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Scrive Pazzano: «questa crisi si abbatterà con ancora più violenza su un Sud, una Calabria, già provati e distanti economicamente e socialmente dal resto dello Stivale e d’Europa»

La Strada: 10 punti per ricostruire Reggio e la Calabria

di Redazione Web 04/05/2020

L’associazione La Strada con il suo candidato sindaco Saverio Pazzano, alla luce della “fase2” propone un manifesto per la ricostruzione in dieci punti. «All’esordio della cosiddetta Fase 2 sentiamo la necessità di avviare un ragionamento circa la sfida che ci attende. L’emergenza sanitaria, infatti, non ci consegna soltanto un drammatico bollettino di morte, ma ci prospetta una delle più grandi crisi economiche e sociali che il nostro Paese abbia mai vissuto. Questa crisi si abbatterà con ancora più violenza su un Sud, una Calabria, già provati e distanti economicamente e socialmente dal resto dello Stivale e d’Europa. Le nostre ataviche problematiche, le cui ragioni affondano nella storia d’Italia e hanno tra i responsabili nomi e cognomi di una classe politica in maggioranza inadeguata e non raramente corrotta, ci costringerà a fare i conti con le profonde lacerazioni e i dolori di questa terra e dei suoi abitanti. Tuttavia, sappiamo che dietro ogni crisi si nasconde una straordinaria opportunità».

1. Cambiare tutto, cambiarlo adesso. «Tutto quello che non ci è mai piaciuto dei nostri governanti e amministratori adesso ci piacerà ancora meno. Non è più tollerabile una politica distante dai suoi cittadini pronta a limitare, agire, decidere sulle nostre teste. Lo stato d’emergenza non può consentire deroghe alla nostra Costituzione, perché una vita priva di libertà e diritti non è vita. Esigiamo che venga restituito il giusto ruolo a tutti gli organi di decisione e di partecipazione: i consigli comunali, regionali, le consulte. Abbiamo appurato che vi sono gli strumenti, anche digitali, per consentire che questi si svolgano regolarmente e in maniera trasparente».

2. Sanità pubblica. «A 60 giorni dall’inizio dell’emergenza, la Calabria è una regione ancora priva del suo Centro Covid19. In una disputa noiosa e sterile tra Reggio e Catanzaro, a rimetterci sono tutti i calabresi. Il Centro Covid19 deve servire a tutti i calabresi, ai malati, ai cittadini, dovrà essere quindi situato in luogo accessibile e raggiungibile da tutti e il suo progetto deve guardare da subito al futuro, a quando, speriamo presto, potrà cessare di essere un “centro Covid” in senso stretto e trasformarsi in un centro di ricerca e di innovazione scientifica. La medicina territoriale deve essere la nostra principale infrastruttura. Questo obiettivo passa dallo svincolo da tutti i Piani di rientro, l’affermazione dei livelli essenziali di assistenza, la riapertura degli ospedali minori, l’assunzione di nuovo personale. Tutto con criteri di evidenza pubblica, competenza ed eccellenza. Chiediamo a chi ci amministra cosa intenda fare per raggiungere questi obiettivi».

3. Spazi e beni comuni. «Nella Città ridisegneremo la nostra presenza fisica. Esigiamo che si attrezzino tutti gli spazi aperti per un accesso libero e in sicurezza. Non potranno più essere giustificate situazioni di evidente degrado di strade, piazze e parchi, né che all’ingresso di villette e aree verdi vi siano lucchetti e sterpaglia. A tutti i bar ed esercizi di ristorazione che, evidentemente, dovranno ridurre il numero dei coperti nei luoghi chiusi, chiediamo venga consentito l’esercizio gratuito sul suolo pubblico sulla base di uno specifico protocollo».

