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Quest’anno papa Francesco invita a riflettere sul brano di Luca “Giovane dico a te alzati” in vista della giornata mondiale di Lisbona 2022

Il videomessaggio di don Michele per la Giornata della Gioventù

L'intervento del responsabile della pastorale giovanile in occasione della celebrazione diocesana della Gmg

di Redazione Web 03/04/2020

Il direttore dell’Ufficio di Pastorale Giovanile della diocesi, don Michele D’Agostino, si rivolge a tutti i giovani in vista dell’appuntamento di domenica prossima con la celebrazione diocesana della Giornata mondiale della Gioventù, che per cause di forza maggiore quest’anno sarà inevitabilmente diversa.

Il suo messaggio è affidato alla rete, in un video sui social: «Desidero insieme a tutto l’ufficio di pastorale giovanile e la consulta farvi arrivare tutta la nostra vicinanza e il nostro affetto in questo tempo particolare che stiamo vivendo. Un tempo dal quale sono certo che Dio tirerà fuori cose grandi come dopo ogni tempo di crisi e in ogni tempo di crisi. Sicuramente il Signore sfrutterà questi giorni per parlare al nostro cuore e approfitto di questo saluto di questa vicinanza per ricordarvi che il 5 aprile, domenica delle Palme celebreremo comunque la Giornata mondiale della Gioventù che come sapete ogni anno si vive a livello diocesano in attesa di quella internazionale che per noi sarà a Lisbona in Portogallo nel 2022». 

«Vi invito già da ora a pensarci e programmarvi con la mente e con il cuore a vivere questa esperienza bella che è un’opportunità per cambiare anche la nostra vita o quelle parti che hanno bisogno di coraggio. Il tema per la Giornata mondiale della gioventù di Lisbona sarà: “Maria si alzò e si mise in viaggio”. E per prepararci a questo evento papa Francesco ci consegna per ogni anno dei passi biblici che possano aiutarci ad arrivare a Lisbona con un passo più deciso e un cuore più attento e innamorato».

«E allora quest’anno papa Francesco ci chiede di riflettere sul brano di Luca “Giovane dico a te alzati”. È un brano bellissimo come potete immaginare, il tema è quello di alzarsi, di mettersi in piedi. Maria si alzò e Gesù dice ai giovani: “dico a te alzati”. Gesù lo dice a un giovane che è morto da qualche giorno quindi è in uno stato di morte appunto, di immobilità. E a quel giovane Gesù si rivolge direttamente, ascolta il grido di una madre addolorata, il pianto, e ha un cuore attento e misericordioso come ha per la nostra vita soprattutto in questo tempo in cui siamo costretti a stare in un luogo dove non vorremmo forse stare così per tanto tempo».

«Ma è un tempo buono per sentire questa voce, dobbiamo mettere a tacere le altre, tutte quelle voci che disperdono e non uniscono. Non fanno bene alla nostra unità, alla nostra vita. Lo capiamo da come ci sentiamo, da come anche ci rivolgiamo a chi abbiamo accanto: Gesù desidera scuotere il nostro cuore e allora noi lasciamoci scuotere dall’amore, da questo amore che non trattiene e non costringe ma rende liberi. Un amore che vuole far risorgere».

«Questo “alzati” è un verbo della resurrezione, del mettersi in piedi, di chi ha deciso fermamente che vuole vivere, che desidera vivere, di chi sceglie la vita. Allora non subiamo questo tempo ma sfruttiamolo, cogliamone i frutti per la vita, per vivere e prepariamoci così in questa domenica delle Palme in cui Gesù va incontro alla sua passione e alla sua morte perché è certo che ci sarà la resurrezione e da risorto oggi parla a noi».

«Siamo seguaci di un Dio che è risorto, di un Cristo che è stato rimesso in piedi dall’amore e adesso desidera farlo con noi. Nessuna ferita possa rallentare la tua vita, ma camminiamo noi sui passi lenti dell’amore. La lentezza bella che forma che nota i dettagli e le sfumature della vita. Chi corre non può notarli ma chi va col passo lento riesce a cogliere la bellezza che gli sta intorno. Giovane dico a te alzati, proprio a te e a nessun altro perché Dio ha bisogno di parlare con te, col tuo cuore, di dare un senso alla tua vita».

«Quel senso che forse per troppo tempo hai dato per scontato o hai stabilito tu e ha portato a dei fallimenti, a delle cadute. Ma non importa, importa lasciarsi rialzare dall’amore, ma dall’amore vero. Molti proveranno a rialzarci, molti anche idoli che in realtà non vogliono la nostra vita ma vogliono usare la nostra bellezza per ingrandirsi loro. Il dio di Gesù Cristo da la vita sua per noi perché noi abbiamo la vita. Allora liberiamoci in questo tempo da tutte quelle cose che non ci danno vita ma ce la chiedono solamente. Dio da, chiede per dare».

«Chiede la vita ma per ridarcela in abbondanza, per ridarcela ricolma della gioia piena. Allora sfruttiamo questo tempo e allunghiamo lo sguardo verso quell’orizzonte di pace che solo Dio può darci e nessun altro. Quel Dio che è l’amore bello e grande che non trattiene, non costringe ma rende liberi. Seguiteci in questo tempo in cui ci faremo vivi con le varie iniziative in preparazione alla GMG ma per tante altre belle cose che abbiamo in programma, solo insieme ci si salva».

«Ci si salva da quella disperazione piccola o grande che ciascuno di noi attraversa nel suo cuore e che è inevitabile, ma insieme Gesù ci salva perché ci ama. E noi siamo figli amati, amati sempre e comunque nonostante la nostra storia, i nostri peccati, tutto quello che ci appesantisce. “Giovane dico a te alzati”, lasciamoci risollevare dall’amore vero, dall’amore bello, Gesù»

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