accedi | registrati | 29-3-2020

Ninni Tramontana, presidente della Camera di Commercio di Reggio Calabria, e Rosy Perrone, segretario generale della Cisl sul territorio metropolitano provano a rispondere un interrogativo impellente

[VIDEO] Covid-19, quale sarà l'effetto sulla economia reggina?

di Federico Minniti 26/03/2020

Un'economia di per sé fragile messa in ginocchio da una crisi senza precedenti. Come se ne esce dall'emergenza produttiva e occupazionale che scaturisce dal diffondersi dell'epidemia da Covid-19? Lo abbiamo chiesto a Ninni Tramontana, presidente della Camera di Commercio di Reggio Calabria, e Rosy Perrone, segretario generale della Cisl sul territorio metropolitano.
 
Nessun italiano perderà il posto di lavoro per il Coronavirus. «È un'emergenza nell'emergenza; - spiega Rosy Perrone - la prima grande priorità è data dal garantire la sicurezza sul posto di lavoro di quelle aziende che rimangono attive. Per quanto riguarda l'aspetto occupazionale, come sindacati, abbiamo messo in campo tutte le salvaguardie possibili: anzitutto, nessuno può procedere a licenziamenti in questa fase, mentre in tantissimi posso accedere alla Cassa integrazione in deroga per alleviare i datori di lavoro del costo del personale. Questo riguarda l'oggi; sul futuro non è chiaro riuscire a comprendere quali saranno gli effetti sul Sistema Paese di quello che sta accadendo. Quello che auspichiamo è che venga data un'iniezione di liquidità per riattivare i percorsi produttivi. Così come vanno aumentati gli investimenti sotto il profilo di ricerca e innovazione».

L'attenzione alle piccolissime imprese. «È un periodo che il nostro Paese non ha mai vissuto prima; sul territorio metropolitano tutto è più amplificato. Vorrei fare un plauso: tantissimi imprenditori reggini, - svela Tramontana - comprendendo le difficoltà a garantire le condizioni imposte dai diversi Dpcm, hanno deciso di sospendere le attività. Ci sono settori, come quello alberghiero, che per oltre il 70% delle attività hanno già avviato la procedura di Cassa Integrazione in deroga. Per non parlare dell'export che si vede annullati diversi ordini. Tutte le imprese sono in ginocchio, ma c'è chi soffre di più: le imprese a conduzione familiare vanno aiutato in modo particolare, come rete delle Camere di Commercio stiamo valutando un intervento ad hoc».

Il dramma degli esercenti taglieggiati. Se l'Isis ha sospeso l'attività terroristica in virtù del Covid-19, la 'ndrangheta non si ferma. A confermarlo è, in un passaggio della nostra intervista digitale, il presidente della Camera di Commercio di Reggio Calabria: «Alla crisi di liquidità si aggiungono possibili problemi malavitosi, mi riferisco all'usura e al racket, che graverebbero ancor più sulle spalle fragili delle micro-imprese».

Lavoratori a casa, tra paure e smart working. «Rispetto allo smart-working si è sempre fatto un gran parlare, ma non si era mai attivato. Oggi stiamo vedendo che è possibile e che i lavoratori italiani si stanno dimostrando all'altezza di questa sfida innovativa. Nella Pubblica Amministrazione si sta attuando e questo è un fattore che va tenuto anche per il futuro; a noi, invece, preoccupano altri casi in cui è necessario accelerare rispetto ai processi di salvaguardia della salute dei lavoratori: ci sono settori che soffrono la difficoltà di non avere i dispositivi di sicurezza necessari. È quella gente che va ringraziata e tutelata perché consente alla maggior parte di noi di restare a casa».

Puntare sul Made in Italy. «Lancio un appello che non mi è nuovo - specifica Tramontana - ma che in questo momento è quasi vitale: scegliamo di acquistare il Made in Italy e, se ci è possibile, il Made in Calabria. Solo così possiamo aiutare le nostre imprese, valorizzando le loro produzioni e facendo una scelta di campo che può preservare centinaia posti di lavoro».

Aiutare il personale medico e sanitario. Altrettanto accorato è l'appello lanciato da Rosy Perrone rispetto agli uomini della Sanità, molti dei quali sono lasciati alla mercé del caso, senza dotarli dei famigerati Dpi: «Voglio fare un plauso a tutta la forza lavoro degli ospedali e delle strutture sanitarie; l'attività è davvero encomiabile al pari del management che sta mettendo in campo grandi potenzialità pur nelle gravi difficoltà in cui stiamo vivendo. La medicina del territorio, ad esempio, è sprovvista degli strumenti utili per fronteggiare il Covid-19. Occorre intervenire, e farlo in fretta. C'è un fatto paradossale che mi inquieta: i protocolli si fanno, però poi si devono rispettare. Mi chiedo: dove si possono comprare i dispositivi di sicurezza? Non è ancora chiaro. Perché?».

L'impegno produttivo reggino contro l'emergenza. «Partendo dalla Sanità privata, vale la pena evidenziare il proficuo dialogo tra gli imprenditori del settore e i vertici della Sanità pubblica; ci sono aziende che si sono rese disponibili ad aiutare gli ospedali nella gestione di questa emergenza; - conclude Tramontana - rispetto ad attività che stanno convertendo la produzione a favore delle misure contenitive del'emergenza. Ci sono aziende sul territorio che si stanno rigenerando e che stanno producendo mascherine destinate alla collettività attenendosi alle indicazioni dell'Istituto Superiore di Sanità».

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