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Sono sei volontarie che si impegneranno al servizio degli ultimi dell'arcidiocesi di Reggio Calabria - Bova

Riparte il Servizio Civile in Caritas: sarà un anno «in rosa»

di Redazione Web 11/02/2020

Si è appena conclusa l’esperienza del Corso di formazione di inizio Servizio per le ragazze della Diocesi di Reggio Calabria, che insieme a quelli della Diocesi di Lamezia Terme, hanno vissuto intensamente da lunedi 3 a Giovedì 6 Febbraio presso la Colonia di San Benedetto a Cetraro (CS).
Il corso, organizzato dal Nucleo Regionale Servizio Civile- Caritas Calabria, ha voluto sottolineare, attraverso una formazione concreta e mirata, l’importanza del fattore formativo dei giovani che svolgono Servizio Civile e ha risposto in modo puntuale alle incertezze, ai dubbi e alle domande che si celano dietro la bellezza che porta in sé il servizio in Caritas.

A detta dei giovani un’esperienza a tutto tondo, ricca e stimolante, come precisa Giovanna: “Fondamentale è stato il lavoro dei formatori, i quali ci hanno accompagnato durante questo primo percorso spingendoci ad aprirci l’un l’altro, mostrando fiducia per essere dei futuri costruttori di pace. A volte occorre perdere per potersi mettere in ascolto, cercando di essere sempre dinamici ed operativi”.
O ancora Vittoria, che afferma: “ Un’esperienza fuori dal comune e compagne di viaggio uniche, un incontro incisivo e riflessivo, un’occasione di crescita e condivisione che ci ha portato a guardarci dentro e ad affrontare i nostri limiti”.

Il corso, inoltre ha scosso in positivo le vite dei giovani, come sottolinea Serafina: “E’ una fortuna che esistono momenti del genere, che oltre a fornirti nozioni e concetti base per acquisire delle competenze indispensabili ai fini del servizio, ti danno l’opportunità di riflettere, di metterti in discussione ma anche di la possibilità di confronto, di fare squadra, di capire che nonostante le vite o le circostanze completamente diverse, ognuno ha delle difficoltà che magari ritrova nella vita di qualcun altro sotto forma diversa, che siamo unici ma non soli e che basta guardare da un’altra prospettiva per cogliere il bello e il buono che c’è in ogni situazione”.

La riflessione di Rita: “Mi sono soffermata ogni singolo momento alle domande poste dai formatori, domande non riguardanti solo il servizio civile ma il nostro modo di comportarci, di vivere e di relazionarci con gli altri”.
Alla fine, questo momento di formazione è e stato incoraggiante per tutti, come evidenzia Anna: “Partendo dal presupposto che siamo solamente all’inizio di questo grande viaggio, ma il primo passo che ho fatto, assieme alle mie compagne, andando a Cetrato, è stato qualcosa di unico. A volte per guardare oltre, non serve allungare il collo ma aprire la mente”.
Infine a concludere Giada: “La formazione è un elemento portante di questo percorso che ha il fine di scuotere le menti, di mettere un po’ in crisi il giovane. Facendo un riferimento filosofico a Schopenhauer, si dice che il velo di Maya sia come un velo “ingannatore” che, in questo caso, ti fa pensare di conoscere a pieno i valori acquisiti dagli insegnamenti e dalle esperienze, dunque una volta sollevato ci rendiamo conto che c’è tutto un mondo da scoprire”.

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