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Così l’azione del sodalizio non è soltanto un’attività di inclusione, ma vuole raggiungere veri obiettivi «di mercato»

Felici da Matti, Maria Teresa guida una Coop ''speciale'' a Locri

di Federico Minniti 08/03/2020

Maria Teresa Nesci guida una cooperativa sociale nella Locride. Felici da Matti, un’attività che – parlando con lei – parla di «resistenza. Non è assolutamente un’impresa facile ma si può e si deve fare». Perché, le chiediamo. «Si deve fare in quanto la nostra terra – spiega – si è spopolata; si deve fare perchè abbiamo il dovere morale e civico di “dare speranza”».

Eppure non mancano le difficoltà.
Sicuramente uno dei limiti è l’isolamento dei nostri territori, non solo dai grandi centri ma anche da alcune parti della stessa Calabria. Abbiamo idee, creatività e spesso non riusciamo a portarli avanti per mancanze di risorse economiche. Personalmente insieme ai soci di Feli- ci da Matti, da sempre abbiamo cer- cato di non restare fermi, di non restare fosilizzati su un progetto e su un’area del nostro territorio; ma siamo andati oltre, siamo andati fuori regione, e abbiamo creato reti e partnership con altre regioni, consapevoli che lo scambio è fondamentale per la crescita. Donna con responsabilità sociali.
 
Crede che il 2020 apra un decennio al femminile per il nostro territorio?
Lo spero, anche se credo che la donna da sempre sia stato il motore di ogni cosa, affrontando le difficoltà tra famiglia e lavoro. Mi incoraggia molto quanto detto da Papa Francesco nella prima omelia del 2020, in occasione della festività di Maria Santissima Madre di Dio: «È proprio della donna prendere a cuore la vita, la donna mostra che il senso del vivere è prendere a cuore le cose che M ci sono. Solo chi guarda con il cuore vede bene». Fate parte della rete del progetto Policoro.
 
Quanto è importante per voi e quali sono gli upgrade di cui questa iniziativa ha bisogno per stare al passo coi tempi?
Siamo uno dei gesti concreti nati dal Progetto Policoro. Il nostro motto è «per creare lavoro bisogna investire nel cuore e nell’intelligenza delle persone». Bisogna perseguire sulla strada di creazioni di rete, investire sulla formazione dei giovani per avere competenze imprenditoriali specifiche e qualità.
 
La Chiesa calabrese incoraggia la nascita di start–up sociali come la sua?
Noi siamo “figli” della Pastorale sociale della nostra diocesi di Locri– Gerace, ed il Progetto Policoro sicuramente è un valido strumento per portare avanti e supportare la nascita di start up sociali. Ho, però, un pensiero al riguardo e credo che questo possa essere il luogo dove condividerlo. Ho sempre pensato che, soprattutto, i cattolici se solo ci rendessimo conto della nostra “forza” avremmo la capacità di cambiare veramente le cose.
 
Cosa significa?
Intanto che la Chiesa non è costituita dal solo clero, ma anche da noi fedeli. E allora non basta incoraggiare la nascita di cooperativa sociali, ma bisogna anche sostenerle, esempio usufruendo o acquistando i servizi/prodotti che la cooperativa offre o produce. Così facendo metteremmo in atto un processo con ricadute economiche nella nostra terra.

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