accedi | registrati | 15-12-2019

La velocità innovativa di questo millennio potrà divenire vero strumento di evoluzione soltanto se armonizzata al ritmo dei battiti del cuore

Educare la «generazione youtubers» alla «lentezza»

di Redazione Web 29/11/2019

di Maria Pia Scerra * - «Scorre, corre veloce, non vuol dar noia, vuole essere attivo, prestante, dall’idea sempre calzante e dall’immagine ammaliante. È il tempo della forma, di ciò che è bello e utile deve apparire altrimenti con facilità potrà sparire». A giocare con le parole mi piacerebbe presentare così il terzo millennio ad alcuni bambini. Un millennio che potremmo definire smart e che, tuttavia, può allontanare da molte forme d’intelligenza, che può indurre a mascherare con il virtuale ogni realtà percepita come scomoda, imperfetta, difficile.

Sarebbe troppo semplice affermare che è tutta colpa di televisione, computer, consolle, tablet e smartphone. Loro son macchine, valide macchine da intrattenimento, da gioco, da canto, da studio. Ma che ne sanno loro del cuore? I bambini, con tutto il loro potenziale, hanno bisogno di cuore: di stare a cuore e di portare nel cuore e questo può passare solo attraverso gli uomini, solo attraverso l’umanità. I ragazzi di questo millennio, sopraffatti dalla digitalizzazione e immersi in schemi di omologazione, prestazione, apparenza, impeccabilità, rischiano di oscurare la propria fanciullezza e di non scoprire il loro valore. Filtrano spesso il mondo con gli occhi dei social network e degli youtuber, attribuiscono valore a sé e agli altri per numero di like o followers, sostituiscono il reale navigando nel virtuale, con il rischio, alle volte, di restare incagliati nei suoi abissi.

E allora, come custodire bambini e ragazzi in questo tempo, le loro peculiarità, attitudini e sensibilità? Come dar dignità alle loro fatiche, alle loro sconfitte? Come garantire asilo al loro sentire e alla loro unicità? Come appassionarli e incuriosirli ben oltre un motore di ricerca? Rispettare i tempi di bambini e ragazzi, ascoltandoli e osservandoli, accompagnare la scoperta di sé, del mondo e degli altri attraverso esperienze reali, incoraggiare l’apprendimento di abilità emotive e relazionali, al pari di quelle cognitive, sono azioni che favoriscono una sana e serena crescita, fattori di protezione in situazioni di rischio, anche quello digitale! Laddove la lentezza della cura educativa mantiene il suo passo, la velocità innovativa di questo millennio potrà divenire vero strumento di evoluzione perché la si potrà spendere al ritmo dei battiti del cuore.

* psicologa e psicoterapeuta

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