accedi | registrati | 30-3-2020

L'Ordinario militare per l'Italia ha rivolto un pensiero a quanti sono impegnati in prima linea

Covid-19, monsignor Marcianò: «Soldati, riferimento per la gente»

Il presule reggino ha anche composto una preghiera per questo tempo di epidemia, la riportiamo in calce all'articolo

di Redazione Web 24/03/2020

Ancora mezzi militari al cimitero monumentale di Bergamo per portare via le bare raccolte nella camera mortuaria e nella chiesa. Il coronavirus non dà tregua nemmeno alle vittime i cui corpi sono destinati alla cremazione. Il forno crematorio non riesce a far fronte a questa emergenza. Venerdì 20 marzo l'Italia ha raggiunto il triste primato di battere la Cina in quanto a decessi. Lunghi "cortei funebri" di camion mimetici hanno attraversanto le strade per raggiungere forni crematori di Comuni fuori regione che si sono resi disponibili ad accettare le salme. Ancora una volta le Forze armate italiane sono scese in campo per aiutare la popolazione. Le Forze Armate, fanno sapere dal ministero della Difesa, «hanno reso disponibili, su tutto il territorio nazionale, uomini, donne, mezzi e infrastrutture. La professionalità, lo spirito di sacrificio e l’impegno messi al servizio del Sistema Paese».

Dopo i primi interventi agli inizi di febbraio, «oggi l’impegno risulta molto più articolato e diversificato, a partire dal personale sanitario militare: più di 60 unità tra medici e infermieri di ogni ordine e grado, sono stati inviati negli ospedali di Lodi, Alzano Lombardo e presso il Centro ospedaliero militare di Milano, per ridurre il carico di lavoro dei nosocomi civili della Regione Lombardia. A tal fine sono state messe a disposizione diverse infrastrutture militari in tutta la penisola, un Ospedale da campo e 5 ambulanze che garantiscono la disponibilità di circa 3.500 posti letto pronti per essere utilizzati in caso di necessità». Inoltre gli oltre 7.000 militari dell’operazione “Strade Sicure” sono a disposizione delle autorità prefettizie per il controllo del territorio nazionale e il rispetto delle misure di prevenzione emanate dal Governo. Sono 72 gli Ufficiali di collegamento che collaborano con 36 prefetture «per una aderente attività di coordinamento nonché pronta capacità di risposta con le unità operative, logistiche e sanitarie dell’Esercito». Circa 60 soldati provenienti dal reggimento Genio Ferrovieri dell’Esercito «sono costantemente a disposizione per garantire il traffico merci sulla rete ferroviaria».

«Un lavoro costante e prezioso quello dei nostri militari», ha detto l’arcivescovo Ordinario militare per l’Italia (Omi), monsignor Santo Marcianò parlando con l'agenzia di stampa Sir. «Lo sono – ha ribadito l’Ordinario – anzitutto i medici e gli operatori sanitari delle Forze Armate, per l’alta professionalità, la pronta disponibilità agli spostamenti, la competenza nel gestire emergenze simili allo stato bellico: dalla costruzione di ospedali da campo all’accoglienza di presidi quali l’ospedale militare del Celio o le caserme della Cecchignola, tra le prime strutture, in Italia, ad accogliere persone in quarantena o pazienti positivi al Coronavirus. Lo sono i militari che effettuano i controlli nelle nostre città, per salvaguardare la sicurezza di tutti o prestare soccorso a chi lo necessiti. E lo sono i mezzi militari adibiti al trasporto di nostri connazionali da Stati esteri, di malati o persone in difficoltà, di defunti».

Le colonne militari fuori gli ospedali, in fila, per portare via le salme delle persone decedute. Forse è l’immagine che più di ogni altra racconta il dramma di queste settimane. «Da pastore, cerco spesso, in questi giorni, di immaginare e condividere lo stato d’animo dei militari, al quale forse pensiamo troppo poco. Quante volte - prosegue Marcianò - essi svolgono un servizio di tale genere! Quante volte i mezzi dell’Aeronautica riportano in Patria salme di loro colleghi o di concittadini morti all’estero, in servizio o per attentati terroristici. Ma in tutte queste circostanze, per quanto duro possa essere, il loro compito è riportare le salme a casa, restituirle all’abbraccio dei loro cari, alla dignità di una cerimonia funebre». Poi l'Ordinario conclude: «Voglio invocare su tutti una carezza, la carezza di Dio! Che doni speranza a chi soffre, accompagni chi muore, consoli chi perde i propri cari, sostenga tutti coloro che ci stanno aiutando a lottare contro il Coronavirus con il loro servizio, lo studio, la dedizione, la loro vita donata per amore».

Infine, di seguito pubblichiamo il testo della preghiera formulata dall'arcivescovo Marcianò proprio per questo tempo di Pandemia:


PREGHIERA NEL TEMPO DELLA PANDEMIA
Dio Padre, Tu che crei la vita e non la morte,
ascolta la supplica accorata e fiduciosa
che, insieme, rivolgiamo a Te.
Libera le nostre famiglie, l’Italia, il mondo intero,
dalla terribile pandemia che ci ha colpito
e unisce l’umanità in un unico grido di dolore.
Proteggi tutti i militari che sono a nostro servizio
negli ospedali, nelle strade, nei mezzi di trasporto,
nelle centrali operative, nelle missioni di pace,
nei luoghi dove si studia e si decide.
Cristo Gesù, Tu che sei la Vita,
scendi dalla Croce sulla quale ti sei donato per noi,
e poggiati sulle croci di tanti fratelli e sorelle,
disseminate sulla via del Calvario,
e illuminale con le speranza della Pasqua.
Spirito Santo, che infondi vita in chi tocchi,
sii, per ciascuno, una carezza d’amore:
che non lascia fino alla fine chi muore da solo
e consola chi rimane solo senza i propri cari;
che illumina l’intelletto di chi ricerca
e assicura il consiglio a chi governa;
che infonde fortezza a chi è nella malattia
e invade di pietà chi cura e assiste;
che dilata con la scienza d’amore il cuore dei pastori
e dona a noi la sapienza di riscoprire l’essenziale,
per saper chinarci sul prossimo e volgere lo sguardo a Dio.
E Tu, Maria, Madre della Vita,
assieme a Giuseppe e ai nostri Santi Patroni,
custodisci tutti sotto il Tuo Manto, finché sia passato il pericolo
e possiamo cantare, con Te e come Te,
il Magnificat della gratitudine, della gioia, della lode.
E così sia!

+ Santo Marcianò
Arcivescovo Ordinario militare per l'Italia

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