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Paolo Lambruschi (Avvenire) collegato con noi, via Skype, prova a fare un'analisi rispetto al diffondersi dell'epidemia

[VIDEO] Il Covid visto da Milano: «Fallito il modello sanitario»

di Federico Minniti 25/03/2020

E Milano? Questa è la domanda che si fanno in tanti per testare quanto durerà l'onda di contagio in Lombardia e, di riflesso, nel resto del Paese. Lo abbiamo chiesto, nelle nostre interviste digitali a Paolo Lambruschi, giornalista di Avvenire. Accanto alla situazione lombarda abbiamo provato a capirne di più anche sul versante emiliano grazie all'intervento di Edoardo Tincani, direttore de La Libertà, il settimanale diocesano di Reggio Emilia.
 
Milano, la grande "osservata speciale". «Il vero problema è il numero dei malati asintomatici; probabilmente la percentuale delle vittime è falsata visto che si teme ci siano molti contagiati in più rispetto a quelli censiti. Fatta questa premessa, Milano sta tenendo, nonostante le difficoltà di qualche comune della cintura metropolitana, come Bresso dove ci sono stati tanti morti spesso dettati da un po' di superficialità iniziale. Lo ha ammesso lo stesso sindaco Sala che era uno dei protagonisti di #MilanoNonSiFerma: la Città è stata schiava del suo mito», ha commentato il giornalista di Avvenire.

Il fallimento del modello sanitario "invincibile" della Lombardia. «I conti politici si faranno alla fine, però - afferma Lambruschi - una riflessione sul sistema-Sanità che in Lombardia pensavamo fosse invicibile, però, va fatto. Aldilà delle strutture ospedaliere che stanno dando grande prova di sé, credo stia crollando questo modello che ha annullato il ruolo del medico di base: oggi la medicina territoriale non lavora più, sono solo "prescrittori di ricette". Bene, se ci confrontiamo alla Germania possiamo notare la loro grande capacità di estendere i controlli a domicilio evitando focolai come Codogno in virtù di una ospedalizzazione esasperata. Altrettanto preoccupante è l'assenza di tamponi e dispositivi di sicurezza individuale, una regione come la Lombardia come è possibile?».

Polemiche zero in Emilia-Romagna. «Mi sembra che in Emilia-Romagna siano funzionate mole cose; - sostiene Tincani - la linea di comando sia sta ben chiara così come i sindaci hanno fatto un lavoro di informazione e prevenzione accurato. I numeri iniziano a rallentare, questo è il primo segnale positivo. La provincia più colpita è Piacenza, anche se ultimamente c'è stato un boom a Modena. Per fortuna, il tasso di polemica è molto basso. Vige un grande clime di collaborazione; a livello sanitario, la risposta è buona: a Reggio Emilia sono stati subito predisposti 500 posti-letto che hanno colmato il bisogno finora. La piena, per adesso, ha trovato l'argine pronto».

Autonomia o potere centrale? Cosa serve contro la pandemia. «Sono stato, da sempre, un profondo autonomista, - stigmatizza Lambruschi - però una delle lezioni che stiamo imparando da questa crisi è che la gestione dell'emergenza deve essere centralizzata. Non è possibile fornire risposte diverse da Regione a Regione rispetto alla sanità; però vi invito a fare una riflessione: ce la siamo presa coi Paesi europei che chiudevano le frontiere all'Italia, ma in queste ore ci sono i confini chiusi tra Sicilia e Calabria. In questi contesti solo lo Stato può garantire il diritto alla Salute. Troppe gestioni differenziate hanno favorito l'espansione del contagio».

L'Altra Reggio. La generosità della Caritas emiliana. «Non si contano le donazioni di questi giorni; sta cambiando il concetto di "necessario" e di "superfluo". Quello che preoccupa è la stanchezza collettiva che potrebbe essere la grande prova da sostenere come Comunità;» afferma il direttore del settimanale "La Libertà" «a Reggio Emilia, la Carità vive la quarantena, ma non si ferma. Si sta elaborando una prossimità a distanza. Al momento, per i senza tetto si è preservata la fruibilità di una mensa diocesana con circa 200 pasti quotidiani. Tutti i volontari sono stati dotati dei dispositivi di sicurezza, ovviamente. Sotto il profilo spirituale, stiamo procedendo con la trasmissione in streaming e in tv delle messe: il senso di abbandono non c'è».

Povertà educativa. Le vere vittime sociali del Covid-19. «L'Italia è fatta a marchia di leopardo; ci sono problemi di disconnessione un po' ovunque; c'è uno sforzo eroico del volontariato in questo periodo: chi si domanda dov'è la Chiesa? Ecco una splendida risposta;» conclude Lambruschi «il rischio è quello di perdere la fiducia nell'Istituzione scolastica: non si può accettare tutto questo, Save The Children ha chiesto di sbloccare i fondi dedicati a questo aspetto dal "Cura Italia" è dell'ora di farlo in fretta».

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