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Il Banco Alimentare, nonostante le restrizioni, continua il suo servizio di distribuzione dei beni di prima necessità

[VIDEO] Covid-19. A Reggio Calabria, la Carità arriva a domicilio

di Federico Minniti 24/03/2020

«Ci manca tantissimo l'incontro perché siamo impossibilitati a viverlo. E che cos'è il volontariato se non un relazione? Questa difficoltà si vince soltanto con un cuore aperto nell'affrontare, con generosità, quest'emergenza» dicono all'unisono Bruna Mangiola, responsabile dell'Help Center diocesano, e Giuseppe Bognoni, responsabile provinciale di Reggio Calabria del Banco Alimentare. Con loro abbiamo interagito nel corso della nuova intervista digitale (scorri l'articolo per vedere il video).
 
Il monitoraggio costante sui senza fissa dimora. «Con le dovute cautele, i poveri non li possiamo abbandonare;  - spiega Bruna Mangiola, responsabile dell'Help Center diocesano - il Covid-19 non ci ha limitato nella Carità. In particolare, stiamo attenzionando quindici famiglie che vivono nel bisogno. Molte di più sono quelle servite dai Centri d'ascolto parrocchiali. Abbiamo, poi, due crucci: il primo riguarda le docce da installare all'interno di qualche palestra in questo tempo d'emergenza; l'altro è riferito, invece, sono dei posti-letti per i senza fissa dimora: al momento solo undici su sessanta hanno accettato l'invito a non dormire per strada. Mai come in questo periodo sarebbe l'ideale trovare un dormitoio comunale».

I beni di prima necessità distribuiti sul territorio provinciale. «Nessuno si aspettava un'emergenza del genere; per affrontarla bisogna lasciare da parte le proprio "abitudini"; - prosegue Giuseppe Bognoni, responsabile provinciale del Banco Alimentare - noi stiamo continuando ad operare, utilizzando i dispositivi di sicurezza a nostra disposizione. Ci sono alcune difficoltà che, in questo momento, sono ancora più evidenti: ci riferiamo all'approvvigionamento - con alcune consegne "bloccate" - difficoltà che fanno da contraltare alla generosità crescente di alcune aziende che ci stanno dando una grossa mano d'aiuto. Il nostro compito è recuperare e mettere a disposizione: per la prima volta nella nostra storia, ci stiamo consegnando dei pacchi alimentari direttamente ad alcune famiglie in difficoltà».

La difficoltà di far percepire la grande emergenza in cui versiamo. «Chi vive per strada non percepisce questa situazione così drammatica - dice Bruna - più volte ribadiamo la necessità di distanziarsi un metro l'uno dall'altro, ma dopo pochi secondi questa indicazione viene disattesa. Non comprendono il pericolo per loro e per gli altri; c'è un grande sforzo collettivo per far capire l'emergenza che stiamo vivendo. A chi si accosta ai servizi della Caritas vanno aggiunti quanti vivono per strada, li chiamiamo gli "irriducibili". È gente che va compresa, fanno uso di stupefacenti e di alcol. Persone che non vanno lasciate sole, proprio adesso».

ll cuore grande di Reggio e l'eredità del Covid-19 per il volontariato.«Sta venendo fuori l'umanità che è presente in ognuno di noi; - conclude Bognoni che è anche presidente del Csv reggino - siamo costantemente in contatto con gli amici volontari della Lombardia: anche lì, l'operatività continua grazie anche al grande recupero delle eccedenze alimentari. Con le debite differenze, Reggio Calabria sta rispondendo altrettanto positivamente: la nostra più grande eredità è proprio la capacità di donare che ha la nostra Città. Si tratta di un patrimonio da custodire assolutamente: il Coronavirus è una sfida che dobbiamo accogliere che ci misura anche rispetto al significato delle azioni che ogni associazione porta avanti».

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