruttati meglio.
Si è conclusa la stagione delle assegnazioni dirette con delibere di Giunta approvate nottetempo. Tutte le realtà che hanno partecipato ad un bando, proponendo un valido progetto, hanno avuto la loro opportunità. Ammetto che ci vuole pazienza. Ma ne vale la pena.

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