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«Più veri, più umani, più cristiani». Si intitola così un testo, dalla scrittura fresca, che pone al centro «il servizio al Vangelo»

L'ultimo libro di monsignor Antonio Staglianò sulla Pop-theology

di Redazione Web 15/01/2020

«Più veri, più umani, più cristiani». Si intitola così l'ultimo libro di monsignor Antonio Staglianò, vescovo di Noto. Un testo, dalla scrittura fresca, che pone al centro «il servizio al Vangelo della Pop-theology». Monsignor Stalgianò, originario della diocesi calabrese di Crotone-Santa Severina, è divenuto ormai famoso - grazie ai social network - proprio per la «Pop-theology» di cui il nuovo volume propone una chiave di lettura molto interessante. Si tratta, infatti, di una raccolta di undici inviati in un decennio di ministero episcopale, frutto di un impegno particolarmente caro al vescovo di Noto: animare la speranza.
 
Il cattolicesimo, infatti, ha portato al mondo la verità sul Dio «sempre e solo amore» che ci salva dalla perdita di umanità visibile nella società ordierna, globalizzata e anonima. Una riflessione, dicevamo, diviso in messaggi pensati per i tempi forti dell'anno liturgico come l'Avvento e il Natale che fanno traboccare la passione di monsignor Staglianò per la fede e la vita. Passione, che può essere una keyword da tenere a memoria, soprattutto se si pensa ai destinatari privilegiati di Stagliano: i giovani. Una traccia, quella del vescovo siciliano, fra citazioni di canzoni e salutari provocazioni, che definisce «Pop-theology», la teologia popolare capace di raccontare oggi il Dio di Gesù Cristo e il suo Vangelo con i registri dell'immaginazione e della creatività.
 
Monsignor Antonio Stagliano, eletto vescovo di Noto nel 2009, è dottore in teologia e filosofia. Dal 2002 fino alla sua elezione episcopale è stato direttore dell'Istituto Teologico Calabro, dova ha insegnato Teologia sistematica. Negli ultimi 23 anni è stato consulente del Servizio nazionale della Cei per il progetto culturale, unendo sempre impegno per la ricerca scientifica all'animazione pastorale. Oggi è membro del Coincat, il Consiglio internazionale per la catechesi, e della Commissione episcopale per la Cultura e le comunicazioni sociali. In passato ha pubblicato diversi libri, tra cui Giovani e Chiesa: più fuori che dentro. La prefazione dell'ultima fatica è affidata al teologo siciliano Francesco Brancato.
 
La preoccupazione di Staglianò è anzitutto quella di raccontare in modo nuovo la novità perenne del vangelo di Gesù, che ci svela il volto del vero Dio; se questo esige, specialmente per incontrare i giovani, il coraggio di “uscire” dai recinti sacri e dai linguaggi consueti, per avviare iniziative di “teologia popolare” capace di narrare la fede attraverso i registri comunicativi dell’immaginazione e della musica, non bisogna avere paura. Al contrario, occorre osare, anche a costo di sbagliare o, magari – come succede allo stesso presule – essere un po’ “canzonato” per il fatto di utilizzare le canzoni nella predicazione.
 

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