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Giunge a compimento il dialogo tra la Conferenza episcopale e il ministro dell’Interno Lamorgese per individuare le condizioni per riaprire le celebrazioni in sicurezza

Messe con i fedeli: c'è il protocollo. Adesso manca solo la data

di Redazione Web 07/05/2020

Ora manca solo la data, sarà il governo a stabilirla. Poi gli italiani potranno tornare finalmente a partecipare alle messe in chiesa, in condizioni di sicurezza e secondo le modalità che saranno precisate a tutela della salute di tutti. Gran parte del cammino, la più complessa, è compiuta. Ieri è stato fatto un passo importante, probabilmente il penultimo: il protocollo frutto dell’interlocuzione tra la Conferenza episcopale italiana e il ministero dell’Interno è stato consegnato al Comitato tecnico scientifico che coadiuva il governo nelle decisioni relative all’emergenza sanitaria in corso.

E positiva è stata la valutazione dell’organismo, che ha recepito il documento. È il risultato di una lunga e intensa collaborazione tra la Cei, il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e il prefetto Michele Di Bari, capo del Dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione. Un lavoro scrupoloso che aveva già portato, alla fine del mese di apri- le, alle indicazioni per poter nuovamente celebrare i funerali a partire da lunedì scorso.

Su tutt’altro fronte, quello parlamentare, ieri alla Camera si è registrata l’approvazione trasversale alla ripresa delle messe con i fedeli e dei riti di altre confessioni: l’Assemblea di Montecitorio ha infatti dato il via libera a un emendamento al cosiddetto 'decreto Covid' che permette il ritorno alle celebrazioni partecipate una volta che sarà sancito l’accordo tra l’esecutivo e la Conferenza episcopale. La norma – che accorpava tre proposte presentate da Stefano Ceccanti del Partito democratico, Vito De Filippo di Italia Viva e Roberto Occhiuto di Forza Italia – prevede proprio l’adozione di protocolli sanitari, adottati d’intesa con la Chiesa cattolica e con le altre confessioni religiose, per definire le misure necessarie allo svolgimento delle funzioni.

Giunge a compimento il dialogo tra la Conferenza episcopale e il ministro dell’Interno Lamorgese per individuare le condizioni per riaprire le celebrazioni in sicurezza. «Il Parlamento ha segnato un punto importante perché la fase 2 sia anche una fase di riaffermazione della libertà religiosa », ha commentato il deputato costituzionalista Ceccanti. Il centrodestra si è diviso: Lega e Fratelli d’Italia, criticando la mancanza di una data certa nell’emendamento, avevano proposto testi propri che contenevano la previsione di una ripresa immediata delle messe alla presenza dei fedeli, ma hanno incassato il 'no' della Camera. Per questo poi si sono astenuti sull’emendamento che è stato approvato. Mentre Forza Italia ha votato a favore, con la presidente dei deputati Mariastella Gelmini che ha sottolineato come «grazie all’azione di Fi si sia trovata una soluzione».

«Dispiace che il Parlamento abbia preferito una formulazione che, tradotta, vuol dire attendere che Conte 'consenta' ai fedeli di essere tali», ha affermato invece la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. Per il leader della Lega, Matteo Salvini, l’ok di Montecitorio è comunque «di buonsenso». Quanto alla data, come detto, ormai si attende l’ultima parola del presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

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