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Parla il portavoce provinciale del Forum Terzo Settore, Neri: «Anzitutto serve un impulso sulla riforma del welfare»

Santelli già a lavoro? Ecco le urgenze del Terzo Settore reggino

di Pasquale Neri * 28/01/2020

Negli ultimi anni il mondo del volontariato (e del Terzo Settore) è stato obiettivo di attacchi violenti, gratuiti, non di rado volgari. Attacchi a chi hanno partecipato rappresentanti istituzionali di ogni livello, si era arrivati ad istituire una “tassa sulla bontà”. Si è creato un contesto culturale e ambientale ostile verso una delle poche realtà ancora credibili del nostro paese, tanto da indurre il Capo dello Stato nel discorso di fine anno 2018 a pronunciare parole chiare e decise a difesa di un mondo, la parte positiva dell’Italia, quella che ricuce e dà fiducia.

Da questo partiremmo nell’immaginario dialogo con il prossimo governo regionale calabrese. Vorremmo interlocutori attenti, credibili, responsabili, che considerino il nostro mondo come un pezzo importante della comunità calabrese, come soggetti che hanno ben chiara la pari dignità di ogni persona e che meritano maggiore sostegno da parte delle istituzioni, anche perché, sovente, suppliscono a lacune o a ritardi dello Stato negli interventi in aiuto dei più deboli, degli emarginati, di anziani soli, di famiglie in difficoltà, di senzatetto. Chiediamo di ripartire da un rinnovato radicamento nella Costituzione, soprattutto negli articoli 2 e 3, ridefinendo insieme il legame tra le attività di migliaia di calabresi e la cornice delle regole che organizzano e guidano la comunità, rendendo possibile uno sviluppo che parta dei territori con al centro le persone fragili. Si tratta di ri–definire l’orizzonte culturale che questi articoli pongono davanti a noi, soprattutto a chi assume responsabilità pubbliche.

In Calabria la sfida è imponente, esige un impegno coerente che miri a costruire senso di comunità, coesione sociale, nuove relazioni. L’obiettivo è di migliorare il livello di democrazia nella nostra regione. Concretamente crediamo che si debba e si possa partire con alcuni punti irrinunciabili che sono: riconoscere il volontariato in tutte le forme in cui si presenta all’interno delle comunità, senza la pretesa di ingabbiarlo in schemi preconfezionati ma riconoscendone la libertà di evolversi e modificarsi, promuovendone percorsi e modalità di azione; dare seguito alla riforma del welfare calabrese con l’immediata approvazione del Piano Sociale Regionale. Vent’anni di attesa sono una vergona nazionale sufficiente, non bisogna andare oltre. E ancora: avviare le procedure, partecipate e condivise, per recepire le importanti novità introdotte dal codice del Terzo Settore; riconoscere e preservare l’autonomia del volontariato perché è in questo alveo che si concretizza il suo essere soggetto di promozione umana; avviare i percorsi per la definizione di un sistema per il riconoscimento e la validazione delle competenze acquisite attraverso esperienze non formali e informali realizzate nei nostri gruppi. Il volontariato e il terzo settore calabresi sono pronti a fare la propria parte, con pari dignità e nella distinzione dei ruoli; c’è bisogno di una Regione consapevole che si assuma la responsabilità dei propri compiti.

* Portavoce Forum Terzo Settore Reggio Calabria

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