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È scomparsa solo un anno fa, l’icona dell’impegno speso al servizio ecclesiale

Maria Mariotti, riscoprire una donna del nostro tempo

di Redazione Web 08/03/2020

Il 24 gennaio dell’anno scorso ci ha lasciati Maria Mariotti, una delle figure più rappresentative del laicato cattolico reggino ma dallo spessore ecclesiale e culturale nazionale. Nata da famiglia cattolica, si era formata seguendo le orme della madre, esponente dei primi sviluppi del Movimento I femminile in Calabria, e partecipando ai Corsi che si tenevano annualmente a Paola per la formazione dei dirigenti regionali di Azione Cattolica (1933 – 1943). Presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, la Mariotti aderì alla Fuci e divenne Presidente del Gruppo Ambrosiano, laureandosi in Filosofia. Ritornata in Calabria, ha insegnato nei licei statali formando generazioni di alunni e fu tra le socie fondatrici del Centro Italiano Femminile provinciale (1945).

Collaborò con il giovane e vigoroso arcivescovo di Reggio Calabria, Antonio Lanza, alla rinascita culturale e religiosa dell’arcidiocesi avendo come campo privilegiato la storia della Chiesa in Calabria per riscoprirne e rinnovare le autentiche radici cristiane. Si impose con la sua indiscussa autorità coinvolgendo studiosi meridionali, dalle diverse estrazioni ideologiche e religiose, costituendo la Deputazione di Storia Patria per la Calabria e pubblicando la Rivista Storica Calabrese. Di lei racconta anche il vescovo di San Marco Argentano, monsignor Bonanno: «La conobbi quaranta anni fa in questo ruolo dinamico di grande tessitrice nei rapporti con gli intellettuali e quanti amavano la Chiesa, al tempo in cui ero parroco in una piccola parrocchia della pre–Sila cosentina. Ella volle valorizzare i miei studi storici, compiuti agli esordi dell’Università della Calabria, guidati dal prof. Angelo Sindoni, chiedendomi di collaborare alla ricerca dei protagonisti del Movimento Cattolico in Italia meridionale. Fui anch’io così uno dei tanti, tra ecclesiastici e laici, che crebbero alla scuola di questa donna dotta e santa, acquisendo non sola la passione per la ricerca storica ma, come avveniva in lei, lo stile di un servizio umile e intelligente alla Chiesa».
 
La Mariotti si era consacrata alla Chiesa appartenendo all’Ordo Virginum e vivendo da contemplativa nella sua abitazione reggina. La Conferenza Episcopale Calabra, l’anno scorso, ha commemorato la poliedrica figura della Mariotti. Un tributo di riconoscenza per colei che ha lasciato, non solo attraverso gli oltre cento titoli scientifici, segni indelebili della sua presenza di cattolica impegnata nel tessuto della Chiesa contemporanea. Ben a ragione perciò le è stato riconosciuto «un secolo di ecclesialità», una pietra miliare per la conoscenza della religiosità e spiritualità calabrese.

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