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Festa grande con i seminaristi e la comunità, monsignor Morosini: «Diminuisci, perché Lui cresca»

L’ordinazione di Jerome, l'arcivescovo: «Dio al centro»

di Redazione Web 22/12/2019

di Lorenzo Tortorella - La Chiesa di Reggio Calabria ha un nuovo diacono. In comunione con la diocesi di Uvira nella Repubblica Democratica del Congo, Jerome Pascal Ombeni ha ricevuto il dono dell’ordinazione diaconale presso la parrocchia di San Luca Evangelista, dove quest’anno sta svolgendo il suo servizio, per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria di monsignor Giuseppe Fiorini Morosini, alla presenza del parroco don Bruno Cipro, del rettore del seminario monsignor Salvatore Santoro e di molti altri sacerdoti, tra cui alcuni suoi compatrioti intervenuti per essere vicini a Jerome in questo momento fondamentale per la sua vita.

L’intera comunità del seminario ha partecipato alla celebrazione: ogni ordinazione, infatti, è un momento di grande festa, occasione per condividere la gioia con un fratello con il quale si sono trascorsi gli anni della formazione, non sempre facili ma ricchi di intensità e di momenti vissuti insieme. Vedere un compagno vestire per la prima volta la dalmatica è per ogni seminarista l’occasione di fare sintesi e di ripensare al proprio percorso in una prospettiva nuova e particolare, ovvero a partire dalla meta: ogni momento difficile, ogni fatica, ma anche ogni gioia e ogni soddisfazione vissuti nel tempo della formazione diventano tappa “necessaria” per giungere al momento in cui le pro messe del Signore trovano realizzazione, lasciando nel cuore un immenso senso di gratitudine per tutto ciò che è stato e una profonda fiducia per ciò che dovrà arrivare. Morosini nell’omelia, dopo aver ricordato il ruolo originario del diacono di servizio alle mense, ha ribadito l’importanza di «sfamare» il popolo di Dio, carente non tanto di cibo materiale, ma spirituale, attraverso la predicazione della Parola, precisando l’importanza decisiva da parte di chi annuncia dell’umiltà, del non mettersi al centro dell’attenzione ma all’ultimo posto, lasciando a Cristo il ruolo principale.
 
Il presule ha invitato il neo–ordinato a farsi imitatore di Giovanni Battista, citando la fine del terzo capitolo del Vangelo di Giovanni, dove «il più grande fra i nati da donna» ricorda ai suoi discepoli che egli, in quanto mero annunciatore, «amico dello sposo», mandato avanti a Cristo per annunciare il Suo arrivo, deve «diminuire», ovvero cedere il posto centrale a Gesù che deve «crescere» nei cuori di tutti. Prima della benedizione finale, Jerome ha voluto rivolgere alcuni ringraziamenti: in primis, ovviamente, a Dio, per le meraviglie che ha compiuto per lui, citando l’inizio del Salmo 33: Benedirò il Signore in ogni tempo, sulla mia bocca sempre la sua lode; poi si è rivolto all’arcivescovo Morosini, al rettore e agli altri formatori del seminario e al vescovo della sua diocesi congolese monsignor Sebastien Muyengo Mulombe, ringranziandoli della fiducia accordatagli nell’avergli permesso di vivere parte della sua formazione qui a Reggio Calabria; il suo pensiero, infine, è andato alla sua famiglia, lontana fisicamente ma vicina con la preghiera, e agli amici che durante il suo soggiorno reggino gli sono stati vicini.
 
Dopo la messa, la festa si è spostata nei locali della parrocchia, dove le comunità vicine a Jerome, ovvero quella del seminario e quella di San Luca, hanno potuto rivolgere i loro auguri a Jerome per il grande dono che la Chiesa gli ha fatto: diventare lui stesso “dono” per il popolo santo di Dio.

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