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Coronavirus, non mancano le emergenze nell'emergenza sul territorio metropolitano di Reggio Calabria.

Coronavirus. Caritas in azione nelle «trincee» di Saline e Villa

di Redazione Web 26/03/2020

Coronavirus, non mancano le emergenze nell'emergenza sul territorio metropolitano di Reggio Calabria. Negli ultimi giorni, due i fronti aperti: il primo, cronologicamente parlando, riguarda la Zona Rossa, cioè il Comune di Montebello Jonico con particolare riferimento all'area litoranea, nella frazione di Saline Joniche; il secondo - con ben più clamore mediatico - si riferisce al Porto di Villa San Giovanni bloccato dalla diatriba politica tra Calabria e Sicilia.

A Saline, ben 48 circensi sono rimasti bloccati, proprio in virtù dell'ordinanza regionale che inibisce chiunque dagli spostamenti dalla Zona Rossa: immediato l'intervento della Caritas diocesana di Reggio Calabria - Bova che, grazie alla sinergia con Banco Alimentare, Protezione Civile e Polizia metropolitana, ha dato un prima risposta (replicata stamattina) ai bisogno di queste persone (tra cui diversi bambini), in forti ristrettezze economiche. «Ancora una volta - spiega don Nino Pangallo, direttore della Caritas diocesana reggina - il volontariato ha mostrato il volto bello della nostra terra. Questa mattina un nuovo invio di alimenti alle famiglie circensi di Saline grazie alla rete di volontariato del Banco Alimentare (riguarda l'intervista digitale sui servizi di prossimità) e delle risorse messe a disposizione della Caritas diocesana che cura il coordinamento dei servizi di prossimità. Un grazie agli uomini della Polizia della Città Metropolitana guidati da Mimmo Crupi che si sono ritrovati, unitamente al parroco del luogo, don Danilo Nucera e al diacono della Migrantes che cura il settore pastorale dei circensi, Mario Casile, presso il circo al fine di dare sostegno alle famiglie bloccate in questi giorni di quarantena». 

Prosegue don Pangallo: «Si devono, altresi, ringraziare tutti coloro che si stanno impegnando per garantire la formazione scolastica dei ragazzi attraverso le piattaforme telematiche odierne. Tuttavia, per garantire i bisogni di queste famiglie occorrerebbe che le istituzioni pubbliche provvedano a colmare le necessità alimentari e non solo. Non si potrà, infatti, garantire per le prossime settimane l'approvvigionamento necessario». Il diacono Mario Casile specifica: «Appena sarà possibile, il parroco ha dato la disponibilità  di celebrare una messa di ringraziamento sotto lo chapitou. Un'altra buona notizia che è giunta in queste ultime ore: l'unico ragazzo in età scolare, grazie all'impegno dell'assessore Lucia Nucera e al Dirigente Scolastico della scuola primaria di Montebello, può continuare il suo percorso scolastico telematicamente in vista della valutazione finale».

Gli fa eco, Antonino Castorina, consigliere metropolitano delegato alla Polizia Metropolitana che a L'Avvenire di Calabria spiega «siamo una comunità all’altezza della sfida più grande, quella di difendere  la vita che è il bene più prezioso che ci è stato donato.  In questa fase di emergenza, ognuno nelle forme più diverse e diversificate ha dimostrato che c’e’ una città che non si vuole arrendere e che si mette a disposizione di chi ha più bisogno con risorse, con alimenti e con tanta voglia di fare, una città che pensa al noi e non solo all’io, la Caritas ne è esempio lampante ed in generale la Chiesa Cattolica nella persona del Papa e dei suoi ministri a Reggio Calabria come a Roma non ha mai chiuso la porta davanti alle difficoltà».

«Gli agenti della Polizia Municipale e della Polizia Metropolitana - afferma Castorina riferendosi alla sua delega politica -  grazie ad un lavoro silente, ma efficace di Prefetto e Questore, insieme ai volontari della Protezione civile ed alle forze dell’ordine da subito e con grande senso di responsabilità sono stati in prima linea affrontando situazioni di ordinaria e straordinaria amministrazione su tutto il territorio Metropolitano di Reggio Calabria, dalla tendopoli di San Ferdinando, passando per Montebello Ionico e per Villa San Giovanni e senza tralasciare le periferie di Reggio Calabria con un azione di controllo, di supporto e di comunicazione dello stato di emergenza».

Trasferendoci proprio a Villa San Giovanni, spenti i riflettori mediatici, c'è stato chi si è impegnato - rimboccandosi le mani - verso chi viveva una situazione di estremo disagio. «Dobbiamo essere grati a Nuova Solidarieta per l'apporto nell'emergenza delle scorse serate, come al Progetto Amico di Villa che prima notte aveva portato dei vivere», specifica don Nino Pangallo che evidenzia come la cura della prossimità non sia mancata neanche quando la polemica è stata aspra e la tensione era alle stelle. Stefano Patti di Progetto Amico, contattato dalla redazione del settimanale diocesano, ha spiegato come «appena abbiamo ricevuto le sollecitazioni, ravvedendo la gravità della situazione, abbiamo immediatamente predisposto cento "cestini" con un primo, un secondo e dell'acqua. Ci riferiamo alla prima serata, quella dell'emergenza assoluta. Per distribuirli ci hanno aiutato i poliziotti che vivevano con noi questa situazione surreale».

Un'iniziativa che inquadra in un'ampia collaborazione con la Caritas diocesana: «Noi gestiamo un Centro viandanti notturno: in questi giorni è tutto più difficile; non possiamo ospitare i senza fissa dimora, pertanto, stiamo provando ad aiutarli per quanti ci è possibile». Progetto Amico è sostenuta dal cuore pulsante della parrocchia del Rosario a Villa San Giovanni, come Patti sottolinea: «Il nostro è un rapporto prioritario; tanto nasce dal confronto col parroco che ci guida anche sotto il profilo spirituale».

Una Chiesa in uscita, quindi. Nonostante la quarantena, la carità non si ferma. Rimangono permanenti le attenzioni ai senza fissa dimora «urge un logo per le docce e per fare rimanere fermi una dozzina di senzatetto. Se rimangono fermi in luogo coperto non rischiano e non mettono a rischio la cittadinanza» spiega il direttore della Caritas che evidenzia come prosegue il servizio domiciliare ai più fragile, grazie all'aiuto della Croce Rossa (clicca quì per l'intervista alla presidente reggina della Cri).

Un gioco di squadra che vale anche nella preghiera: oggi, la Comunità musulmana prega per la fine della pandemia all'inizio del mese che precede il tempo del Ramadan.

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