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Prima una lunga esperienza istituzionale durante gli anni del Modello Reggio, poi la scelta di seguire Salvini nel processo di radicamento al Sud del Carroccio

Tilde Minasi: «Prima leghista eletta a Reggio? Vi spiego perché»

di Davide Imeneo 12/02/2020

Oltre alla prima governatrice della storia regionale, Jole Santelli; in Consiglio ci sarà un’altra novità assoluta: Tilde Minasi è, infatti, la prima leghista reggina a entrare a Palazzo Campanella, casa della democrazia calabrese. Assessore comunale di lungo corso, durante gli anni del Modello Reggio con la delega alle Politiche sociali, si era già candidata alle Politiche col Carroccio. In quell’occasione, però, il seggio fu aggiudicato da Matteo Salvini, leader nazionale della Lega. Per molti mesi è sembrato essere il «nome giusto» per la candidatura a prima cittadina per il centrodestra, poi la scelta (vincente da par suo) di provare la strada delle regionali. Oggi l’attesa è per comprendere quale sarà il coinvolgimento dei salviniani nella compagine governativa regionale: in campagna elettorale, la Lega «prenotò» l’assessorato all’agricoltura, ma alcuni osservatori danno come accreditata anche la pista della Presidenza del Consiglio regionale. Insomma, un ruolo di primissimo piano, come confermato anche da Matteo Salvini durante il suo ultimo comizio in riva allo Stretto tenutosi soltanto mercoledì scorso.

Quale significato attribuisce alla sua elezione?
Sicuramente la mia elezione rappresenta il raggiungimento di un traguardo per la Lega che, da qualche anno ormai, ha ritenuto di cambiare forma a livello di espansione locale, mantenendo però saldi i principi di contatto con le comunità e con i territori, continuando a parlare tra la gente e con la gente. Un percorso che, anche in Calabria, è stato produttivo poiché queste intenzioni e questa voglia di comunicare in maniera trasparente e concreta sono state pienamente recepite come, d’altronde, si comprende leggendo e analizzando i dati ad urne chiuse. Per quanto riguarda me in prima persona, ritengo di aver condotto la campagna elettorale con i valori che da sempre mi hanno contraddistinto (e che ho ritrovato in Matteo Salvini) durante le mie precedenti esperienze: l’umiltà, l’ascolto e la voglia di realizzare qualcosa di costruttivo per la nostra regione

Le ultime regionali, in Calabria e in Emilia–Romagna, per alcuni hanno segnato un passo indietro per il suo partito e il leader Matteo Salvini. Lei è d’accordo?
In questo pensiero non mi trova d’accordo. Il risultato dell’Emilia–Romagna è più che lusinghiero poiché parliamo di una regione quasi sempre caratterizzata da una trazione (ed una tradizione) indirizzata alla sinistra. In Calabria, invece, parliamo di un partito che non si era mai misurato con elezioni amministrative, percui non avremmo potuto chiedere di più per l’esordio, tra l’altro, in una competizionile difficile come quella regionale

Come giudica il dato dell’astensionismo in Calabria?
Questo è un dato che mi preoccupa molto. Innanzitutto perché ritengo che il diritto al voto debba essere esercitato in virtù del fatto che dovremmo evitare di far scegliere ad altri chi andrà a guidare le nostre assemblee elettive. Inoltre, perché delinea una certa sfiducia dei cittadini nei confronti della politica. Sentimento che, obiettivamente, non può essere contestato se ci affidiamo alle narrazioni della cronaca. Ecco perché è importante lavorare in maniera trasparente e produttiva cosicché il distacco sancito dalla bassa affluenza alla urne possa essere ridotto notevolmente.

Lei torna in Consiglio regionale, ancora una volta in maggioranza. Cosa è cambiato politicamente da quell’esperienza e cosa si aspetta da quella nuova?
Sicuramente i tempi. Il mio primo ingresso a palazzo Campanella era avvenuto per una surroga: questo ha significato non poter definire tutto ciò che mi ero prefissata proprio per questioni tecniche, sebbene in poco più di un anno sono riuscita a fare approvare dalle commissioni competenti dei progetti di legge cui tenevo molto, dedicati e pensati per le donne e con le donne. Mi spiace che tali proposte normative, a causa delle varie vicissitudini che visse quella legislatura, non abbiamo avuto modo di approdare in Consiglio per il dibattito conclusivo. Però, oggi, potrei considerare di riproporle rimodulando le stesse, ovviamente, alle nuove esigenze che la società, sempre veloce nei suoi mutamenti, richiede.

Ci dica tre priorità che secondo lei urge affrontare per far ripartire la Calabria.
Non è facile purtroppo scegliere solo tre campi urgenti di intervento a causa delle tante problematiche ed emergenze che caratterizzano la nostra regione. Però, sicuramente, infrastrutture, crescita dell’indotto economico (quindi lavoro) e valorizzazione delle nostre eccellenze, siano esse naturalistiche, monumentali, storiche o enogastronomiche.

La Lega punta forte sull’assessorato all’agricoltura. Sarà questa la freccia amministrativa che vorrete scoccare? Quale sarà il suo ruolo?
Sul mio ruolo non posso ovviamente avanzare ipotesi in quanto si tratta di decisioni corali e condivise. Certamente, qualsiasi incarico dovessi ricoprire non mancheranno impegno e lavoro. Per quanto riguarda l’agricoltura credo che il settore vada migliorato, incentivato, reso produttivo al massimo poiché, grazie alla nostra configurazione geografica e orografica, gli spazi per farne davvero uno dei motori maggiormente produttivi sono tantissimi.

Uno sguardo a Reggio. Cosa pensa dell’attuale situazione politico–amministrativa della città?
Credo che le condizioni in cui versa Reggio siano sotto gli occhi di tutti. Prima che amministratrice sono una cittadina, e come tale, vorrei vedere una realtà che viva nella normalità, nella quale i servizi essenziali non siano qualcosa di straordinario. Al netto delle problematiche che gli Enti Locali vivono per svariati problemi, credo che sia proprio mancata una visione, che non si sia programmato un indirizzo per definire quale potesse essere il cammino più giusto per Reggio affinché si potesse lavorare, coinvolgendo tutti, verso quella direzione.

Che ruolo avrà la Lega nella definizione degli equilibri in vista delle elezioni comunali? È vero che il candidato sindaco del centrodestra lo proporrà Fratelli d’Italia?
La Lega fa parte di una coalizione e le decisioni verranno prese, come è giusto che sia, all’interno di quest’ultima. Credo, sinceramente, che conti poco l’appartenenza partitica di chi sarà il candidato a Sindaco che, a maggior ragione oggi, è un ruolo importantissimo proprio in virtù della situazione che la città sta vivendo. Prima dei nomi o delle bandiere conta il programma, le idee da sviluppare, i progetti da voler realizzare. Sono certa che questo concetto sia importante per tutto il centrodestra e ciò porterà all’individuazione del nome più idoneo a ricoprire un ruolo così delicato che non interessa solo le rive dello Stretto ma tutta la provincia e cioè l’intera area metropolitana.

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