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Quaresima, tempo per i giovani: al bando la prigrizia

La riflessione di padre Angelo Battaglia, assistente spirituale degli scout reggini, in vista del tempo liturgico che stiamo vivendo

di Angelo Battaglia 02/03/2020

Ci sono spazi che, abitati dall’Invisibile, diventano manifestazioni di grazia. La Quaresima è uno di questi; luogo in cui si fa esperienza di un Invisibile che si consegna nelle mani dell’uomo nella più alta delle espressioni possibili: l’Amore.

Settimana dopo settimana, giungendo al centro della fede nell’Amore fatto carne, si sperimenta quello che è il Passaggio più importante della storia: dalla morte alla vita. È uno “spazio” che si colora prevalentemente di sfumature penitenziali e nel quale, con l’imposizione delle ceneri, riportati inesorabilmente a fare memoria di un’esistenza ferita dalla crudeltà del peccato, si impara a rinnovare quel desiderio profondo di unione con Dio; un desiderio corroborato da risolute decisioni per Lui e da Lui alimentato attraverso una paziente educazione.

La quaresima dunque implica l’impegno a vivere veramente. Vivere intensamente la quotidianità, non come qualcosa di straordinario, ma come spazio teologico di incontro con un Altro che ci insegna, immersi nelle sfide del tempo presente, ad essere felici. Una vita a servizio di Dio che fugge da ogni forma di autoreferenzialità e vantaggio personale. Una vita a servizio del bene comune che si costruisce attraverso un esserci consapevole e responsabile nelle dinamiche di una storia che, troppo spesso, reagisce con manifestazioni scomposte di violenza. Una vita che, nella prolificazione dei bisogni reali e indotti, sente l’urgenza di individuare ciò che la “sazia”.

Si apre dinanzi a noi un iter privilegiato che ci “impone” il dover rileggere la storia, e in particolare la propria, alla luce di un Tu che percorre le “salite” dell’esistenza al fine di manifestarci la bellezza di una vita trasfigurata dalla verità dell’amore. Una vita che raggiunge la sua pienezza, quando essa stessa diventa capace di raccontarsi perché salvata dall’Amore più grande, capace di tracciare percorsi nuovi e di guardare il futuro con una speranza soprannaturale.

È necessario fermarsi, mettersi in ascolto del Maestro che, da paziente educatore, ci svela il senso e il significato di quello che viviamo. Egli ne svela la forza ma anche tutta la sua fragilità. Ci indica la strada da seguire e ci esorta a vivere un amore che sia veramente tale e non disperso verso ciò che non dona pienezza e senso. È in quello stare ‘cuore a cuore’ con Lui, che impariamo quella sapienza che si declina in un amore fedele e credibile. Il tempo della quaresima è il tempo del coraggio. Il tempo in cui la cecità esistenziale – fomentata dalle nostre letture limitate, avare e piene di paura – viene guarita dal gesto di una mano che “spalma” come medicina il balsamo dello Spirito. Una potenza, quella dello Spirito, che non guarisce soltanto, ma dona la capacità profetica di una testimonianza incurante dei giudizi maldestri e capace di sopportare la derisione e l’indifferenza. Il mistero di questo tempo, ci riporta soprattutto alla grandezza e alla bellezza dell’amicizia, come luogo di comunione, in cui l’esperienza della risurrezione la si può sperimentare anche nelle prove più forti ed estreme come la malattia o la morte stessa. È nell’amicizia e per amicizia dell’uomo che Dio entra e varca le soglie delle nostre esistenze per farci pregustare quello che sarà pienezza soltanto alla fine dei tempi.

Potremo anche avere mani e piedi “bendati”, giacere sul marmo freddo dei nostri piccoli o grandi sepolcri, ma dobbiamo avere la certezza che ci sarà sempre Uno che tra tanti, ci “ordinererà” di alzarci e di rimetterci in cammino. Anche in merito agli scandali questo tempo ha qualcosa da indicarci. Esso ci abilita a decodificarli senza rimanerne vittima. Nella sua infinita tenerezza, infatti, la Chiesa come madre ci prepara a vivere il più grande Scandalo della storia, quello della Croce. In esso si impara l’Amore vero, reale e concreto che si fa donazione totale di se stessi per la salvezza di tutti. È in questo Scandalo che troviamo il criterio per rileggere la nostra vita; il coraggio di raccontarla e di darle il significato che merita, perché presa in carico da Colui che per amore l’ha salvata nel mistero della sua Pasqua.

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