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Il Centro eroga decine di migliaia di prestazione verso chi - altrimenti - avrebbe rinunciato a curarsi

Un polo di Medicina solidale ad Arghillà: l'ultima sfida dell'Ace

di Redazione Web 27/02/2020

Un Centro di Medicina Solidale nel quartiere-ghetto di Reggio Calabria. La sfida dei diritti per Arghillà è raccolta dall'Associazione calabrese di epatologia, nota a tutti come Ace, nata nel 1996 e che da un decennio offre visite gratuite ai meno abbienti nella zona sud della Città, cioè nel quartiere di Pellaro.

Guidata dal dottor Linuccio Caserta, vero deus ex machina, l'Ace eroga decine di migliaia di prestazione verso chi - altrimenti - avrebbe rinunciato a curarsi. Dal mondo del Terzo Settore giunge, quindi, una splendida notizia per Arghillà.

E, in questo caso, sembrerebbe si sia attivato un bel gioco di squadra col Comune di Reggio Calabria, di cui la Giunta ha concesso una parte dei locali de "La Piazzetta" - una sorta di crocevia tra Arghillà Sud e i lotti dell'edilizia popolare di Arghillà Nord - per la realizzazione di un presidio sanitario di prossimità.  

Da Palazzo San Giorgio fanno sapere che «l’esecutivo guidato dal sindaco Giuseppe Falcomatà ha promosso ed approvato il progetto di “Medicina solidale” che consentirà di prevenire la salute fisica e psichica attraverso un percorso di assistenza che ha l’obiettivo di "arginare le disuguaglianze" andando incontro alle esigenze delle fasce più deboli e vulnerabili della popolazione».

Sarà, insomma, una riproposizione a nord dell’egregio lavoro già portato avanti, negli ultimi anni, dalla stessa Ace in altre porzioni del territorio comunale e che ha lanciato alla ribalta nazionale il prezioso e lodevole impegno di medici, infermieri e personale volontario rivolto ai cittadini meno abbienti che possono così contare su visite gratuite, diagnosi precoci e servizi di prevenzione.

Proprio il programma dell’Ace risponde appieno alle prerogative di eccezionalità previste dall’articolo 18 del regolamento comunale che prevede la concessione gratuita, fino ad un massimo di 30 anni rinnovabili, di beni di proprietà dell’amministrazione di Palazzo San Giorgio a soggetti terzi che abbiano proposto uno specifico progetto di utilizzo a favore della collettività.

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