accedi | registrati | 1-6-2020

Elisabetta Soglio è la responsabile dell'inserto del Corriere della Sera dedicato al mondo del Terzo Settore

La direttrice di Buone Notizie: «Ricostruzione parta dal Welfare»

di Federico Minniti 01/04/2020

Elisabetta Soglio è la responsabile dell'inserto del Corriere della Sera dedicato al mondo del Terzo Settore. Alle prese con la sua redazione «domestica», come tutti i colleghi di Via Solferino, ci ha aiutato a sbirciare attraverso le fessure - essenziali - dei servizi ai più fragili per capire cosa accadrà alla fine dell'emergenza. Tante necessità, moltissime proposte che - dal laboratorio di giornalismo sociale - si moltiplicano in tutta Italia

Un tempo che, una volta finito, non ci lascerà uguali. «C'è ancora un clima molto surreale; siamo abituati a una Milano in grande fermento e invece siamo costretti a questo inevitabile e doveroso momento di "pausa" forzata. Però esiste la voglia molto forte di non chiudersi sotto il profilo dell'approccio all'altro: c'è un grande desiderio di solidarietà che già cammina sulle gambe dei singoli al pari delle grandi organizzazioni. In trent'anni che faccio la giornalista, mai avevo avvertito una sensazione di smarrimento così forte».

"Cura Italia"? Senza Terzo Settore resteranno troppe ferite aperte. «Ci sono due aspetti da evidenziare: la varietà e la quantità di storie di solidarietà che ci vengono segnalate quotidianamente; e poi c'è una riflessione politica che non possiamo esimerci di fare: il Governo non può non tenere conto che il Welfare in questo Paese si basa sulle organizzazioni del Terzo Settore. E coinvolgerle non vuol dire soltanto convocarle se e quando vengono distribuiti dei fondi, ma occorre chiamare i rappresentanti di queste reti per confrontarsi sulle azioni da porre in essere per evitare che ci sia il collasso dei servizi ai poveri che rischiano di essere ancora più emarginati».

Povertà educativa, il rischio della deriva solitariata dei giovani dei "quartieri difficili". «È questo il momento in cui i ragazzi senza strumenti rischiano di restare da soli. Ovviamente ci sono aree del Paese, specie nel Mezzogiorno, che meritano un'attenzione in più. Alcuni bambini potrebbero essere "tagliati fuori" dal loro diritto all'Istruzione: fasce intere di territorio dove questa peculiarità è affidata soltanto alla buona volontà di insegnanti ed educatori. Di recente, Carlo Borgomeo, presidente di Fondazione con il Sud, ha lanciato la proposta di un fondo speciale per il Mezzogiorno: questo è il momento opportuno affinché lo Stato provi a dare dimostrazione di sé in questi territori».

Riforma del Welfare in Calabria attesa da 20 anni e "congelata" dalla nuova Giunta. «Parliamo di un'Italia a doppia velocità ed è un fatto indubbio. Senza entrare nel dettaglio politico della vicenda, si evidenziano le lacune che sappiamo già esistere: chi amministra deve capire che il problema principale non sono i fondi. Anzi! La prima discussione da intavolare riguarda l'approccio culturale al Welfare: occorre uscire dalla logica dell'assistenzialismo che attanaglia le Istituzioni pubbliche. Serve un approccio strutturato e strutturale per affrontare, insieme, le emergenze che riguardano i cittadini più fragili».

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