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La comunità diocesana ha sentito il dovere di tenere e tendere la mano a chi soffre attraverso dei laici volenterosi

Diocesi di Catanzaro, istituiti 75 ministri della Consolazione

di Redazione Web 12/02/2020

L’Arcidiocesi metropolitana di Catanzaro-Squillace per la prima volta nella storia ha istituito 75 “Ministri della Consolazione”. Un sogno voluto dall’Arcivescovo Mons. Vincenzo Bertolone, che, dopo un percorso di formazione, ha dato il mandato a volenterosi fedeli laici, provenienti da parrocchie e da realtà associative, ad offrire in nome della comunità ecclesiale una testimonianza di speranza a che vive nella sofferenza.
La celebrazione è stata presieduta dall’Arcivescovo nella parrocchia “Santa Maria della Roccella” alla presenza del direttore dell’ufficio regionale per la pastorale della salute, don Antonio Martello, del direttore dell’ufficio diocesano, don Domenico Concolino, che ha curato la formazione dei candidati, e di diversi parroci, diaconi e fedeli laici.
Attualizzando le opere di misericordia, la comunità diocesana ha sentito il dovere di tenere e tendere la mano a chi soffre attraverso dei laici volenterosi che, in stretta collaborazione con i parroci ed i cappellani delle strutture sanitarie, potranno svolgere un ministero di prossimità alla sofferenza.
A tutti i ministri della consolazione l’Arcivescovo Bertolone ha chiesto di «mettersi in ascolto del territorio per individuare le nuove emergenze e le nuove forme di sofferenza, creando una rete reale di volontariato nei principali luoghi della sofferenza, diventando stimolo di crescita e organizzatori della speranza oltre che della carità».
Così il compito primario del ministro della consolazione sarà quello di aiutare il malato o l’anziano fragile, nel pieno rispetto della sua visione della vita, a utilizzare le risorse spirituali e religiose per fare fronte positivamente alla malattia, alla disabilità o alla vecchiaia, sino a vedere in esse un’occasione di crescita umana e spirituale e di apostolato, soprattutto con gesti concreti di aiuto (compere di farmaci e varie, disbrigo di pratiche, accompagnamento a visite mediche...). Un ruolo di sostegno anche alle famiglie, segnate da inevitabili momenti di scoraggiamento e di stanchezza Tutto questo porterà anche ad un migliore impegno di coordinamento della pastorale della salute all’interno delle parrocchie, in sinergia con le istituzioni sanitarie e socio-sanitarie presenti sul territorio.
Ovviamente, oltre alla buona volontà e i requisiti necessari, sarà cura dell’ufficio diocesano predisporre un cammino permanente di preparazione e di formazione, evitando ogni forma di improvvisazione, attraverso un processo progressivo di crescita e di abilità necessarie alla pratica di questo nuovo apostolato, provvidenziale strumento di evangelizzazione, segno della vicinanza del Signore attraverso persone di buona volontà.

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