accedi | registrati | 7-7-2020

Secondo l'ex presidente del Consiglio regionale calabrese «ci troviamo di fronte a una situazione senza precedenti che sta paralizzando il sistema scolastico nazionale»

Scuola, Irto: Stato e Regioni investano di più e siano ambiziosi

di 14/04/2020

«La crisi del Covid-19 ha svelato come l’Italia, oggi, stia pagando un prezzo molto alto nei settori fondamentali in cui lo Stato dovrebbe garantire servizi ai cittadini. Se ciò è eclatante nel campo della sanità, rispetto alla quale più volte negli ultimi anni ho espresso la necessità di un ritorno alla competenza esclusiva statale, è senz'altro evidente anche nella scuola, che esige un impegno straordinario della mano pubblica». Lo afferma il consigliere regionale della Calabria Nicola Irto (Pd), che aggiunge: «Senza investimenti congrui nell’istruzione, la politica dimostrerebbe di non aver colto lo stravolgimento provocato dal coronavirus, né le questioni essenziali legate all’emergenza in atto, che si pongono come dirimenti per affrontare il futuro».

Secondo Nicola Irto, «ci troviamo di fronte a una situazione senza precedenti che sta paralizzando il sistema scolastico nazionale. La riapertura delle classi a settembre, di cui peraltro non si ha neppure certezza, e che risulta per molti aspetti inevitabile nell’ambito delle politiche di contenimento del contagio da coronavirus, avrà ripercussioni pesanti. Proprio per questo è necessario che lo Stato e le Regioni intervengano subito per pianificare - con cura e senza lesinare risorse - i nuovi requisiti infrastrutturali del sistema scolastico, prevedendo misure idonee a garantire l’attività didattica nello scenario nuovo in cui, con ogni probabilità, ci troveremo a vivere dai prossimi mesi». 

Il consigliere Pd dell’assemblea di Palazzo Campanella sollecita, in particolare, «la giunta regionale della Calabria a mettere in campo un piano per la scuola realmente ambizioso, che non si limiti alle misure annunciate finora, destinate ad attenuare solo in parte le effettive esigenze del mondo dell’istruzione.  Per quanto importante, l’acquisto di pc e tablet, che sarà possibile grazie al Por che abbiamo scritto nella passata legislatura, non sarà sufficiente a far fronte alla complessità del futuro che ci attende. Si rendono necessari interventi infrastrutturali per l’innovazione tecnologica, che pongano come orizzonte – già delineato proprio nel Por - la diffusione della società della conoscenza mediante lo sviluppo di piattaforme web e risorse di apprendimento online. Occorre accelerare - e la Regione ha già in mano gli strumenti amministrativi e finanziari necessari - il processo di digitalizzazione e la sperimentazione di soluzioni didattiche innovative. Su tutto si pone l’esigenza di ridurre, innanzitutto sul piano delle infrastrutture di rete, il digital divide che ancora oggi colpisce troppi Comuni del nostro territorio, a cominciare dalle aree interne. Tale fenomeno, infatti, sommandosi all'ulteriore divario digitale creato dalle disuguaglianze sociali, nell'ambito della didattica a distanza rischia di aggravare il problema della dispersione scolastica che, in Calabria, riguarda uno studente su cinque».

Irto chiede inoltre «un ripensamento complessivo degli interventi in edilizia scolastica, non solo in termini di riqualificazione energetica e messa in sicurezza antisismica, ma anche di garanzia degli spazi necessari per il distanziamento sociale. Così, tra l’altro, si rimetterebbe in moto il settore edile che oggi è tra i più colpiti dalla crisi economica».

In questo contesto, ad avviso del consigliere regionale democratico, «il governo nazionale non potrà venire meno all’impegno, di cui si discute in queste ore, per assicurare alla scuola una dimensione in linea con il valore delle tante professionalità che garantiscono il funzionamento di questa istituzione del Paese, ormai quasi distrutta dalle politiche dissennate degli ultimi 25 anni. Per sostenere la scuola italiana non basteranno interventi circoscritti, ma servirà un vasto piano di intervento, basato su una visione di lungo periodo che non trascuri i bisogni concreti del suo personale, a cominciare dal rinnovo del contratto nazionale».  

 

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