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"Il coraggio di sognare" riprende il suo cammino con tante novità alla luce dell'emergenza Coronavirus e le operatrici volontarie impegnate sul campo

La Caritas diocesana riattiva il progetto di servizio civile

di Redazione Web 28/04/2020

La Caritas Diocesana dal 20 aprile scorso ha riattivato il progetto di servizio civile: "Il coraggio di sognare" dopo la sospensione per l'emergenza sanitaria. Il progetto, per esigenze di sicurezza, ha subito una totale rimodulazione delle sedi, degli obiettivi e delle attività, infatti le sei ragazze sono state ricollocate in altre sedi per svolgere il loro servizio.

Le volontarie hanno risposto con entusiasmo alla riattivazione del progetto, manifestando piena disponibilità ad impegnarsi con zelo in questo momento così difficile del nostro territorio diocesano. «Il servizio civile cambia la vita tua e quella degli altri» non è solo uno slogan ma è la concretezza dell'aiuto alle persone in difficoltà, è aprire un cuore nuovo rigenerato alla speranza.

Al Centro di ascolto mons. Italo Calabrò di Archi le tre ragazze sono impegnate in questa fase nel disbrigo di piccole faccende per persone anziane o bisognose come fare la spesa, acquisto farmaci, consegne a domicilio di diversi beni. Allo stesso tempo le volonatrie sono operative con supporto all'attività di solidarietà alimentare quindi il rapporto con i nuclei beneficiari, distribuzione dei beni alimentari o dei buoni spesa. Parallelamente si occupano dellala gestione delle donazioni della raccolta di materiale: verifica, stoccaggio, confezionamento e distribuzione.

Scrivono le tre operatrici volontarie: Vittoria Cannatella, Serafina Cortese e Giovanna Mandarino: «Nuova avventura presso il Centro d Ascolto don Italo Calabrò nel quartiere di Archi durante l'emergenza Coronavirus. Veniamo subito accolte calorosamente dalle suore Francescane Alcantarine e dalla nostra Olp Suor Loriana che, con affetto e pazienza, ci hanno messo dinanzi ad una nuova e meravigliosa realtà, facendoci riscoprire la bellezza del servizio. La preparazione e distribuzione dei pasti ci ha dato la possibilità di fornire un contributo concreto ai più bisognosi soprattutto in questo momento di particolare difficoltà e ci ha arricchito sotto ogni punto di vista nello spirito di don Italo Calabrò "Nessuno escluso mai".

Per quanto concerne il servizio al Centro di ascolto e osservatorio delle povertà, le attività sono svolte in remoto e comprendono attività di comunicazione istituzionale e sportelli informativi. Soprattutto  supporto all'attività di solidarietà alimentare, rapporto con i nuclei beneficiari, distribuzione dei beni alimentari o dei buoni spesa. Scrive l'operatrice volontaria, Rita Diano: «La mia è un’esperienza un pò diversa rispetto quella delle mie colleghe. A causa del Coronavirus il mio servizio si è un pò stravolto, in quanto prima lo svolgevo in una casa d’accoglienza per disabili mentali, mentre adesso svolgo servizio call-center direttamente da casa. Anche se quest’attività si fa tramite telefono, sembra di toccar con mano la realtà che ci circonda in questo periodo di enorme difficoltà dal punto di vista economico. Le persone povere sul nostro territorio sono tante e tutti hanno bisogni di vario genere. Sono contenta di poter dare una mano a tutte queste persone sole e che non sanno a chi rivolgersi»

In ultimo ma non certo per importanza, all'Emporio Genezareth - Un Riparo dalla crisi, le due ragazze sono impegnate nel disbrigo di piccole faccende per persone anziane o bisognose, come: spesa, acquisto farmaci, consegne a domicilio di diversi beni. Parallelamente supportano l'attività di solidarietà alimentare curando il rapporto con i nuclei beneficiari, la distribuzione dei beni alimentari o dei buoni spesa. Infine quindi la gestione delle donazioni della raccolta di  materiale, verifica, stoccaggio, confezionamento e distribuzione.

Scrivono Anna Bruzzano e Giada Emilia Rodà: «Data l'emergenza del Covid-19, abbiamo intrapreso una nuova e significativa avventura presso l'Emporio collocato a Riparo/Cannavó. Siamo state accolte cordialmente dalla nostra Olp Angela Mattia Branca e dalle volontarie che fanno servizio presso l'Emporio. Sin da subito ci hanno messo a nostro agio e contemporaneamente facendoci scoprire realtà nuove e diverse, rispetto al progetto che avevamo intrapreso prima. Con l'aiuto alimentare e non solo, diamo un'opportunità a tutte quelle famiglie bisognose ad avere una loro dignità. "Un Riparo per la crisi" non poteva esserci frase più adatta di questa. Un "riparo" noi, che facciamo servizio all'Emporio, lo diamo a chi ne ha bisogno, non solo alimentare, ma anche umano»

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