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Nessuna ulteriore restrizione per gli uomini in clergyman che potranno tranquillamente recarsi presso le proprie parrocchie

Spostamenti dei sacerdoti per le messe, c'è l'ok della Regione

di Redazione Web 16/04/2020

Andare in parrocchia non è reato, arriva la nota esplicativa della Regione Calabria per i Ministri di culto. Ormai i fedeli si stanno abituando - vista l'emergenza - alle messe in streaming, ma qualcuno aveva il dubbio sulla legittimità o meno degli spostamenti dei sacerdoti per recarsi - da casa propria - alle Chiese per celebrare a porte chiuse. Interrogativi fugati dal Dipartimento della tutela della Salute della Regione Calabria che «relativamente ai Ministri del culto, è consentito recarsi presso il luogo di competenza, assimilato ad esigenze lavorative, per il solo tragitto abitazione-luogo di culto e senza la possibilità di avere contatti con i fedeli».
 
Nessuna ulteriore restrizione, quindi, per gli uomini in clergyman che potranno tranquillamente recarsi presso le proprie parrocchie senza incorrere in alcuna sanzione. La Regione Calabria, inoltre, torna a ribadire quanto espresso dai Dpcm governativi: «Le celebrazioni liturgiche non sono in sè vietate, ma possono continuare e svolgersi senza la partecipazione dei fedeli», ma comunque alla presenza «dei soli celebranti e degli accoliti necessari per l'officiatura del rito, in quanto si tratta di attività che coinvolgono un numero ristretto di persone e, attraverso il rispetto delle opportune distanze e cautele, non rappresentano assembramenti o fattispecie di potenziale contagio».
 
Ed ancora che «in questa fattispecie evidentemente i ministri celebranti ed i partecipanti che intervengono in forma privata, in linea con il parere del Dipartimento della pubblica sicurezza, avranno un giustificato motivo per recarsi dalla propria abitazione alla sede ove si svolge la celebrazione medesima e, ove coinvolti in controlli o verifiche da parte delle Forze di polizia, attraverso l'esibizione dell'autocertificazione o con dichiarazione rilasciata in questo senso agli agenti accertatori, non incorreranno - conclude la nota della Regione Calabria - nella contestazione e nelle relative sanzioni correlate al mancato rispetto delle disposizioni in materia di contenimento dell'epidemia Covid-19»

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