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Le aree naturali lungo tutta la penisola sono pronte e si stanno organizzando a dare il proprio contributo per la popolazione dopo la lunga fase di lockdown

Parchi italiani aperti in sicurezza per la rinascita in "Fase 2"

di Redazione Web 23/04/2020

Il Consiglio direttivo di Federparchi non ha dubbi: le aree naturali protette possono svolgere un ruolo fondamentale per la ripresa delle attività nella “Fase 2”. Così arrivano due proposte sul tavolo del governo e della task force. «La stragrande maggioranza degli italiani che responsabilmente sono rimasti a casa – spiega Federparchi - avrà bisogno di ritrovare il proprio equilibrio così come le attività economiche devono ripartire in sicurezza. In questo i parchi, quando verrà il momento, sono pronti a dare il loro contributo».

Così al via “Parchi aperti: prenota il tuo parco”. Se è vero che è «scientificamente provato che gli ambiti naturali - parchi, giardini, boschi – svolgono una funzione terapeutica data dal contatto umano con le piante: è riconosciuto non solo il beneficio antistress e antidepressivo ma è anche ampiamente dimostrato come alcuni agenti chimici emessi dalla flora stimolino attivamente il nostro sistema immunitario, rafforzando le performance complessive dell’organismo e incrementando le funzioni di difesa».

Federparchi propone di utilizzare «in tutta sicurezza e con rigorose forme di controllo» le aree naturali protette come spazio vivibile e capace di ricreare un positivo rapporto con la natura. «Siamo in grado di fornire – attraverso le sedi dei parchi o i comuni che aderiranno a questa proposta - una soluzione informatica che permetta, anche dallo smartphone, di collegarsi al parco di riferimento vicino casa, di trovare gli spazi disponibili, di ottenere l’autorizzazione per un tempo controllato, di tenere le distanze di sicurezza. È ovvio che tale sperimentazione dev’essere autorizzata nei decreti di prossima emissione, consentendo ai parchi, ma anche ai comuni, di accedere al progetto».

Quindi i Parchi e i comuni potrebbero definire agende, percorsi, luoghi e orari di visita, per consentire ai cittadini di muoversi in forme contingentate all’aria aperta, recuperare energie fisiche e psichiche, rafforzare organismo e sistema immunitario e scaricare le tensioni emotive dovute al difficile momento che tutti stiamo vivendo.

La seconda proposta ha per titolo “Parchi motori di sviluppo sostenibile: estendere le Zea a tutte le aree protette”. Federparchi sottolinea che «il sistema dei parchi nella sua articolazione (nazionali, regionali, aree marine, Natura2000, riserve statali e similari) costituisce un modello di riferimento per lo sviluppo sostenibile e che tale impianto, alla luce anche dei mutamenti climatici e della stessa pandemia, dovrebbe costituire la direzione di marcia per una nuova economia globale più a misura d’uomo; con particolare riguardo va posto alla dimensione internazionale ed europea».

In questo contesto Federparchi propone, per quanto riguarda le politiche ambientali del nostro Paese «l’estensione delle Zea (zone economiche ambientali, con fiscalità di vantaggio e incentivi per azioni economiche fondate sulla sostenibilità) a tutte le aree protette istituite ai sensi della legge 394; ampliandone quindi l’applicazione oggi prevista per i soli parchi nazionali. Uno strumento aggiuntivo per far fronte alla crisi economica che si aggiunge a quella sanitaria».

Dunque «passeggiare nei boschi e nei prati, in pianura come collina come in montagna, camminare in riva al mare, ci aiuterà a ripartire comprendendo quanto ci è utile la natura che ci circonda e quanto è ricco e prezioso il patrimonio di flora, fauna e biodiversità che appena “fuori casa” abbiamo a disposizione». Per questi motivi Federparchi chiede al governo un impegno affinchè anche le aree naturali protette possano attivamente contribuire alla ripartenza dell’Italia.


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