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ll ministro italiano dell'Agricoltura propone dei «permessi di soggiorno stagionali», ma trova ostacoli nella sua maggioranza sul fronte del Movimento Cinquestelle

Braccianti, la politica si divide. Il Papa: «Restituire dignità»

Intanto Caritas italiana spinge per la regolarizzazione degli immigrati: «Sarebbe operazione di grande civiltà», spiega il responsabile nazionale Oliverio Forti

di Redazione Web 06/05/2020

Regolarizzazione dei braccianti stranieri: la politica si divide, ma la Chiesa chiede un passo in avanti.
 
 
Lo scontro nella maggioranza. "No a sanatoria dei migranti nell'agricoltura stile Maroni". Il capo politico del M5S VIto Crimi interviene sul dibattito acceso nel giorni scorsi dalla ministra dell'Agricoltura Teresa Bellanova ("Facciamo lavorare in modo regolare i cittadini senza permesso di soggiorno che sono in Italia", aveva detto), che ora, di fronte a questa chiusura, minaccia le dimissioni. Il Pd, con il parlamentare Matteo Orfini, prende le difese di Bellanova: "In queste ore - scrive su Facebook - c'è una discussione su questo provvedimento dentro al governo. Ho letto dichiaraziomi promettenti di Bellanova, Lamorgese e Provenzano. Mentre sembra ci siano perplessità da parte del M5S. Io credo che su questo punto si debba fare di tutto per superare le difficoltà politiche e andare avanti. È la cosa giusta, non ci manchi il coraggio di farla". Il leader della Lega, Matteo Salvini, approfitta della polemica in seno alla maggioranza per ribadire il suo no a una "maxisanatoria su irregolari". Mentre Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, si lamenta di "non avere avuto alcuna risposta dal governo dopo la richiesta di regolarizzazione dei lavoratori migranti".
 
Le parole del Santo Padre. «In occasione del primo maggio, ho ricevuto diversi messaggi riferiti al mondo del lavoro e ai suoi problemi. In particolare, mi ha colpito quello dei braccianti agricoli, tra cui molti immigrati, che lavorano nelle campagne italiane. Purtroppo tante volte vengono duramente sfruttati. È vero che c’è crisi per tutti, ma la dignità delle persone va sempre rispettata. Perciò accolgo l’appello di questi lavoratori e di tutti i lavoratori sfruttati e invito a fare della crisi l’occasione per rimettere al centro la dignità della persona e del lavoro», ha detto Francesco, oggi, durante l'Udienza del Mercoledì.
 
La posizione della Caritas. “Sarebbe auspicabile una regolarizzazione di tutti i lavoratori stranieri nell’immediato. Ma anche iniziare dall’agricoltura e dalla collaborazione domestica, e poi finire in autunno con il resto del sommerso sarebbe comunque una operazione di grande civiltà, di cui il nostro Paese ha enorme bisogno”. Così Oliviero Forti, responsabile dell’area immigrazione di Caritas italiana, commenta al Sir il dibattito sulla regolarizzazione di circa 600.000 lavoratori stranieri irregolari da inserire nel “Decreto maggio” che in settimana potrebbe essere approvato dal Consiglio dei ministri. Nelle intenzioni della ministra dell’Interno Lamorgese la priorità sono i braccianti agricoli (circa 200 mila) e le colf e badanti. “Azzerare l’irregolarità nel nostro Paese significa dare sicurezza a tutti”, prosegue Forti: “Sarebbe un bel contributo per combattere la criminalità e le altre forme di sfruttamento e abusi perché sappiamo che la criminalità si muove sempre nel torbido. Fino a quando non garantiamo trasparenza, sicurezza e regolarità la criminalità spadroneggia”. Anche la figura del caporale, osserva, “non scomparirà del tutto perché è una figura fortemente radicata in certi contesti, però sarà molto meno importante e condizionante rispetto alla vita di queste persone. Perché chi non ha poteri contrattuali non può rivendicare i propri diritti”.

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