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Lo strabismo della politica: i poveri e le banche

Il Governo – per la seconda volta in questa legislatura – si trova ad affrontare una crisi bancaria. Dopo il dissesto di Carige, infatti, adesso tocca alla Banca Popolare di Bari

di Davide Imeneo 16/12/2019

Il Governo – per la seconda volta in questa legislatura – si trova ad affrontare una crisi bancaria. Dopo il dissesto di Carige, infatti, adesso tocca alla Banca Popolare di Bari. Giovedì sera il Consiglio dei ministri ha discusso l’intervento per sostenere l’istituto pugliese in crisi, parliamo di una realtà che è strutturata con 3.300 dipendenti e 70 mila soci. In sostanza si va verso una sorta di «nazionalizzazione parziale» con l’intervento della banca pubblica Mediocredito Centrale (Mcc) e del Fondo Interbancario di tutela dei depositi (Fitd). Il governo dovrebbe versare 250 milioni in Mcc, che a sua volta li userà per l’aumento di capitale della Popolare di Bari, nel frattempo commissariata dalla Banca d’Italia. Una specie di schema–Carige, che proprio giovedì ha concluso l’aumento di capitale, mettendo la parola fine al piano anticrisi varato dal primo governo Conte.

Le notizie di crisi bancarie – che ciclicamente ritornano agli onori delle cronache – sono sempre occasioni durante le quali si scatenano opinioni diverse rispetto all’intervento dello Stato per salvare gli istituti di credito. I toni, soprattutto in era populista, sono quasi sempre accesi: «Aiuteremo i risparmi, non le banche», ha messo le mani avanti Luigi Di Maio. «Dal “tutto bene” al fallimento », hanno attaccato Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti: «Farsa a mercati aperti, Conte si dimetta». Italia Viva ha disertato il Consiglio dei Ministri e Luigi Marattin, numero due di Matteo Renzi (che da premier aveva varato l’intervento di salvataggio per quattro banche) ha criticato «metodo e merito» della mossa del governo: «M5s ipocriti».
Sia chiaro, è inutile discutere sulle operazioni di salvataggio delle banche: farle fallire sarebbe un disastro. I risparmi e i posti di lavoro vanno tutelati, ed è giusto che lo Stato metta del proprio per risanare situazioni di crisi, anche per gli Istituti bancari...a patto che vengano anche rimosse le cause della crisi.

È altrettanto vero, però, che un Governo non deve preoccuparsi solamente di salvare i risparmi degli italiani, ma anche gli italiani senza risparmi. Il riferimento è al differente trattamento con cui vengono portati avanti i provvedimenti per salvare una banca e quelli afferenti le Politiche sociali. Più volte, nel recente passato, abbiamo sentito parlare di Consigli dei ministri che hanno salvato banche in una notte. Ed invece le leggi per i disabili, ad esempio, stazionano anni in Parlamento. «È uno scandalo salvare le banche e non quella che è la “bancarotta dell’umanità”» ha dichiarato papa Francesco. Uno scandalo che si ripete puntualmente, sotto i nostri occhi.

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