accedi | registrati | 4-4-2020

Per San Paolo è «il momento favorevole» per compiere «un cammino di vera conversione»

Digiunare in Quaresima? Papa Francesco ci spiega perché

di Redazione Web 04/03/2020

La Quaresima è un itinerario che conduce al Triduo pasquale. Per San Paolo è “il momento favorevole” per compiere “un cammino di vera conversione”. Per sant’Agostino, è il simbolo della vita dell’uomo. Questo tempo, iniziato con il Mercoledì delle Ceneri, interpella i cristiani a vivere in modo più intenso il culmine dell’Anno liturgico, il mistero pasquale.

Cammino di conversione
“Preghiamo, digiuniamo ed esercitiamo le opere di misericordia - in questo tempo di grazia – si legge in un tweet del Papa dello scorso 27 febbraio - affinché il Signore possa trovare i nostri cuori pronti per ricolmarli con la vittoria del suo amore”. Il cammino della Quaresima, spiega il Pontefice nel messaggio quaresimale del 2019 è un itinerario di conversione attraverso la preghiera, l’elemosina e il digiuno.
«Digiunare, cioè imparare a cambiare il nostro atteggiamento verso gli altri e le creature: dalla tentazione di “divorare” tutto per saziare la nostra ingordigia, alla capacità di soffrire per amore, che può colmare il vuoto del nostro cuore. Pregare per saper rinunciare all’idolatria e all’autosufficienza del nostro io, e dichiararci bisognosi del Signore e della sua misericordia. Fare elemosina per uscire dalla stoltezza di vivere e accumulare tutto per noi stessi, nell’illusione di assicurarci un futuro che non ci appartiene» (Messaggio di Papa Francesco per la Quaresima 2019).


Investire in un tesoro che dura
La Quaresima, come ricorda Papa Francesco, è un “viaggio di ritorno all’essenziale”. L’elemosina, la preghiera e il digiuno, ricorda durante la Messa nella Basilica di Santa Sabina il 6 marzo del 2019, sono tre tappe che il Signore chiede di percorrere senza ipocrisia. A che cosa servono?
«L’elemosina, la preghiera e il digiuno ci riportano alle tre sole realtà che non svaniscono. La preghiera ci riannoda a Dio; la carità al prossimo; il digiuno a noi stessi. Dio, i fratelli, la mia vita: ecco le realtà che non finiscono nel nulla, su cui bisogna investire. Ecco dove ci invita a guardare la Quaresima: verso l’Alto, con la preghiera, che libera da una vita orizzontale, piatta, dove si trova tempo per l’io ma si dimentica Dio. E poi verso l’altro, con la carità, che libera dalla vanità dell’avere, dal pensare che le cose vanno bene se vanno bene a me. Infine, ci invita a guardarci dentro, col digiuno, che libera dagli attaccamenti alle cose, dalla mondanità che anestetizza il cuore. Preghiera, carità, digiuno: tre investimenti per un tesoro che dura» (Santa Messa del 6 marzo 2019, omelia di Papa Francesco).

L'elemosina libera dall'avidità
“Ogni elemosina è un’occasione per prendere parte alla Provvidenza di Dio verso i suoi figli”. È quanto scrive il Papa nel messaggio per la Quaresima 2018 indicando nella condivisione la vera ricchezza.
«L’esercizio dell’elemosina ci libera dall’avidità e ci aiuta a scoprire che l’altro è mio fratello: ciò che ho non è mai solo mio. Come vorrei che l’elemosina si tramutasse per tutti in un vero e proprio stile di vita! Come vorrei che, in quanto cristiani, seguissimo l’esempio degli Apostoli e vedessimo nella possibilità di condividere con gli altri i nostri beni una testimonianza concreta della comunione che viviamo nella Chiesa» (Messaggio di Papa Francesco per la Quaresima 2018).

Preghiera e “agonismo spirituale”
Quello della Quaresima è anche il tempo della prova, della resistenza alle tentazioni. All’Angelus del 18 febbraio del 2018 il Santo Padre ricorda che la preghiera, con l’aiuto del Signore, è l’arma per vincere il Maligno.
«La Quaresima è un tempo di “agonismo” spirituale, di lotta spirituale: siamo chiamati ad affrontare il Maligno mediante la preghiera per essere capaci, con l’aiuto di Dio, di vincerlo nella nostra vita quotidiana. Noi lo sappiamo, il male è purtroppo all’opera nella nostra esistenza e attorno a noi, dove si manifestano violenze, rifiuto dell’altro, chiusure, guerre, ingiustizie. Tutte queste sono opere del maligno, del male» (Angelus, 18 febbraio 2018).

Il vero digiuno
La Quaresima è dunque un tempo privilegiato di digiuno. Ma quale digiuno vuole il Signore dall’uomo? È questa la domanda che orienta, il 16 febbraio 2018, la meditazione mattutina di Papa Francesco nella cappella della “Domus Sanctae Marthae”. Il vero digiuno, sottolinea il Pontefice, è quello fatto con coerenza, non per farsi vedere. Il vero digiuno richiede la grazia della coerenza. E’ proprio la Prima Lettura, tratta dal Libro del profeta Isaia (Is 58,1-9a), a mettere in evidenza quale sia il digiuno che vuole il Signore: “Sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo”. «Il mio digiuno arriva per aiutare gli altri? Se non arriva, è finto, è incoerente e ti porta sulla strada di una doppia vita. Faccio finta di essere cristiano, giusto … come i farisei, come i sadducei. Ma, da dentro, non lo sono» (Messa a Casa Santa Marta, 16 febbraio 2018).

Conversione del cuore
La Quaresima è “il tempo propizio per fare spazio alla Parola di Dio”. Papa Francesco lo ricorda nell’udienza generale dello scorso 26 febbraio aggiungendo che questo è “il tempo per spegnere la televisione e aprire la Bibbia”, il tempo di “staccarci dal cellulare e connetterci al Vangelo”. “È il tempo per rinunciare a parole inutili” e di dedicarsi “a una sana ecologia del cuore”. Il senso del cammino quaresimale, quaranta giorni verso la Pasqua, è legato al significato spirituale del deserto: "Il deserto è il luogo del distacco dal frastuono che ci circonda. È assenza di parole per fare spazio a un’altra Parola, la Parola di Dio, che come brezza leggera ci accarezza il cuore. Il deserto è il luogo della Parola, con la maiuscola". «Possa la Quaresima ravvivare in voi il desiderio di vivere nella Parola di Dio e nella speranza della Risurrezione. La preghiera, il digiuno e l’elemosina vi aiutino nella conversione del cuore e vi preparino a vivere il Triduo Pasquale: il mistero della passione, morte e risurrezione di Cristo». (Udienza generale, 26 febbraio 2020).

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