4. Una mobilità sostenibile. «Torneremo a muoverci nello spazio urbano. Serve incentivare il camminare, l’utilizzo della bicicletta, disincentivare l’utilizzo di automobile ed evitare autobus affollati. È necessario realizzare nuovi kilometri di piste ciclabili, estendere la zona pedonale, efficientare il servizio di bike sharing».

5. Un piano dei tempi e degli orari. «Le aperture e le chiusure di uffici, scuole ed attività pubbliche dovranno avere orari scaglionati per consentire la conciliazione tempo-lavoro, ridurre code, affollamenti e orari di punta. L’accesso agli uffici pubblici potrà essere gestito da un funzionale centro di prenotazione laddove non sia possibile procedere ad una definitiva digitalizzazione dei servizi comunali».

6. Scuola di strada. «Il futuro della scuola dipende da quanto saremo in grado di costruire luoghi confortevoli ed accessibili per ragazze e ragazzi, bambine e bambini. Sia verificato subito lo stato di sicurezza di tutti gli edifici scolastici, compresi quelli attualmente chiusi, e si avvii un censimento di tutte le strutture che potenzialmente potranno ospitare le attività didattiche, compresi i teatri, le sale conferenze, spazi museali e infine spazi di quartiere all’aria aperta».

7. Economia di prossimità. «Vogliamo una strategia per sostenere l’economia del nostro territorio, per incentivare il consumo a km0, per promuovere l’imprenditoria locale. Subito si dia vita ad un marchio di riconoscibilità dei prodotti locali e si prevedano sgravi e defiscalizzazioni anche totali per i commercianti locali».

8. Turismo di prossimità. «I primi turisti del nostro territorio saremo proprio noi. Si elaborino subito dei pacchetti turistici di prossimità in collaborazione con strutture ricettive, associazioni di categoria e operatori del settore. Inoltre è fondamentale procedere da subito alla cura e alla manutenzione di tutti i litorali, le spiagge dovranno essere pulite e interamente accessibili contenendo l’occupazione dei lidi privati e lasciando ampio spazio alla spiaggia pubblica. Vogliamo scongiurare da subito che il mare diventi un lusso per chi potrà pagarsi un ombrellone».

9. Welfare di comunità. «Abbandoniamo la locuzione “distanziamento sociale” per sostituirla con “distanziamento fisico”. La massima prudenza nel rispettare i protocolli di sicurezza dovrà incontrarsi con il massimo sforzo di costruire relazioni e legami sociali. Vogliamo un nuovo modello collaborativo e partecipato con cittadini, enti, imprese e organizzazioni del terzo settore per affrontare tutte le problematiche sociali. Due, prioritarie su tutte: l’accesso al cibo e la casa come diritto».

10. Trasparenza. «Sappiamo che le misure che verranno messe in campo da ora a venire saranno tante. Ciò si tradurrà in flussi di denaro pubblico che dovrà essere impiegato per la ricostruzione post-emergenza. Sappiamo pure che il rischio che gran parte di queste risorse vengano distratte, non utilizzate o male utilizzate è dietro l’angolo. Per evitare che ciò avvenga esigiamo massima chiarezza e trasparenza nell’utilizzo delle risorse pubbliche e criteri di merito e di evidenza pubblica nel godimento di benefit e ammortizzatori. In tempi non troppo lontani abbiamo assistito a come la cattiva politica abbia costruito clientele e interi elettorati facendo passare quelli che dovevano essere diritti per concessioni, favori, privilegi. Non possiamo accettare che qualcuno lucri sulle fragilità e le paure dei cittadini per costruire carriere politiche. Nelle pieghe del disagio, dell’abbandono, della povertà, della difficoltà economica potrebbe rapidamente insinuarsi la ‘ndrangheta. Sarebbe una catastrofe».

«Oggi guardiamo al futuro con la volontà di rivoluzionare e ricostruire tutto: dai legami tra le persone al tessuto economico e sociale, possiamo farlo se lo faremo insieme, a partire da oggi più distanti fisicamente ma prossimi e più vicini che mai. Come una Comunità».

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