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L'Osservatorio Disagio Abitativo torna sulla questione rimasta aperta, mentre i volontari delle associazioni segnalano l'emergenza

Va affrontato il problema del ricovero per i clochard a Reggio

di Redazione Web 07/04/2020

«La pandemia da Coronavirus, tra i diversi limiti del sistema, ha evidenziato nella nostra città la mancanza di strutture comunali destinate ad offrire un ricovero alle tante persone senzatetto presenti sul territorio».

È il commento delle associazioni aderenti all’Osservatorio Disagio Abitativo: Un Mondo Di Mondi - CSOA Angelina Cartella - Società dei Territorialisti/e Onlus - Centro Sociale Nuvola Rossa - Comitato Solidarietà Migranti - Reggio Non Tace - Collettiva AutonoMia.

«Se è necessario stare dentro la propria casa per impedire il diffondersi del contagio, sono invece tante le persone senza fissa dimora che continuano a vivere e dormire all’aperto, rimanendo esposte all’infezione oltre che ad ogni sorta di intemperie».

L’Osservatorio sottolinea in particolar modo la situazione esistente attorno all’area della Stazione Centrale peraltro già segnalato anche dalle associazioni operanti in queste settimane sul territorio per gestire gli aiuti in strada nell’emergenza (la foto è stata scattata ieri da alcuni volontari ad un clochard che li ringraziava per l’acqua e il cibo, insieme ad uno spazio “sicuro”)

Solo pochi comuni come ad esempio Palermo, scrivono le associazioni hanno affrontato di petto la questione mentre in generale il problema resta. Qui, scrivono «il dormitorio pubblico come struttura permanente per le persone senza fissa dimora è una delle questioni di politica abitativa che da anni viene richiesta al Comune di Reggio Calabria, perché i dormitori privati non riescono a soddisfare la domanda esistente».

In passato «una iniziativa provvisoria è stata adottata dal Comune un anno fa per affrontare l’emergenza freddo. Un gruppo di persone sono state ospitate in una struttura nella zona di Pietrastorta, ma nel mese di marzo 2019, dopo il periodo di freddo più intenso, è stata chiusa».

Di fatto dunque se ne è discusso sempre tanto, chiosano, ma nessuna risposta concreta è ancora stata trovata.



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