accedi | registrati | 18-1-2020

Angela Busacca, docente universitaria tra Reggio e Messina, auspica un deciso investimento per le fasce più vulnerabili

Qualità della vita in Calabria? La parola-chiave è mobilità

di Angela Busacca * 14/01/2020

Uno sguardo oltre il ponte. Chi vive a Reggio Calabria e chi vive a Messina cresce e vive con la parola “ponte”: nei discorsi, nelle promesse, nei rimpianti, negli auspici. Ed allora per queste brevi riflessioni scelgo di iniziare proprio dalla parola “ponte” che, per chi vive nell’area dello Stretto, porta al pensiero di congiunzione tra due sponde e due realtà; eppure il ponte al quale penso non ho un referente fisico, ma è il ponte ideale, fatto di tanti elementi concreti, per cambiare e valorizzare l’area metropolitana dello Stretto. Ogni momento elettorale è altresì un “ponte”: tra il prima ed il dopo, tra continuità e discontinuità, tra attese e riscontri. In particolare, le consultazioni elettorali a dimensione locale possono offrire un momento di confronto e riflessione, per guardare all’attualità ed ai problemi, ai punti insoluti, ai quesiti ed alle possibili risposte.

Lo sguardo che abbraccia lo Stretto nei giorni più tersi regala una vista mozzafiato: la linea d’orizzonte che dal mare sale al profilo dei colli che incorniciano la costa e riscende lungo la strada che porta a Reggio o, dall’altro lato, verso Scilla e il suo castello; eppure la distanza tra le regioni sembra, in alcuni momenti, espandersi e diventare insormontabile. L’area dello Stretto si dilata, diventa una distanza difficile da coprire, diventa un altro invito ad isolarsi, sia per chi isola è già, sia per chi isola si ritrova, anche se solo metaforicamente.

Per colmare questa distanza bisognerebbe costruire un ponte ideale fatto di piccoli e grandi gesti concreti, realizzati da chi guida e governa un territorio e poi rispettati e vissuti dai consociati sui quali quelle scelte e quei gesti ricadono e per i quali quelle scelte e quei gesti devono essere assunti. Agire per migliorare la qualità della vita della comunità e di quanti si trovano nella Regione deve essere una priorità per tutti gli amministratori: per garantire livelli di assistenza e di servizi per i residenti, sostegno per le fasce più vulnerabili, viabilità e trasporti per i lavoratori pendolari e per chi attraversa il territorio, interventi a favore dell’iniziativa economica locale e sviluppo delle attività. Sarebbero tanti i punti da elencare, ma proprio per rimanere nell’area dello Stretto ed il quel “ponte ideale” oltre il quale dobbiamo gettare lo sguardo, credo sia necessario ripensare alla rete di collegamenti e di viabilità tra Sicilia e Calabria ed all’interno della Calabria stessa: non solo per agevolare i lavoratori e gli studenti dell’area dello Stretto, ma per emancipare dall’immagine di terra di passaggio (spesso lungo e tormentato) e permettere appieno una valorizzazione ed una fruizione del territorio. Una efficiente rete di trasporti e viabilità si riflette sulla qualità della vita della comunità e sulla possibilità di migliorare scambi e collegamenti: valorizzare le vie di comunicazione significa anche restituire alla mobilità calabrese un significato più pieno e compiuto (e non solo quello della partenza verso regioni e terre lontane).

L’efficienza di una rete di collegamenti, viabilità e di trasporti al servizio della comunità sarebbe il “ponte” più utile e più produttivo: un “ponte” a campata unica tra un “prima” ed un “dopo”: tra un muoversi dalla Calabria ed un muoversi nella Calabria e per la Calabria .

* ricercatrice in Diritto privato

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