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Si tratta di una studentessa sedicenne del Liceo Scientifico ''Gemelli-Careri'' di Oppido Mamertina coadiuvata dal professore di Arte

«Caro Virus, ti scrivo...», successo per il video di una reggina

di Redazione Web 21/04/2020

di Annalisa Locatelli * - La Calabria fa sentire la sua voce … a distanza, come le nostre vite in questo momento drammatico e surreale. Sonia Foti, studentessa sedicenne del liceo scientifico “Gemelli Careri” di Oppido Mamertina decide di rompere gli argini dell’isolamento con un messaggio che spegne parole buie come tristezza, malattia, paura, per accenderne una sola, speranza.

I pensieri di Sonia hanno bisogno di una mano per riuscire ad andare oltre il vetro della sua finestra, per raggiungere i coetanei e contagiarli, proprio così, contagiarli col virus dell’ottimismo della fiducia nel futuro. Così chiede aiuto al suo professore di Arte, Pietro Adorato, disegnatore della “Magmanimation”, una realtà emergente di animazione del Sud, un piccolo gruppo di creativi con i loro progetti, che di speranza, certo, se ne intendono. Pietro non ci pensa due volte, colpito dalle parole della sua alunna si mette al lavoro, butta giù un piccolo cortometraggio, traduce le idee in animazione. Il video va sui social, è condiviso è virale come una pandemia.

Una storia semplice questa, che sa di scuola, una scuola ostinata, che funziona anche a distanza. Una didattica strana, tradizionale e tecnologica insieme: un’adolescente che riflette sulla pagina di Storia che sta vivendo suo malgrado, sul significato degli eventi tra passato e presente, e si interroga - e ci interroga - sul domani, una domanda che oggi fa paura; e un prof. che risponde, regala il suo tempo, la aiuta a trovare un senso, a trasformare il presente surreale in un futuro reale, possibile.

Non spiega nulla il docente, non c’è tempo per le teorie, le mostra come si fa, come si usa il linguaggio multimediale: musica, parole e immagini non si sovrappongono, si integrano, si fondono in un messaggio inequivocabile e potente. Un apprendistato cognitivo vero, efficace, perché dettato dal bisogno urgente di comunicare il disagio, le emozioni. Una metodologia che è arte, non si impara dai manuali. E il messaggio funziona, si fa ascoltare: convince. «Eravamo felici e non ce ne siamo mai accorti». «Mi mancano i miei nonni», «mi manca ridere insieme agli amici», «mi manca la scuola, non avrei mai pensato di dirlo».

«Saremo poche righe della pagina di un libro di storia?». Quest’ultima domanda ci spiazza, ci fa tremare, ma è Sonia stessa a rispondere, con la saggezza dei suoi sedici anni cresciuti in fretta in questi giorni di quarantena: «Siamo molto più di questo, siamo un popolo con una forza di volontà».

E poi chiude, con una lettera al virus. Lo interpella, lo guarda in faccia, il killer invisibile, lo minaccia con una promessa che noi tutti dovremo mantenere: «Caro virus, ti prometto che ti scriverò prima possibile per dirti che ti abbiamo sconfitto, che non fai più parte di nessuna delle nostre vite. Che con il tempo, uno ad uno, rinasceremo più forti di prima. Non tornerai più! Viaggio di sola andata senza ritorno. Come ne sono convinta? Beh, saremo tutti persone più buone, ci aiuteremo l’un l’altro perché il bene prevale sempre sul male: mi dispiace per te, ma è così. Goditi questo periodo infernale perché sarà solo un brutto e triste ricordo. Una ragazza di sedici anni che porta con sé tanta speranza!».

* docente del "Gemelli Careri" di Oppido

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