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L'incontro di inizio anno si è sviluppato sui temi delle valutazioni e delle proposte di programmazione futura

La Caritas di Reggio a lavoro ad Atene e Tinos

di Redazione Web 16/01/2017

Anche per l’anno 2017 continuano le attività sviluppatesi in questi ultimi due anni di relazione solidale tra la Caritas diocesana di Reggio Calabria e quelle greche (Atene e Tinos). L’incontro di inizio anno, a Tinos e Atene, si è basato principalmente su mettere in comune risultati, valutazioni e proposte di programmazione futura, ed in questi contesti ecclesiali abbiamo condiviso momenti di riflessione e di confronto. Il primo momento condiviso è stato nella sede Arcivescovile di Tinos con la presenza di S. E. Mons. Nikòlaos Printezis Arcivescovo di Naxos – Silos – Tinos – Miconos, e del Consiglio Direttivo della Caritas Diocesana di Tinos. In questa circostanza S.E. ci rilascia una breve ma intensa comunicazione/intervista, che viene integrata il giorno dopo, in una udienza privata, sull’attuale situazione dei profughi a Lesbos. “Ormai da diversi anni si stanno intensificando i rapporti tra la nostra Arcidiocesi e l’Arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova grazie al gemellaggio delle rispettive Caritas. Grazie a queste relazioni fraterne stiamo conoscendo sempre più una Chiesa viva che cresce nella comunione e nel servizio ai fratelli. Le nostre Caritas diocesane si trovano a fronteggiare questo momento storico così particolare, segnato dalla guerra in Siria, dalla grave crisi economica e il conseguenziale fenomeno dei profughi”. Oltre la vicinanza geografica, S. E. svolge il Suo ministero Episcopale come Amministratore Apostolico nelle tre isole greche sud – orientali, più estreme: Lesbos – Chios e Samos. Conosciamo l’impegno pastorale che lo porta non soltanto a provvedere ai bisogni dei fedeli della Sua Arcidiocesi ma anche a queste isole più lontane.

P. Nikòlaos può parteciparci di questa realtà e cosa è cambiato dopo la visita di Papa Francesco e di S.S. Bartolomeo I°?

“A Lesbos, isola greca a pochi Km dalla Turchia, paradiso per i turisti, ora tappa per i disperati in fuga dalla guerra in Siria, Afghanistan, Iraq, ogni settimana approdano circa 5000 persone, dalla Turchia via mare. Centinaia di uomini, donne e bambini in cerca di un futuro migliore in Europa”. L’Arcivescovo Printezis riferisce, dopo una recente visita, che sono circa 4500. “Quando è venuto il Papa erano 3500. Ma il papa ha potuto visitare soltanto 500. I profughi, racconta Mons. Printezis, si sentono detenuti raccolti in centri di prima accoglienza in condizioni disumane, specialmente, ora in queste condizioni metereologiche sfavorevoli e per la neve sopraggiunta. Gli ammalati vivono per terra, un Hotel ha messo disposizione i propri locali per accoglierli, ma la maggior parte resta fuori. Le conseguenze della crisi economica ricadono sulle fasce più deboli della Grecia più ancora sui profughi. E ammirevole come la comunità cattolica di Lesbos, viene in soccorso di questi e in particolare ai 50 cattolici profughi. Questi si pagano il biglietto del pullman per partecipare alla S. Messa. Tutti i cittadini dell’isola si stanno prodigando nell’aiuto al soccorso e all’accoglienza delle migliaia di rifugiati. Si sa che per questo motivo, esiste una petizione online per candidare al premio Nobel gli abitanti di Lesbos. Molte organizzazioni non governative e giovani volontari stanno partecipando a questa gara di solidarietà”.

Qual è l’impegno delle Caritas?

“Negli ultime tre anni oltre alle Caritas Europee anche le Caritas di oltre Oceano stanno facendo un ottimo lavoro”. Parole di elogio per le Caritas gemellate, quella di Foligno e quella reggina. Quest’ ultima impegnata, negli ultimi anni, in un progetto di formazione di formatori di operatori Caritas che già sta dando fruttuosi risultati. L’Arcivescovo Nikòlaos Printezis ne parla con una punta di orgoglio, vedendo come la carità fraterna feconda iniziative non soltanto dentro la propria Arcidiocesi ma anche nelle isole più lontane. A Tinos la Caritas si sta strutturando in modo più efficiente, sta organizzando la nuova sede diocesana, sta coinvolgendo diversi volontari (adulti e giovani). In questo ultimo anno ha avviato, in alcuni locali dati in uso dalla Parrocchia di San Nicola, un Centro di Ascolto Diocesano. I primi interventi sono stati sostenuti con molta partecipazione dalle parrocchie locali ma anche la nostra Arcidiocesi ha offerto un contributo con la raccolta dell’Avvento di Fraternità.

L’impegno di Caritas Hellas?

Anche la Caritas Greca, ci ha edificati con la testimonianza dell’entusiasmo degli operatori, ad Atene, oltre alla formazione, abbiamo assistito a due momenti particolari, animati insieme agli operatori delle isole. Questi si riuniscono una volta alla settimana, il giovedì sera per il servizio di assistenza ai senza tetto. Distribuire qualche indumento o bevanda calda è l’occasione di stringersi in un abbraccio fraterno, qualche sorriso e qualche parola. Per noi reggini non è difficile comunicare in italo-greco-anglo-fraterno. Non dimenticheremo mai un gruppo di clochard che, gradita la nostra visita, ci ha accolti con musica italiana diffusa dai loro mezzi audio fonici (un video radio con le piccole casse di amplificazione). Infine come ultimo momento, molto emozionante, è stato nel salone della parrocchia Armena – cattolica, dove Padre Joshif, incaricato dal Patriarcato Armeno – cattolico, ci ha raccontato della drammatica situazione in Siria, ma soprattutto la distruzione e le macerie della città di Aleppo. Ci ha mostrato come è facile mettere insieme, anche grazie agli operatori Caritas, volontari e profughi di diversa nazione, religione e confessione. Iniziativa edificante: ogni quindici giorni in questo centro di accoglienza si dà una cena e si prega insieme cristiani e musulmani in forme diverse. Si scopre alla fine, come in ogni Missione, che siamo più noi che ne usciamo arricchiti, che loro.

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