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Filippo Callipo è il candidato del centrosinistra, sostenuto da tre liste tra cui quella del Partito Democratico

Le nostre domande agli aspiranti-governatori: risponde Callipo

di Federico Minniti 15/01/2020

Filippo Callipo è il candidato del centrosinistra, sostenuto da tre liste tra cui quella del Partito Democratico.

Quali le misure in programma per rendere appetibile il territorio calabrese sotto il profilo occupazionale?
Bisogna sostenere l’imprenditoria giovanile con contributi per l’accesso al credito e favorire la transizione scuola–lavoro con politiche di supporto all’apprendistato. La “fuga di cervelli” si può arginare sostenendo la nascita di imprese innovative attraverso spin–off con le Università. Poi c’è l’agricoltura: abbiamo previsto di recuperare i terreni incolti nella disponibilità di Calabria Verde, Arssa e Arsac e darli ai giovani a condizioni agevolate. Tutte misure che però rischiano di essere vane se non si rende più efficiente la burocrazia regionale.

Mobilità e infrastrutture. Quali investimenti sono previsti per potenziare questo settore?
Con Ferrovie dello Stato e col Governo dobbiamo verificare lo stato dei lavori per il potenziamento della linea ionica. È poi necessario, di concerto con le altre regioni interessate, l’adeguamento del corridoio ionico–adriatico. Per la viabilità va riprogrammata la spesa con priorità ad interventi di breve–medio termine: mettere in sicurezza l’esistente, a partire dai punti critici della SS 106, e completare le opere a buon punto ma ancora incompiute. Anche sul sistema aeroportuale serve un rilancio con un piano concordato con il Governo e, nell’immediato, con un piano integrato di trasporti pubblici per favorire l’accesso agli aeroporti.

Welfare e Salute, la Regione paga un gap ventennale. C’è una strategia condivisa col Terzo Settore?
Tutto va condiviso con chi ha competenza e conosce la Calabria. Per questo invieremo una task force di esperti sui territori a raccogliere le istanze di operatori della sanità e del sociale. Il commissariamento della sanità non ha certo migliorato le cose, sono stati fatti tagli illogici nei territori più disagiati, intanto la mobilità sanitaria solo nel 2017 ci ha fatto sborsare 284 milioni di euro. Una follia. Per quel che compete la Regione lavoreremo per porre un freno a queste dinamiche, e anche sul welfare abbiamo in mente un nuovo Piano sociale condiviso con gli operatori per aumentare il sostegno dell’inclusione sociale.

La legalità è una precondizione richiesta per governare. Quali criteri vi hanno mosso nella composizione delle liste e quali strumenti adotterete di contrasto ai clan?
I criteri, al di là di quanto si possa pensare, sono stati inclusivi: abbiamo scelto il meglio, ma siamo stati molto fermi su legalità e rinnovamento. Questa sarebbe una precondizione, è vero ma parliamoci chiaro: in Calabria non lo è ancora. Per tornare a essere una regione normale occorre uno sforzo straordinario per bonificare le istituzioni dalle ingerenze delle mafie (quelle con la lupara e quelle con la penna). Per farlo useremo tutti gli strumenti che la legge consente attraverso protocolli d’intesa con Procure e Prefetture. E abbiamo anche pensato a uno strumento per consentire ai cittadini di denunciare gli abusi che ritengono di aver subìto nella gestione di pratiche burocratiche

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