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Giunge in riva allo Stretto la seconda edizione della Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza

Arghillà, cittadini in marcia per il riscatto del quartiere

Nuccio Barillà (Legambiente): «Non ci può essere pace, senza giustizia sociale»

di Redazione Web 02/03/2020

La Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza è giunta in riva allo Stretto per la seconda edizione di un'iniziativa che ha fatto il giro del mondo. Il 1 e il 2 marzo sono le giornate dedicate alla pace, al disarmo nucleare, ai diritti umani e all’ambiente, con la promozione della "Associazione Mondo" senza guerre e senza violenza. Si concluderà a Madrid il prossimo 8 marzo.
Reggio Calabria è stata protagonista nella marcia ieri mattina nel quartiere di Arghillà, dove oltre 70 associazioni ambientaliste, sociali, culturali, si sono unite a seguito dell'appello lanciato dalla sezione reggina di Legambiente un anno fa. "Pace disturbato" è il titolo scelto per questo primo appuntamento, lì dove il degrado urbano e sociale fanno da padrone. Un grido d'allarme a cui si è cercato di rispondere con la condivisione e ed il dialogo sociale e interreligioso, partendo dalla Parrocchia di Sant’Aurelio, dopo la celebrazione della Messa.

Un percorso che si è articolato in diversi step in nome dell’integrazione della multiculturalità: «Non ci può essere pace, senza giustizia sociale – parole di Nuccio Barillà, di Legambiente - Arghillà rappresenta per Reggio Calabria, un quartiere davvero a rischio dove è tangibile il rischio di degrado urbano. Bisogna ripartire dalle potenzialità del territorio, prima di tutto quello umane: da diverso tempo, infatti, ad Arghillà si è attivato un laboratorio sociale fatto di associazioni, movimenti e singoli cittadini. Questa marcia vuole significare anche questo: insieme possiamo camminare verso il cambiamento».
Un chiaro messaggio di apertura verso il quartiere di Arghillà, a cui si dimostra vicino anche Paolo Cicciù, per il Csi, mostrandosi contento «che uno dei luoghi simbolo sia la palestra di Arghillà. O quantomeno quel che resta. Poche ore fa un quindicenne di Napoli ha perso la vita in seguito a una rapina “andata male”. Sul fatto chiarirà la magistratura, ma le agenzie educative non possono restare inermi. Soprattutto chi lavora nelle periferie a contatto coi ragazzi. Da questa palestra distrutta – conclude Cicciù - dall’incuria degli adulti, giunge un segnale fortissimo: i giovani vogliono più equità. Cosa aspettiamo a dar loro delle risposte di senso?».

Nella giornata odierna le iniziative proseguiranno presso l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, sede di un importante mostra, simbolo di collaborazione tra il mondo giovanile e le associazioni sensibili ai temi sociali e ambientali.

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